domenica, Novembre 28

Banca etica, la nuova scelta degli spagnoli field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Dallo scetticismo verso la banca etica si passa spesso al suo opposto, ossia la convinzione che la banca etica non sia una banca: “Una cosa dev’essere molto chiara: la banca etica non è una ONG. Si dedica semplicemente a finanziare progetti di solidarietà che, però, devono sempre passare attraverso un filtro non solo etico ma anche economico. Una banca etica non sostenibile a livello economico, smetterebbe di esistere e non servirebbe. Per questo, nega le richieste di finanziamento di tutti quei progetti che, anche se vengono approvati dal punto di vista etico, non lo sono da quello economico”, ricorda Calvo.

Quali sono le cause, dunque, del successo in Spagna? “La crisi ha reso visibile a tutti il fatto che le banche tradizionali non sono etiche visto che molte hanno ingannato i propri clienti. Diverse iniziative, inoltre, cercano di informare sui collegamenti esistenti fra le banche e il finanziamento delle industrie delle armi o la violazione dei diritti umani. Durante gli ultimi anni, la banca etica ha raggiunto molte persone appartenenti ai movimenti sociali. Durante il 15M, per esempio, ebbe una grande diffusione”, spiega Calvo, “Da una parte ci sono persone che sono passate dalla banca tradizionale a quella etica o che hanno eseguito il passaggio lentamente. Questo è il caso soprattutto dei clienti adulti, di circa 30-40 anni. Sono persone che hanno una certa sensibilità verso le questioni sociali e che solitamente fanno parte di associazioni, ONG, fanno volontariato, sono attivisti o cooperanti. D’altra parte, la gente giovane, grazie alla mobilitazione sociale degli ultimi anni, ha avuto maggior accesso all’informazione e ha cominciato ad interessarsi al funzionamento delle banche. Molti hanno deciso, nel momento di aprire il primo conto corrente, di scegliere fin da subito la banca etica”.

Nonostante per molti il vantaggio delle banche etiche sia evidente, non tutti decidono di fare il gran passo. In particolare modo i più adulti, infatti, hanno una maggiore difficoltà a cambiare le proprie abitudini finanziare, essendo avvezzi, ad esempio, ad avere la sede della banca vicina. I più giovani, invece, abituati ad usare internet, sono più propensi al cambiamento. “Siamo abituati a rivolgerci alla nostra sede, dove possiamo parlare direttamente con il personale. La banca etica ha una sede fisica solo nelle città più grandi, ma i clienti possono svolgere le operazioni soprattutto via internet o telefono. Poi c’è il tema degli sportelli automatici. Le banche tradizionali hanno ATM ovunque mentre la banca etica, eccetto quelli presenti nelle poche sedi, ha convenzioni con altre entità bancarie. Per ultima, c’è la questione della redditività economica: la banca tradizionale offre in alcuni casi una grande redditività per alcuni tipi di investimenti non etici che solitamente sono maggiormente lucrativi. La banca etica non promette redditività alta ma offre maggiore sicurezza ed eticità. Per esempio, le banche tradizionali investono molto nelle industrie delle armi che permettono affari molto redditizi e sicuri perché legati a governi ed eserciti”, spiega Calvo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->