mercoledì, Maggio 19

Basi USA in Argentina, ancora speculazione field_506ffbaa4a8d4

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Buenos AiresNegli ultimi mesi ha iniziato a circolare, su diversi media internazionali, la notizia di una possibile installazione di basi militari statunitensi in due province del territorio argentino, precisamente a  Misiones, località situata a nord-est del paese e, nella Terra dei Fuochi, all’estremo sud. Per quanto riguarda la provincia di Missione, conosciuta come ‘Triplice Frontiera‘, è da tempo un’antica aspirazione degli Stati Uniti. Lì, la frontiera argentina si congiunge con la paraguaiana e la brasiliana e, nell’ultimo decennio, è stata considerata dalla Casa Bianca come un focolaio di cellule terroriste islamiche, soprattutto dopo gli attentati del’11 settembre 2001. Tuttavia è necessario considerare altri aspetti molto importanti per giustificare l’interesse nordamericano come l’esistenza dell’ Acquifero Guaraní,  una delle riserve d’acqua dolce più importante del mondo, la vicinanza con il Brasile, potenza in ascesa che è riuscita ad avere influenza sulla regione, e le riserve di litio che son state scoperte nel nord dell’Argentina e nel sud della Bolivia. Allo stesso modo per quanto riguarda la Terra dei Fuochi, gli Stati Uniti non hanno esplicitamente espresso le loro aspirazioni, come invece è accaduto per la Triplice Frontiera, anche se ad una prima analisi la vicinanza con l’Antartide, fonte acqua dolce ghiacciata, idrocarburi e minerali strategici e la presenza zone navigabili di rilevante interesse rappresenterebbero motivazioni valide per negoziare la costruzione di una base con l’Argentina. Al di là di ciò che è stato detto, l’eventuale installazione di basi statunitensi nel paese sudamericano permane in quello che resta un piano di speculazione non ancora confermato. Tuttavia, questa speculazione si fonda su alcune questioni.

Le amministrazioni argentine che succedettero nel periodo 2003-2015 (Néstor Kirchner, 2003-2007; Cristina Kirchner, 2007-2011, 2011-2015) nonostante non abbiano affrontato gli interessi statunitensi, portarono avanti una politica estera che condusse sino all’autonomia, per questo, in numerose occasioni il vincolo con la Casa Bianca ne risentì. In questa cornice, dinnanzi l’imminente installazione di sette basi militari statunitensi in Colombia (2009) la posizione assunta dall’Argentina fu di rifiuto e nel 2012 fu fatta pressione sul governo della provincia di Chaco per bloccare un accordo che implicava l’installazione di un Centro Operativo e di stoccaggio promosso dal Commando Sud degli Stati Uniti, nell’aeroporto del capoluogo provinciale. Con l’elezione di Mauricio Macri a presidente nel dicembre 2015, fu subito evidente che la distanza tra Buenos Aires e Washington si sarebbe ridotta. Nello specifico, uno dei principali obiettivi del governo fu ristabilire i rapporti con gli Stati Uniti. La visita di Barack Obama in Argentina il marzo scorso fu la prova lampante che l’accordo, almeno sul piano politico-diplomatico, sarebbe stato riavviato in pochissimo tempo. In effetti, questo aspetto del governo Macri che lo accomuna con la Casa Bianca è uno degli elementi che alimenta la speculazione sull’eventuale installazione di basi. Dall’altro lato, esistono fatti concreti che ci conducono alla teoria delle basi. Quest’anno son stati firmati numerosi accordi tra entrambe le parti. Nonostante le basi straniere non abbiano più le sembianze del passato, ma sono camuffate sotto l’apparente aspetto di centri di assistenza in caso di catastrofi naturali, spazi per la lotta contro malattie e altre emergenze, possono contare su poco personale, gli impegni in materia di salute e di cooperazione scientifica, sono al centro dell’attenzione. Nella ‘scheda informativa’ pubblicata dalla Casa Bianca il 23 marzo, in occasione della citata visita, vi si possono scorgere accordi relativamente a quest’ambito quali: lotta al virus Zika, studi sull’Oceano nell’Atlantico del Sud e, ovviamente, altri impegni che fanno emergere evidenti interessi da parte degli Stati Uniti come, ad esempio, l’assistenza del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti relativamente al problema del finanziamento del terrorismo nella Triplice Frontiera.

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