domenica, Maggio 9

Bangladesh e Vietnam a breve più forti di Cina e India?

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Anche il fattore generazionale (si tratta qui di Nazioni ‘giovani’ e prolifiche) gioca a favore dei Paesi emergenti, in Asia come nell’Africa Sud-Sahariana e in alcune Nazioni del Sud America, Brasile in primis. Abbiamo visto quanta rilevanza questo elemento abbia avuto nelle politiche governative cinesi (politica del figlio unico). Ma ritiene che nel lungo periodo anche questo fattore “tenga” o sia anch’esso dotato di una qualche eccessiva volatilità?

E qui sta il punto cruciale: tutti i Paesi hanno le stesse potenzialità.  Per esempio, un miglioramento delle ragioni di scambio dovrebbe avvantaggiare i Paesi esportatori di materie prime, come Perù, Sudafrica, Colombia, Cile e Russia. Ne consegue che, all’interno delle obbligazioni in valuta locale dei mercati emergenti, quelle delle Nazioni esportatrici di commodity con tassi d’interessi elevati, ma anche con valute sottovalutate, dovrebbero offrire le maggiori opportunità di rendimento come, in particolare Indonesia, Russia, Brasile, Vietnam.

 

In che modo USA e soprattutto UE (i principali investitori esteri ed i principali acquirenti sulle piazze internazionali) possono competere quando il costo-lavoro ed i tassi di sviluppo del PIL di Nazioni come Bangladesh e Vietnam si spingono così fortemente in avanti?

 La Cina non è più il Paese preferito dalle imprese per il costo della manodopera. Il dato ormai chiaro risulta avvalorato dalla tabella compilata dal Fondo Monetario Internazionale sul costo del lavoro in Asia, La Cina figura tra quelli più “cari”, superata soltanto (ma di poco) dalla Thailandia oltre che dalla Malaysia che ormai è entrata decisamente nello scaglione dei Paesi “intermedi”.

Questa la situazione del costo del lavoro annuo compresi i contributi (l’incidenza dei contributi su lordo viene indicata tra parentesi).

  • Myanamar 401 –
  • Cambogia 672 –
  • Bangladesh 798 –
  • India 993 (10%)
  • Pakistan 1.052 (7%)
  • Indonesia 1.089 (6%)
  • Vietnam 1.152 (15%)
  • Laos 1.157 (9,5%)
  • Sri Lanka 1.619 –
  • Nepal 1.889 –
  • Mongolia 2.004 –
  • Filippine 2.246 (9,4%)
  • Cina 2.250 (50%)
  • Thailandia 2.451 (6,9%)
  • Malaysia 5.824 (23%).

 Fonte: FMI

In alcuni paesi, come la Cambogia, il costo del lavoro è pari a un terzo di quello cinese.

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