martedì, Maggio 11

Bangladesh, Malaysia e ISIS field_506ffb1d3dbe2

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isis iraq

Bangkok – Bangladesh e Malaysia, due facce della risposta globale -prima ancora che islamica- nei confronti del rischio di espansione mondiale della minaccia terroristica dell’ISIS. Il comune denominatore, così come anche in Indonesia, è quello di arginare l’attrattività del suono delle sirene ISIS verso tutti coloro che potenzialmente sono arruolabili nelle sue file affinché combattano operativamente tra Siria e Iraq (e più recentemente anche in Algeria, ad ulteriore dimostrazione del fatto che lo scopo dell’ISIS è quello di soppiantare al-Qaeda nella logica di “rete del terrore globale”).

Un cittadino inglese di origini del Bangladesh si trova ora a Dhaka per reclutare combattenti per l’ISIS: di questo sono certi i detective i quali si sono espressi chiaramente nella giornata di giovedì scorso, all’indomani dell’arresto di “due dei suoi reclutati”. Mercoledì notte, un team della polizia di Dhaka ha arrestato Asif Adnan di 26 anni e Fazle Elahi Tanzil di 24 i quali sono accusati di essere sul punto di pianificare il loro viaggio verso la Siria attraverso la Turchia con il sostegno e il supporto del cittadino inglese più sopra descritto.

Figlio di un ex giudice, Asif è stato posto in stato di detenzione traendolo dal residence Segunbagicha dove risiedeva mentre Fazle Elahi Tanzil figlio di un alto burocrate è stato tratto in arresto nei quartieri governativi a Eskaton. Per il loro viaggio con destinazione Siria, si ritiene avessero le credenziali di componenti di Tabligh Jamaat, un movimento pacifista che diffonde i valori islamici, cosa che gli investigatori hanno poi appreso durante gli interrogatori.

Il cittadino inglese, il quale ha reclutato i due giovani, è giunto in Bangladesh ad Aprile. Ha anche avuto degli incontri con un gruppo di miliziani alla Moschea Azad nel Gulshan della Capitale e nel Sacrario di Hazrat Shahjalal a Sylhet, come hanno poi confermato gli ufficiali della Polizia. «Un reclutatore straniero, il quale ha combattuto contro il Presidente siriano Bashar al-Assad è a Dhaka per reclutare alcuni combattenti», ha riferito laconicamente ai giornalisti il Commissario Aggiunto Monirul Islam della Polizia Metropolitana di Dhaka nella giornata di Giovedì scorso.

I detective operativi in questo settore ritengono che molti altri stranieri potrebbero essere attivi in Bangladesh proprio in vista del reclutamento di potenziali jihadisti affiliabili all’ISIS. «Possiamo apprendere molto sugli altri se riuscissimo a catturare il cittadino inglese”, ha aggiunto il Commissario Aggiunto Saiful Islam, il quale ha guidato la pattuglia che ha portato all’arresto della coppia di affiliati ISIS in territorio del Bangladesh. I detective sono giunti all’arresto di Asif e Tanzil a seguito delle informazioni raccolte da sette componenti del Jama’atul Mujahideen Bangladesh JMB arrestati ad Ashulia lo scorso 19 Settembre.

Ora i sette comprendono il capo operativo di Jama’atul Mujahideen Bangladesh alias Nahid ed un altro leader Sikander Ali Noki. Gli inquirenti hanno anche rilevato i messaggi che Asif e Tanzil si sono scambiati, come il Commissario Aggiunto Monirul Islam ha affermato durante un incontro coi media locali nella giornata di giovedì. Sebbene gli investigatori affermino che Asif sia una recluta ISIS, il contenuto dei messaggi scambiati messi a disposizione dagli ufficiali di polizia lasciano intendere, però, che fosse in attesa di direttive di al-Qaeda. Tutti i reports dei media a livello internazionale stanno anche sottolineando le profonde differenze che sono in essere tra ISIS e al-Qaeda sia nei punti di vista sia nelle strategie.

La Malaysia ha dichiarato l’ISIS una organizzazione terroristica ed agirà contro tutti coloro che sosterranno l’organizzazione nell’ambito di una più globale lotta condotta a livello mondiale contro il terrorismo. Il Ministro per gli Affari Esteri Anifah Aman ha affermato che  non sarà risparmiata alcuna azione e nessuno sforzo nell’agire contro lo Stato Islamico, aggiungendo che il Governo sta già approntando revisioni di Legge in merito al ri-orientamento ai fini di una più mirata lotta contro il terrorismo. «Voglio che sia chiaro in modo inequivocabile che per la Malaysia, non vi è niente di islamico nel sequestrare, violentare, torturare e uccidere civili. Né vogliamo condonare o sostenere il coinvolgimento di cittadini della Malaysia nel caso in cui commettano atti di terrorismo o partecipino in conflitti in giro nel Mondo», ha affermato Anifah al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nell’ambito di un incontro intitolato “Minacce alla pace internazionale ed alla sicurezza causate da atti terroristici” Mercoledì scorso a New York.

Anifah ha affermato che il terrorismo dovrà essere affrontato in un modo più complessivo e non semplicemente attraverso l’uso della forza, aggiungendo che vi dovrebbe essere una cooperazione più grande tra varie culture, religioni e tipologie o livelli di civilizzazione. «La Malaysia ha invocato la creazione di un Movimento Globale di Moderati CMM per mettere al bando le voci degli estremisti e dei loro affiliati. La Malaysia crede che oggi più che mai sia imperativo che il Movimento Globale dei Moderati sia abbracciato dalla comunità internazionale».

Secondo quanto ricordato dallo stesso Anifah, la Malaysia ha già dovuto scontrarsi contro il terrorismo nella forma della guerriglia di estrazione comunista ed il Governo ha risposto a tali minacce dispiegando misure di vasto raggio e massicce per «vincere i cuori e le menti della gente». «Gli intenti del Governo erano semplici: rassicurare la popolazione che ognuno di loro ed i loro bambini così come le future generazioni avrebbero avuto una vita dignitosa e promettendo un futuro nel quale nessuno avrebbe avuto la necessità di aderire ad alcun genere di terrorismo». Nel caso della Malaysia un tale approccio alla materia del terrorismo ha ottenuto buoni frutti. «La mia delegazione ritiene che l’approccio dei cuori e delle menti debba essere considerato nella loro pienezza all’interno dei nostri comportamenti per combattere il rischio dei combattenti terroristi stranieri», ha aggiunto il Ministro Anifah Aman.

Anifah ha poi aggiunto che i meccanismi esistenti all’interno della cornice delle Nazioni Unite come La Task Force di Implementazione del Direttorio Esecutivo Contro il Terrorismo ed altre rilevanti sanzioni presso le Commissioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sono tutti fattori che dovrebbero essere ulteriormente rafforzati per una lotta strategicamente più efficace contro il terrorismo e la violenza estremista in tutti gli aspetti della questione. Sempre a New York, il Primo Ministro Najib Razak ha affermato e rassicurato che la Malaysia respinge ogni forma di estremismo e che continuerà ad essere una Nazione musulmana moderata, progressista.

 

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