lunedì, Giugno 27

Barbie: da 'fashion doll' a icona di bellezza field_506ffb1d3dbe2

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Che tipo di critiche, denunce e indignazioni ha subito la Barbie dalla sua invenzione fino a oggi? La Barbie creata dalle Femen, Lammily, che caratteristiche critica della Barbie prodotta dalla Mattel? Che cosa rappresenta e come viene catalogata per i collezionisti di bambole, se viene collezionata anch’essa?

Molti si sono scagliati contro la bellezza di questa bambola accusandola di istigare all’anoressia, che è un disturbo alimentare molto grave e non va preso sottogamba, né attribuito a una bambolina. Barbie è stata associata da sempre alla donna bella e oca, non si sa perché, dato che è stata astronauta, medico, veterinario, scienziata, e nei primi anni ‘80 è stata tra le poche donne in carriera di quei tempi: insomma, una donna in gamba. Tuttavia forse, dato che è sempre stata la bambola più venduta nel mondo, un po’ di invidia deve averla scatenata. Non so di collezionisti di Lammily, ma di certo non è in competizione con Barbie: ha le fattezza di una adolescente con i suoi difetti, molto fedele alla realtà. L’inventore di questa bambola, Nickolay Lamm, ha intenzionalmente voluto ideare una teenager, aderente al mondo reale e ci è riuscito. Non credo che essa possa essere paragonata a Barbie: sono molto diverse.

 

Come gli artisti (La Chapelle David, Inez Van Lamsweerde, ecc.) hanno rappresentato la Barbie, e quali ragioni li hanno spinti a farlo, secondo lei e i critici d’arte?

Come ho detto prima, la versatilità della bambola spinge a volerla rimaneggiare, anche in senso artistico. Che sia dissacrata o idolatrata è lo stesso, sempre di arte si tratta. Tuttavia, oltre ai nomi famosi, ci sono anche un paio di artiste, una americana e l’altra inglese, rispettivamente Mariel Clayton e Sam Humphreys, che con l’arte fotografica hanno usato questa bambola per denunciare le vittime dei femminicidi e di contesti sociali in cui la donna è ancora ghettizzata e destinata al ruolo di vittima sacrificale.

 

Come considera la modella leria Lukyanova, che si è rifatta chirurgicamente per assomigliare alla sua Barbie preferita? Pensa che potrebbe avere effetti negativi nell’immaginario delle ragazze e adolescenti in genere, sempre più attente/i al proprio aspetto fisico?

In assoluta franchezza, la considero una grossa stupidaggine, che nasconde gravi problemi di personalità che andrebbero risolti. Anche Justin Jedlica si è fatto trasformare chirurgicamente in Ken (si vocifera di ben 191 interventi) e con la Lukyanova si mostra in coppia. C’era anche Celso Santebanes, un ragazzo brasiliano anche lui operato per essere del tutto simile a Ken e poi morto di leucemia. Non c’è connessione tra la morte e gli interventi, l’ho solo citato perché quasi nessuno si ricorda di lui.

 

Lei ha parlato nel suo libro recente di Barbie e di una ‘società vinile’: in che senso? Che tipo di catalogazione ha fatto, nel suo libro, di Barbie? Con che parametri le ha suddivise, se ci sono norme di suddivisione catalografica, e perché le ha adottate?

Il libro s’intitola ‘Barbie, una società di vinile’ perché prende il nome dalla mostra che allestisco in giro per l’Italia. Il microcosmo di Barbie è in vinile, plastica duttile e maneggevole, in cui si è sempre riflessa la società americana. Dalle riproduzioni dei Campus Universitari Americani, agli aerei, le auto di lusso, le case componibili e i sorrisi alla Kennedy di Ken, tutto è di vinile, e tutto è speculare al macrocosmo americano e, in un secondo tempo, europeo, con la Mod Era britannica rappresentata dalla Twist’N’turn del 1967. La catalogazione degli esemplari nel libro è semplicemente cronologica, come per la mia collezione, con uno sguardo ai vari dettagli che cambiano di decennio in decennio, o addirittura di anno in anno.

 

Lei restaura le Barbie e le reinventa: in che modo? Ci può fare qualche esempio?

Adoro manipolare le mie bambole! Quando restauro resto fedele all’originale, rifaccio lo stesso make up e reinserisco i capelli seguendo i fori preesistenti per non alterare la capigliatura, poi cerco l’abito originale di uscita nelle aste o compro outfit d’epoca. Altre le reinvento: ho creato i personaggi principali di ‘Romanzo Criminale‘ e, per l’ultima mostra a Brisighella romantica, ho creato Lord Byron e Teresa Guiccioli. Ho realizzato il pagliaccio assassino di ‘It’ e Frank’n’Furter del ‘Rocky Horror Picture Show‘. Ora sto lavorando a una versione di Mina, e a un progetto lungo e laborioso che vede la rappresentazione dei simboli medievali e rinascimentali attraverso la bambola.

 

Perché la Barbie risulta così longeva e non è stata sorpassata dalle recenti Bratz o altre simili? Qual è il segreto del suo successo che continua negli anni, e le motivazioni di tale clamore e popolarità?

Devo purtroppo ripetermi: è una bambola che contiene in sé infinite possibilità, come fosse un automa del Settecento in grado di muoversi e agire, ma in un formato molto piccolo, una specie di miracolo dell’industria del giocattolo. E questo dal momento in cui è nata, fino a oggi. Devo precisare, però, che nel 2001 le Bratz di MGA Entertainment  hanno vinto il Family Fun dell’anno. Barbie no. Tuttavia se n’è fregata e ha continuato a vivere nella sua società di vinile.

 

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