lunedì, Ottobre 18

Barcellona 6 ottobre 1934: quando la Catalogna si dichiarò indipendente I 'Fatti d'Ottobre' del '34 sono stati un'anticipazione di ciò che vediamo oggi?

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Oggi la situazione sembra essere molto differente: nonostante la Spagna sia tornata ad essere una Monarchia, l’aspetto repubblicano della protesta catalana risulta essere decisamente secondario. I manifestanti e i rappresentati della Generalitat sono, prima di tutto, indipendentisti catalani.

Già nel 2014, al referendum sul futuro della Catalogna, il 38% della popolazione si espresse per l’indipendenza. Lo scorso 1° ottobre i numeri sono saliti e siamo arrivati al 42%: è vero che siamo ancora sotto la metà della popolazione, ma si tratta di percentuali che non possono essere ignorate.

Nel 1934, al contrario, la gran parte della popolazione ebbe un atteggiamento molto cauto sulla mossa di Companys: la gran parte dei catalani era di idee repubblicane ma, forse proprio per questo, l’idea di separarsi dalla Repubblica Spagnola appena nata sembrò non suscitare troppi entusiasmi, salvo che in un gruppo ristretto di volontari.

Un altro punto di grande differenza è dato dalle forze in campo: se nel 1934 la Catalogna aveva costituito una propria milizia equipaggiata ed armata in grado, almeno sulla carta, di resistere alla reazione del Governo centrale, oggi, ad eccezione delle forze di polizia locali (i Mossos d’Esquadra: Ragazzi di Squadra), la Generalitat non può che fare affidamento sul sostegno popolare e sulla diplomazia internazionale. Se il sostegno alla causa indipendentista risulta diffuso in un ampio strato della popolazione, però, sembra improbabile che questi cittadini, cresciuti in tempi di pace e relativa prosperità, possano scendere in strada e combattere per l’indipendenza catalana; non resta, dunque, che la diplomazia come carta da giocare.

L’unica cosa certa è che, nella nostra epoca fatta di economie transnazionali, uno scontro violento avrebbe ripercussioni pesantissime su uno scenario ben più ampio di quello spagnolo. A questo punto, le posizioni rigide tenute dalle due parti rendono difficile fare previsioni: se da un lato sembra improbabile immaginare che si arrivi ad uno scontro armato (le condizioni sociali e politiche europee non sono quelle degli anni ’30 del ‘900), appare improbabile che, al punto in cui si sono spinte, le due parti possano fare passi indietro (salvo non perdere la faccia); una soluzione diplomatica, possibilmente di respiro europeo, sembra essere la soluzione più auspicabile ma, certamente, non è immaginabile che si possa giungere ad un qualsiasi risultato senza un minimo di elasticità da ambo le parti.

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