lunedì, Settembre 27

Banca Popolare di Vicenza: Siamo Soli

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Seguendo una trasmissione televisiva dal titolo ‘La Gabbia‘, ho potuto guardare un bellissimo ma devastante servizio sul dottor Gianni Zonin, non vorrei mai essere pedante, ma vale la pena farne una breve analisi ed alcune riflessioni.

La giornalista ha provato a fare domande ad una automobile di una nota casa tedesca, vetri scuri, vernice metallizzata, bellissima… ma, nemmeno il tempo di dire tre parole, ed eccola allontanarsi con una poderosa ripresa
Mi sono incuriosita e mi sono soffermata con attenzione sul servizio in onda.

La garbata giornalista parlava con quest’auto dicendo: «…signor Zonin, signor Zonin… per favore vuole dire qualcosa ai più di 110.000 soci rimasti senza nulla?» …e qui, come in risposta ad un preciso comando vocale, ecco sfoderati i tanti cavalli del motore con una ripresa straordinaria.
Insomma, non era all’auto che la giornalista si rivolgeva, ma all’ex patron della Banca Popolare di Vicenza.
Hanno mostrato alcune delle sue immense tenute, meravigliose, ma hanno pure mostrato come si nasconde alle telecamere. Comprensibile? Certamente, ma non esattamente giusto.
Almeno una dichiarazione a tutte le famiglie che sono state spogliate dei loro risparmi era ed è assolutamente doverosa.
Sempre nel servizio, si vede come due Carabinieri, ovviamente avvisati dal signore di cui sopra, si avvicinino alla giornalista e, anche se garbatamente, le chiedono se avesse o meno il permesso.
Proprio ieri ho avuto bisogno dei vigili urbani, che ovviamente non potevano venire per ovvi motivi di impegni vari.

Mi domando perché vi sia sempre protezione solo per iFortimentre i deboli sono lasciati a loro stessi, mi domando che senso abbia non rispondere agli azionisti di una banca che godeva di fiducia e gran fama, mi domando come sia possibile che nulla vi sia da fare per chi si è visto sottrarre i soldi e non potrà mai più rivederli, mi domando…. ma a che serve continuare a farsi domande alle quali non vi sarà mai alcuna risposta?!

Non ritengo un comportamento degno di una persona educata quello che sta tenendo l’ex patron della Popolare di Vicenza, ma non ritengo altrettanto degno il comportamento di molte altre persone coinvolte.

Vi è un articolo ben preciso nella Costituzione, il numero 47, che riporto integralmente: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese».
Basta solo la prima riga per capire perfettamente che non è stata assolutamente rispettata la Costituzione, e non mi dilungo sulla seconda parte sulla quale comunque ci sarebbe moltissimo da discutere. Non è stato controllato nulla, sembra essere il Paese dove chiunque fa ciò che vuole, e se frega viene pure protetto.
Se è vero che la Repubblica incoraggia e tutela, chi sono gli addetti? Perché non ne sappiamo nulla? Cosa c’è da discutere nell’intera vicenda della Popolare di Vicenza? Perché i poveri azionisti devono rivolgersi a degli studi legali pagandoli per una cosa del genere e non sono assistiti dallo Stato? Rispondo io: perché lo Stato latita, e dove lo Stato latita sappiamo benissimo cosa accade… ma una cosa su tutte bisogna sottolinearla: la gente muore.
Esatto quando lo Stato latita la gente muore.
E se la gente muore che significa? Significa che abbiamo perso la partita con la civiltà e con la dignità umana.

Egregi signori, le persone stanno morendo e che ciò accada qui, nel 2016, significa una cosa sola: come dice il mio idolo Vasco Rossi, SIAMO SOLI.

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