mercoledì, 1 Febbraio
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Bandiere ISIS in vendita

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Bangkok – Una ditta locale che vendeva bandiere associate con i simboli del gruppo terroristico dello Stato Islamico di Iraq e Siria ISIS è finito sotto inchiesta. Il proprietario della Albenyahya Enterprise ha ammesso di aver ordinato circa 20 bandiere a luglio, durante il mese del Ramadan per venderle poi in un bazar. I gadget sono poi stati resi disponibili anche attraverso la pagina Facebook della società.

Quando si è verificata l’immissione nel Web, vari siti hanno sottolineato la cosa nei propri resoconti giornalistici, il proprietario della società Syed Mohammad Faisal ha dovuto dar di conto alle Forze di Polizia circa “l’accusa infondata” a suo dire di essere complice o variamente collegato con i terroristi.

Dal pomeriggio di ieri, ha dovuto oscurare la sua pagina facebook.

«Non mi ero immaginato una reazione del genere. La cosa più importante adesso per me è proteggere la mia famiglia», ha affermato il titolare del Marchio, la cui società solitamente vende abbigliamento islamico e ciondoli.

A suo dire, non si era reso conto che vendere quelle bandiere e con quella simbologia potesse creari così tanti problemi.

Quando gli è stato chiesto qualcosa a proposito dell’incidente della scorsa notte, il Ministro in carica per gli Affari Musulmani, Yaacob Ibrahim, ha pressato vivamente i cittadini di Singapore di tenersi lontano da tale simbologia che potrebbe essere associata con l’ISIS, noto anche come Stato Islamico IS.

«Quel che ci si dovrebbe chiedere è perché dovrei sostenere un movimento che promuove gli omicidi di massa, l’assassinio di vite innocenti?», ha affermato il Ministro dopo il Giorno della Manifestazione Nazionale per il dialogo organizzato dal gruppo auto-organizzato Mendaki e dalla sua risposta governativa costituita dall’unità A Portata.

«E’ un atto totalmente irresponsabile e non credo lo si debba condonare in alcun modo».

Il dottor Fanar Haddad, un ricercatore dell’Istituto Medio Oriente presso l’Università Nazionale di Singapore, ha affermato che la bandiera nera mostra una comune dichiarazione di fede usata dai musulmani. Ma il carattere tipografico ed il disegno sono stati associati con il gruppo terroristico che sta cercando di creare un califfato islamico tra Iraq e Siria.

Questo gruppo terrorista è già stato accusato di varie ignominie e numerose atrocità, compresa la decapitazione di alcuni giornalisti stranieri.

«Mentre lo Stato Islamico non ha certamente inventato la bandiera nera, essi però si sono appropriati del marchio, con molto successo, debbo riconoscere», ha aggiunto il dottor Haddad.

Acquistare le loro bandiere lo si può comparare all’atto che compiono i sostenitori delle squadre di calcio, i quali le acquistano proprio per mostrare il proprio sostegno e la solidarietà, sottolinea Muhammad Saiful Alam Shah Sudiman, ricercatore associato presso la Scuola S. Rajaratnam di Studi Internazionali.

Il Consiglio Islamico Religioso di Singapore MUIS, sollecitato dai media locali ha risposto: «Gli atti dell’ISIS offuscano la fede islamica e l’immagine dei musulmani in generale».

Il Ministro degli Interni ha aggiunto in una sua dichiarazione pubblica: «Lo Stato Islamico ha arruolato combattenti stranieri, compresi quelli che provengono dalla nostra regione, affinché combattano al loro fianco e questo ha ulteriormente innalzato il livello della minaccia del terrorismo a Singapore. Le Autorità stanno monitorando la situazione da vicino. I cittadini di Singapore possono anch’essi giocare un ruolo importante attraverso l’opera di prevenzione nelle loro famiglie, tra gli amici, tenendosi lontani dal diventare sempre più radicali e ritrovarsi inconsapevolmente trascinati nel gorgo della violenza».

 

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