lunedì, Settembre 20

Base economica comune

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Bangkok Costruire un consenso nazionale su di un programma economico minimo immaginato lungo un corso di sviluppo distribuito su di un arco di 15 anni – o la durata della vita costituzionale di tre governi eletti – attraverso l’approvazione parlamentare, viene oggi generalmente considerato un fatto auspicabile e fattibile.

Il Ministro delle Finanze Ishaq Dar  ha recentemente lanciato l’idea di una ‘Carta dell’Economia’ e rilanciata la necessità di trovare un accordo con i principali partiti politici al fine di contenere il repentino impatto dei cambiamenti politici sull’economia. Il comitato consultivo economico si è affrettato a correre in sostegno di tali proposte.

Rispondendo alla domanda sul perché tale argomentazione non lo abbia entusiasmato cinque anni orsono quando l’ex Ministro delle Finanze Shaukat Tareen avviò tali tematiche subito dopo la firma del Settimo NFC Award  nel 2010, Ishaq Dar ha inviato via e-mail la seguente risposta: «E ‘ giunto ora il momento più opportuno nella storia del Paese per concordare un insieme minimo di principi e linee guida per la gestione economica che dovrebbe essere al di sopra della divisione politica e che tutte le parti dovrebbero rispettare sia nel governo sia nell’opposizione».

Più oltre scrive: «Questo condurrà a separare il programma economico dalle vicissitudini dei cambiamenti politici ed offrirà agli investitori e agli altri operatori economici una certezza a lungo termine, che è indispensabile per la crescita e la prosperità».

Il Pakistan è riuscito a convincere il Fondo Monetario Internazionale che il Governo ha compiuto notevoli progressi nel miglioramento della gestione economica. L’inflazione è relativamente bassa e il crollo dei prezzi del petrolio ha aiutato il contesto a mantenersi relativamente stabile ed accessibile per gli operatori economici sia locali sia stranieri.

Tuttavia, la situazione è tutt’altro che soddisfacente. Il deficit gemellare (conto fiscale e corrente) è in aumento e le speranze di raggiungere oltre il 5 per cento di crescita del PIL sono in calo a causa della performance debole rispetto alle preventive stime per quanto riguarda soprattutto l’industria e l’agricoltura.

La Prima Relazione Trimestrale della Banca di Stato di questo arco di tempo fiscale resa pubblica il mese scorso dice che «le prospettive di raggiungere l’obiettivo di crescita del PIL FY15 stata ostacolata da una performance al di sotto degli obiettivi prefissati a causa delle basse performance dovute agli andamenti climatici monsonici».

Molti esperti e uomini d’affari raggiunti dai media locali per i relativi commenti, hanno ampiamente sostenuto l’idea di Ishaq Dar. Alcuni hanno espresso riserve circa  l’atteggiamento dell’attore principale dell’economia, che hanno trovato essere un po’ arrogante e non facilmente accessibile.

«Chi si aspettava che fosse emessa la ‘Carta della Democrazia’ ha continuato ad aspettare. Se la classe politica mostrasse maturità e un accordo più chiaro e condiviso su un piano economico minimo comune d’intesa, farebbe  un vero servizio alle persone in attesa di prosperità e perché ad essa segua la rinascita della Democrazia. Sarebbe dare qualche minimo di stabilità prevedibilmente e comprensibilmente necessaria per gli investimenti e la formazione di capitale», ha detto l’ex Ministro delle Finanze.

Shaukat Tareen, Ministro delle Finanze sotto l’ultimo governo PPP, vede l’iniziativa in contrasto con lo stile troppo centralizzato del Governo a sigla PML-N.

« In qualità di Ministro delle Finanze, ho lanciato l’idea molti anni fa, ma essa non è riuscita a ispirare il partito attuale di Governo che aveva occupato i banchi dell’opposizione in quel periodo. Sì, il Pakistan ha bisogno di un accordo di consenso esteso per l’economia, in quanto la stabilità nel regno delle politiche chiave è fondamentale per un ambiente favorevole alle imprese», ha poi aggiunto.

Egli ha individuato la necessità delle riforme fiscali, la definizione del volume dell’emorragia delle risorse quali quelle che si verificano nelle imprese del settore pubblico, la politica energetica, la riforma della governance e l’iniqua distribuzione delle risorse da parte del settore bancario come alcune delle aree chiave che ostacolano lo sviluppo nazionale e dove la coerenza a lungo termine potrebbe certamente essere in grado di fornire risultati visibili.

«Il Ministero delle Finanze, che si suppone essere un braccio di attuazione del Governo, è stato allungato all’infinito. Sarebbe più operativo e fattivo se la commissione urbanistica avesse più spazio per lavorare sulla progettazione di politiche di concerto con il team di consiglieri economici e altre parti interessate», ha suggerito l’esperto uomo pubblico.

Razak Dawood, un uomo d’affari di successo ed ex Ministro del Commercio, vuole che i contenuti del piano economico minimo condiviso sia più chiaro e significativo. «Sarebbe bello se i partiti politici si fermassero dal mischiare la politica con l’economia e si sforzassero di sviluppare un consenso comune su questioni da sempre controverse come la privatizzazione, i prezzi dei servizi, la tassazione e le sovvenzioni. Un piano economico generico non servirà allo scopo», ha detto via telefono da Lahore.

Salim Reza, un ex governatore SBP, ha legato l’esito dell’esercizio collegato all’obiettivo di un quadro politico equo a lungo termine al livello di consapevolezza ed alla rilevanza della pressione dell’opinione pubblica.

«Il concetto di equità è fondamentale per una politica che voglia dare dei risultati. Gli sforzi del Governo nel mobilizzare le risorse non possono avere successo fino a quando il gettito derivante da tutte le fonti non sia equamente distribuito in modo equo così come equamente deve essere applicata la pressione fiscale».

Egli considerava la trasparenza, l’accesso pubblico gratuito all’informazione e la restrizione dei poteri discrezionali dell’esecutivo tra i fattori critici per un programma economico praticabile a lungo termine.

«E un vano sogno aspettarsi che beneficiari dello stato inefficace gli si rigirino volontariamente contro. Questi elementi comprendono bene che la loro buona fortuna non è interamente frutto del loro guadagno ma il risultato delle lacune lasciate lì apposta per soddisfare i loro interessi», ha detto un critico cinico ma molto lucido sulla materia.

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