mercoledì, Luglio 28

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Bangkok – La situazione che va svolgendosi nel Golfo del Bengala per molti versi riecheggia quella che caratterizza i viaggi di morte e disperazione che si compiono nel Mediterraneo. Interi popoli e minoranze cercano la salvezza in mare aperto lanciandosi nel rischio più puro, intere famiglie si avventurano in contesti nei quali nella stragrande maggioranza dei casi, troveranno solo emarginazione e sfruttamento. Negli ultimi tempi, Bangladesh e Myanmar assistono ad un vero e proprio esodo di popoli che viaggiano nelle zone meridionali con imbarcazioni improvvisate di ogni sorta e genere attraversando il Golfo del Bengala alla volta della Thailandia, dell’Indonesia e della Malaysia. Un numero imprecisato di persone perde la vita durante questi drammatici viaggi per mare, mentre molti altri finiscono nelle mani predatorie delle mafie locali e dei contrabbandieri di persone, dietro i cui volti si sviluppano vicende atroci dal punto di vista sociale e umano.

Tutta questa situazione va avanti da anni, l’intera Comunità internazionale più volte ha condannato l’atteggiamento inerte e di fatto colluso con i cupi mafiosi e contrabbandieri asiatici che finora hanno intrapreso i Governi di alcune Nazioni, in primis la Thailandia che respinge in mare le minoranze in fuga, in specie i Rohingya.

L’intera situazione riecheggia anche i fatti che si sono svolti in Italia a proposito di ‘Mafia Capitale‘, soprattutto alla luce del lucro che si svolge intorno a queste moltitudini di disperati che attraversano il mare e il pericolo pur di salvarsi da asfissianti oppressioni attuate da mafie e atti di aggressione reiterati nei loro confronti.

Oggi giunge una ulteriore conferma anche su quest’ultimo aspetto, ovvero i capitali che si muovono intorno al commercio di esseri umani, un dramma nel dramma che è stato causa anche dell’intervento di Papa Francesco, quando ha affermato che respingere in mare questi disperati è da considerarsi forma equipollente a un vero e proprio atto di guerra.

La Banca del Bangladesh ha ora le prove che gli operatori dei traffici di esseri umani hanno utilizzato canali bancari per il riciclaggio di denaro sporco derivante dalla loro turpe attività malavitosa sia all’interno sia all’esterno della Nazione, come peraltro recentemente confermato ai media da parte di un top manager dell’Istituto bancario nazionale. In una sua indagine condotta in questo settore, la Banca del Bangladesh ha trovato prove documentate delle attività bancarie effettuate dai trafficanti di esseri umani attraverso le operazioni bancarie che sono state via via tracciate e identificate. Le transazioni bancarie sono avvenute nel tempo attraverso alcune attività bancarie collaterali nel Bazar di Cox e nella Regione di Teknaf.

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