mercoledì, Ottobre 20

Bashar al Assad: da riformista a criminale La parabola dell’ultimo degli Assad, indagato per crimini contro l’umanità, a inchiodarlo 55mila foto

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I magistrati di Parigi hanno aperto una indagine preliminare contro il regime di Bashar al Assad per crimini contro l’umanità commessi tra il 2011 e il 2013.
Fonti giudiziarie e diplomatiche hanno riferito che il procedimento è stato avviato il 15 settembre, sulla base di prove presentate da un fotografo per 13 anni nella Polizia militare siriana, noto con il nome in codice di ‘Caesar’, che disertò e lasciò il Paese nel 2013, portandosi dietro 55mila foto attestanti la repressione -abusi e torture- perpetrata dal regime; foto che sarebbero l’equivalente, secondo i media francesi, di un ‘certificato di morte’ del regime di Bashar. Il compito di Caesar era quello di fotografare i corpi dei detenuti che erano stati uccisi, procedura funzionale a registrare -e comunicare alle famiglie- la morte motivandola con cause ‘naturali’; da qui la grande mole di materiale disponibile.

Per due anni Caesar è rimasto nascosto in Francia con il suo enorme dossier che condannerebbe senza scampo Bashar, archiviandolo a volgare autore di crimini contro l’umanità (ovvero contro il suo stesso popolo). Dopo 2 anni questo dossier salta fuori e fa scattare l’indagine della giustizia francese, esattamente in concomitanza con l’intervento militare francese in Siria -formalmente anti-ISIS, annunciato all’inizio di settembre- e in concomitanza con il rafforzamento sul terreno di battaglia siriano dell’alleato più forte di Bashar, la Russia, con le foto di Caesar fatte circolare proprio nei giorni in cui si è alzato il tono della partita diplomatica sul futuro della Siria nel contesto della quale il nodo centrale è il futuro del rais di Damasco. «Il regime di Assad regge solo perchè‚ da tanti anni, ha il sostegno dei russi e degli iraniani», ha affermato ieri il Premier francese, Manuel Valls, mentre iniziavano i raid russi in Siria, che secondo gli USA hanno colpito non le postazioni ISIS, bensì gli oppositori di Bashar, il quale «deve lasciare» perché in Siria si avvii un processo di pace, secondo il Presidente Francois Hollande, deve lasciare perché «ha brutalizzato il suo popolo», ha detto Barack Obama.
«E’ vero che il processo giudiziario è integrato nella politica francese», ha dichiarato a ‘LibérationPatrick Baudouin, Presidente onorario della Federazione Internazionale dei Diritti Umani (FIDH). Infatti, è stato il Ministero degli Esteri a riferire i fatti al Procuratore di Parigi, ai sensi dell’articolo 40 del codice di procedura penale francese, che prevede che le autorità pubbliche trasmettano alla giustizia le informazioni di reato delle quali siano eventualmente in possesso. Il Tribunale francese sarebbe competente a giudicare i responsabili di questi crimini se ci fosse implicato un francese o un franco-siriano fra le vittime o fra i carnefici, cosa che al momento è in fase di verifica, ecco perché quella aperta è solo l’indagine preliminare.
I ‘fatti’ trasmessi dal Ministero alla Procura sono le fotografie di Caesar, e l’analisi delle medesime e la testimonianza di Caesar stesso, il tutto unitamente a un report -redatto dal Carter-Ruck– classificato come ‘confidenziale’ reso pubblico in questi giorni.
Una parte di queste foto erano già state rese note lo scorso marzo 2014, raccolte nel dossier fotografico ‘Les massacres secrets d’Assad’ destinato agli organismi internazionali, tra cui le Nazioni Unite, per supportare l’accusa di tortura di massa sostenuta da parte dell’Occidente contro Bashar, e in parte diffuse dai media inglesi.
Il Carter-Ruck conclude il suo report parlando di «torture sistematiche» che dimostrano crimini contro l’umanità, testualmente recita: «The inquiry team is satisfied that upon the material it has reviewed there is clear evidence, capable of being believed by a tribunal of fact in a court of law, of systematic torture and killing of detained persons by the agents of the Syrian government. Such evidence would support findings of crimes against humanity against the current Syrian regime. Such evidence could also support findings of war crimes against the current Syrian regime».

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