martedì, Dicembre 7

Bannon e i diritti elettorali: ultima frontiera della democrazia USA? L'oltraggio criminale di Bannon sui fatti del 6 gennaio e l'ostruzionismo dei repubblicani sul disegno di legge sul voto, secondo alcuni osservatori indicano che il momento è cruciale, «deciderà come sarà governata l'America ora e per le generazioni a venire»

0

Mentre l’ex Presidente USA Donald Trump annunciava la creazione di una sua società di media quotata in borsa, la Trump Media and Technology, e della relativa app di social network, la Truth Social, nel tentativo di reinserirsi nella conversazione pubblica online dalla quale è stato tagliato fuori quando Twitter e Facebook lo hanno bandito dopo la rivolta del 6 gennaio al Campidoglio, il suo collaboratore e ideologo Steve Bannon finiva deferito al Dipartimento di Giustizia.
La
Camera dei Rappresentanti, infatti, ieri, ha votato -229 a 202- ‘to find Steve Bannon in criminal‘ per aver ostacolato le indagini sulla rivolta al Campidoglio sfidando un mandato di comparizione del comitato. L’accusa è di oltraggio criminale per aver rifiutato di rispettare il mandato di comparizione che lo obbligava a presentarsi difronte al Comitato della Camera che indaga sull’attacco del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill. Il voto dell’Assemblea plenaria stabilisce un deferimento al Dipartimento di Giustizia, che dovrà ora deciderà se procedere.

Il comitato della Camera ha il compito di fornire un resoconto il più completo possibile del tentativo di insurrezione, deve indagare e raccogliere prove sulle attività delle forze dell’ordine, delle agenzie di intelligence e delle forze armate relative a quel giorno, nonché di scoprire i fattori che hanno contribuito all’attacco, tra cui tecnologia, social media e influenze straniere ‘maligne’. Uno dei suoi principali strumenti per indagare è invitare a testimoniare i protagonisti dell’attentato, tra questi ex membri dello staff della Casa Bianca, organizzatori di raduni e membri del Congresso. Il 14 ottobre 2021, Steve Bannon, ha dichiarato che non avrebbe risposto al mandato di comparizione del comitato che lo costringe a testimoniare. Un mandato di comparizione è un ordine legale che richiede a una persona di comparire e testimoniare o produrre documenti. Il comitato ha il potere di emettere e imporre citazioni in giudizio per documenti e testimonianze. Nel caso di Bannon lo ha fatto. Gli avvocati di Bannon, in risposta, hanno affermato che il loro cliente non agisce per sfida; piuttosto, sta seguendo la direzione di Trump, che, citando il privilegio esecutivo, ha detto a Bannon di non produrre testimonianze o documenti. Mentre era in carica, il Presidente Trump ha ripetutamente rivendicato il privilegio esecutivo, il quale consente a un Presidente di non fornire determinate informazioni al Congresso, ai tribunali o al pubblico, in risposta alle citazioni in giudizio del Congresso rivolte a funzionari della sua Amministrazione. Ora Trump ha consigliato ai suoi ex aiutanti di non testimoniare, né di fornire documenti al comitato. Afferma che tale cooperazione violerebbe il privilegio esecutivo. La legge non è chiara sul fatto che un ex Presidente possa rivendicare con successo il privilegio esecutivo di fronte a un mandato di comparizione del Congresso.
«
Il signor Bannon ha rifiutato di collaborare con il comitato ristretto e si nasconde invece dietro le dichiarazioni insufficienti, generali e vaghe dell’ex Presidente riguardo ai privilegi che ha preteso di invocare», ha detto il Presidente del comitato, Bennie Thompson. Così si è arrivati al voto di ieri, che tra il resto ha visto nove repubblicani votare con tutti i 220 democratici per approvare la risoluzione. Ora se Bannon continua opporsi, i tribunali potrebbero dover intervenire.

Sullo sfondo, ma per nulla secondario, l’ultima mossa del GOP al Senato che blocca gli sforzi per garantire i diritti di voto di tutti i cittadini. I «repubblicani del Senato hanno usato l’ostruzionismo, un dispositivo non menzionato nella Costituzione, per impedire l’approvazione di un disegno di legge che rende più facile votare per tutti gli americani e più difficilerubarele elezioni», afferma ‘CNN‘. «Il disegno di legge avrebbe escluso molte delle restrizioni al voto messe in atto dagli Stati governati dai repubblicani sulla base delle bugie elettorali di Trump. Espande anche il voto per corrispondenza e renderebbe il giorno delle elezioni un giorno festivo, in modo che il maggior numero possibile di persone possa raggiungere i seggi elettorali».
Secondo ‘
CNN‘, gli americani sono stanchi «delle infinite lotte partigiane lasciate in eredità dalla presidenza di Donald Trump», ma il momento è cruciale, «deciderà come sarà governata l’America ora e per le generazioni a venire».


«
I casi di Bannon e dei diritti di voto, che sono in rapida ebollizione, sottolineano come la minaccia al sistema di controllo e bilanciamento degli Stati Uniti, incarnata dalle bugie elettorali di Trump e dalla sfida alla responsabilità, stia peggiorando di mese in mese. E queste non sono solo sfide isolate al ruolo del Congresso e all’integrità del sistema elettorale, ma fanno parte di un’ampia e coordinata serie di azioni che rivelano come uno dei grandi partiti americani -il GOP – stia accumulando potere e la necessità di proteggere un leader con ambizioni autocratiche al di sopra dei fondamentali fondamenti democratici.Questo è esattamente ciò contro cui George Washington ha messo in guardia nel suo discorso di addio del 1796 e minaccia di causare le ‘rovine della libertà pubblica’ nel sistema politico che tanto temeva»

CNN‘ parla di un partito in balia di un ex Presidenteche ha interrotto una transizione pacifica del potere e di Bannon come ideologo di quel Presidente. «L’ex banchiere d’investimenti di Wall Street ha rapidamente visto Trump come l’epitome della sua ideologia populista e nazionalista e ha lavorato come funzionario della Casa Bianca nei primi mesi della sua amministrazione. Il governo inetto dell’ex Presidente ha solo favorito l’ambizione di Bannon per la decostruzione dello Stato amministrativo‘ poiché ha ostacolato il regime normativo che secondo lui i liberali usano per esercitare il potere. Ma soprattutto, a Bannon piace guardare metaforicamente esplodere il sistema d’élite di Washington. Quindi, rifiutando un mandato di comparizione e sfidando l’autorità del Congresso stesso, è fedele ai suoi obiettivi politici a lungo termine, nove mesi dopo essere stato graziato da Trump nelle ultime ore della sua presidenza dopo le accuse di frode».

Il rinvio penale della Camera di Bannon, secondo ‘CNN‘, «rappresenta una delle ultime possibilità per il Congresso di proteggere i suoi poteri di controllo costituzionale in relazione ai tentativi di Trump di abbattere i guardrail che proteggono la democrazia statunitense».

«Insieme, i due episodi su entrambi i lati del Campidoglio», la questione Bannon alla Camera e la questione voto al Senato, prosegue ‘CNN‘, «mettono in discussione due principi fondamentali del sistema americano: la capacità di un ramo di governo separato e paritario di limitare la presidenza e il diritto al suffragio». «E mostrano come il Partito Repubblicano abbia abdicato al suo dovere di proteggere quei doppi pilastri della democrazia per promuovere invece i suoi obiettivi politici e gli interessi di un individuo onnipotente che porta avanti i propri fini estremisti».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->