domenica, Ottobre 24

Barnum alla fiera dell’ego .4

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Si impone prepotentemente sulle tavole di Barnum alla fiera dell’ego, il talk-show rivelazione della nuova stagione politicomediaticotelevisiva, un indiscusso fuoriclasse. Già tra i più promettenti rincalzi, Matteo Salvini conquista la scena. Annuncia la discesa a Sud, miscela sapientemente Marine Le Pen e Fiom, conquista Emilia e Romagna, prova a rottamare, lui pure per quanto di sua competenza, l’eretto di Arcore. Ha scalzato il vecchioattorgiovane Umberto Bossi, straordinario protagonista di tempi passati, ormai, purtroppo ridotto a patetico gigione, dopo essere stato beccato a far la cresta sui borderò della Compagnia Stabile del Carroccio, da lui fondata. Costretto a sperare nel suo antico deuteragonista che, sostiene, «non può essere sostituito alla guida del centrodestra». Ringrazia, per quanto la cosa abbia ormai ben poco peso, e non molla la scena che ancora tiene con una certa classe, Silvio Berlusconi.

E’ reduce dal «Giorgio Napolitano è cattivissimo, ma ha una mente superiore», offerto agli sciagurati di Villa Germetto, cui ha provato a far credere che saranno la futura classe dirigente di Forza Italia. Si è esibito alla presentazione dell’ultima fatica letteraria, si fa per dire, di Bruno Vespa, indiscusso principe dei tenutari della vecchia, non dichiarata, Fiera delll’ego (ed è questa la rivoluzionaria portata di questa nuova versione). Reo Silvio ha inanellato una serie di perle meravigliose: «Uno come me sarebbe il migliore Presidente della Repubblica possibile», «Le nostre scelte sono improntate al senso dello Stato». E poi un suo grande classico, offrire agli altri il ruolo di vice, o facente funzioni. Questa volta proprio a Salvini: «Io il regista, lui farà il goleador». Che, ovviamente, ha tutt’altri intendimenti.

Rischio di ritorno sulla scena del nostro Barnum per Giuliano Amato, ora Giudice Costituzionale, candidato ideale del Cavaliere dimezzato di Arcore alla successione di Napolitano. E, probabilmente, del Capo dello Stato stesso, che alla Consulta l’ha nominato. Lo fosse anche di altri, di Massimo d’Alema è probabile, se Matteo Renzi, che pure non vuole, alla fine fosse costretto ad acconciarsi, Beppe Grillo salvaci tu.

Doveroso segnalare il ritorno sulla scena di una vecchia gloria come Rosi Bindi, purtroppo recentemente scomparsa dalle posizioni di primo piano. Annuncia con “la nascita di una nuova forza”, la possibile scissione del Partito Democratico. Cioè esattamente quello che il Presidente del Consiglio, indiscusso frontrunner del nostro Barnum, aspetta con impazienza golosa. Segnalazione di riguardo, infine, per la simpatica coppia Marco Pannella e badante, l’ex Direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin. In particolare per l’appuntamento fisso della conversazione domenicale di due ore (nella quale, a volte, lo sparring partner è Valter Vecellio). Del leader eterno, che sta ai radicali come Kim Il Sung alla Corea del Nord, va apprezzata la pertinacia. Un po’ meno l’incontinenza egotica e verbale. Del suo partner la leggendaria osservazione, datata ma indimenticabile: «Marco, occorre stringere, ci rimangono solo quaranta minuti».

 

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