mercoledì, Maggio 19

Banche: inconsapevoli complici del pensiero unico

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Scandalo banche e essere di sinistra. Ora che c’è scappato il morto e che qualcuno vuota il sacco, fornendoci immagini interessanti sul retro bottega del crollo, potremmo perlomeno tentare di capire in che direzione stiamo andando, tutti quanti, a cominciare dalla sinistra.
Non perché la sinistra sia il nocciolo della Terra, ma semplicemente per il fatto che, almeno sulla carta, rappresenta il solidarismo, ossia l’antidoto all’individualismo delle destre, fatto apposta per riportarci nelle caverne, e su questo non ci dovrebbe piovere. Dunque, individualismo contro solidarietà, sebbene trovare i particolari che differenziano i due campi sembra diventare esercizio faticoso.

A scanso di equivoci, onde evitare che Nichi Vendola, Stefano Fassina e Pippo Civati comincino a gonfiare il petto, meglio dire subito che della sinistra solidale non c’è traccia nel nostro Paese, perché se esistesse tenderebbe ad aggregarsi nell’interesse generale, evitando quell’inquietudine spesso frutto di orientamenti caratteriali piuttosto che di pensieri responsabili. Perdere tempo col Matteo Renzi di turno è improduttivo poiché i Renzi passano, e anche in fretta, essendo figli di quella cultura dai videogame che si alimenta di gratificazione immediata, dunque non è premier il loro problema, ma qualcosa che viene dalle viscere.

Se si ama il solidarismo non si sprecano energie cercando di affondare un altro pezzo della sinistra, perché affermare che Renzi è di destra mi pare temerario, lo dico esibendo perplessità a prova di bomba verso il Presidente del consiglio.

Se si crede in un’idea e agli interessi che rappresenta, si rimane al proprio posto, a meno che non ci si trovi di fronte a conclamati episodi di malaffare. Si fanno le proprie battaglie dall’interno del movimento, che non si devono vincere subito o per forza, tenendo conto che le alternative al boy scout di Rignano si chiamano Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Non capire questo significa avere in mente solo il proprio 2 per cento e si è lontani mille miglia dalla sinistra francese, che domenica è stata capace di rimettere in naftalina il Front National, avendo chiaro che il peggiore Nicolas Sarkozy è preferibile alla migliore Marine Le Pen. Inimmaginabile in Italia per i nostri strateghi interplanetari.

Se la mia casa è invasa dalle pulci e c’è dentro la mia famiglia, io non tiro una bomba per bonificare l’ambiente, ma può darsi che quando si vive con stipendi quindici volte più alti di quelli di un lavoratore, va bene che vinca il nemico piuttosto che il vicino diverso. Konrad Lorenz la chiama ‘aggressività intraspecifica’, magari ci potrà essere utile per portare Matteo Salvini a Palazzo Chigi, in fondo cambia solo il cognome, a parte l’atteggiamento verso gli immigrati. Tanto cinque anni di sofferenze, per gli altri, passano in fretta, poi tornano gli eroi. E ricominciano a litigare.

Ma torniamo allo scandalo delle banche e all’opportunità di capire cosa è di sinistra. Tanto per cominciare sarebbe meglio se la Ministra Maria Elena Boschi evitasse di fare la vittima, giacché la posizione del padre è imbarazzante, anche se non ce lo ricorda Roberto Saviano. Pure le persone che non vivono sulle barricate sono piuttosto perplesse. Detto della ministra, che in Germania o in Francia sarebbe tornata a svolgere mansioni meno impegnative, non vorrei che ora il problema si concentrasse su di lei, significherebbe perdere un’occasione par parlare della realtà. C’è dell’altro, infatti, in questo ennesimo imbroglio all’italiana, c’è la foto di una deriva culturale e sociale senza precedenti, che sta rovesciando il rapporto tra i mezzi e i fini, rendendo la Persona un incidente di percorso, anzi un ostacolo al libero dispiegarsi degli interessi della finanza planetaria e locale.

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