venerdì, Ottobre 22

Banche: inconsapevoli complici del pensiero unico

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La truffa messa in atto dalle quattro banche italiane ai danni dei loro stessi clienti, soprattutto i più indifesi, non può essere iscritta nel rassicurante elenco degli scandali più deprecabili, dunque separata dalla normalità e guardata da lontano, come si guardavano i fenomeni da baraccone nei circhi equestri.
Abbiamo già dimenticato il disastro dei mutui subprime, responsabili di buona parte delle attuali difficoltà delle popolazioni, persone in carne e ossa, i veri clienti della sinistra, perché la destra sta saldamente dalla parte di coloro che questo mondo lo vogliono così com’è. Uno sciagurato come Donald Trump può attecchire solo in quell’area culturale. Allo stesso modo dimentichiamo che il mondo è in mano alle multinazionali, le stesse alle quali dovrei essere grato perché la metà delle persone che frequentano il mio studio sono vittime della loro insopportabile pressione sui lavoratori e sui consumatori, imitate da chi vuole stare sul mercato, vertici delle banche di credito cooperativo compresi. Anche queste spingono alla stessa maniera sulla coscienza e sull’azione dei propri dipendenti, costringendoli a privilegiare unicamente le ragioni della proprietà su quelle dei clienti. Può darsi che, come sostiene la figlia, il padre della signorina Boschi sia una persona perbene, è naturale, anche mia figlia lo pensa del sottoscritto e lo penserebbe a prescindere, ma stiamo parlando di un dirigente di uno di quegli istituti, e a me piacerebbe vedere i verbali dei consigli di amministrazione per leggere che lui aveva più volte sollevato eccezioni su quel modo spericolato e disonesto di procedere. Attendo fiducioso.

Questo modello economico, strafottente e antiumano, che non possiede neppure tracce omeopatiche di solidarismo, cioè di ‘cose’ di sinistra, che non fa dormire né dipendenti e neppure clienti, messi l’uno contro l’altro in questa lotta per la sopravvivenza, non è spuntato dalla sera alla mattina, e l’attuale Governo italiano non sta cambianoversoper niente, ma cerca solo di proclamare che fa meglio le stesse cose che facevano i precedenti governi, ma sempre all’interno della stessa visione dell’economia.

Un giovane uomo, manager rincitrullito dalla sua multinazionale, mi racconta che deve rispondere a 250 mail ogni giorno, se un giorno è malato l’indomani diventano 500. Dopo un solo anno di matrimonio si è pure separato dalla moglie, incompatibile col lavoro e con i suoi ambiziosi disegni di carriera, frutto di contagio con ambienti umanamente compromessi.
Un giovane ingegnere, incontra il Ceo della sua azienda, che lo seduce come si fa coi bambini, poi tira fuori la pistola: «È chiaro, che se abbiamo una riunione a Roma e lo stesso giorno c’è la prima comunione di suo figlio, lei viene a Roma».

Vorrei fare presente, come è apparso chiaro in una recente inchiesta televisiva, che i nostri giudici costituzionali prendono il triplo dello stipendio dei colleghi spagnoli. Mi chiedo se tali questioni le deve sollevare la Gabanelli, un Governo di sinistra, Nicki Vendola oppure Stefano Fassina, che forse prima dovrebbero parlare dei loro stipendi, cosa che sarebbe si di sinistra. Sarà populismo, ma vorrei ricordare che 360 mila euro all’anno netti, quelli che diamo a un giudice costituzionale, non sono compatibili col nostro debito pubblico e coi nostri livelli di disoccupazione.

Nella vicina Francia si consumano oltre 50 milioni di confezioni di antidepressivo all’anno, senza contare gli ansiolitici e gli psicofarmaci per le patologie maggiori. Numeri vertiginosi che raccontano di un mondo culturalmente didestra‘, drogato di attivismo, avido di danaro, insensibile, capace di sterminare intere specie animali e di mettere al tappeto l’ambiente. In questo girone dantesco c’è pure chi si vanta di avere cambiato verso, ma non sa neppure di cosa parla. Continua a dire che il Paese sta partendo e non ci dice per andare dove. Questa, in fondo è la nostra tragedia, piccoli figuranti che non sanno dove andare.

 

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