mercoledì, Dicembre 8

Ban Ki-moon esorta israeliani e palestinesi: 'Basta violenze'

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Passando alla Turchia, alla vigilia delle elezioni ecco arrivare i primi sondaggi: in crescita il partito Akp del presidente Erdogan, ora al 43% (+2% rispetto agli ultimi dati) ma che però non otterrebbe una maggioranza sufficiente per tornare a governare da solo. Oltre il 10% rimane il partito-filo curdo Hdp, mentre sale il partito socialdemocratico Chp. In calo quello nazionalista Mhp. Ma per Erdogan può essere controproducente il caso della giornalista britannica Jacky Sutton, trovata impiccata ieri all’aeroporto di Istanbul. Immagini interne dell’aeroporto la mostrano calma, al contrario di quanto affermato ufficialmente in un comunicato, secondo cui fosse disperata dopo aver perso la coincidenza per Erbil e senza soldi. E proprio su quest’ultimo punto è intervenuto il quotidiano turco ‘Haber Turk’, secondo cui nelle tasche della giornalista sono stati ritrovati 2.300 euro. Ma il giallo si infittisce, perché un guasto alle telecamere di sicurezza sarebbe avvenuto proprio nella zona dell’aeroporto dove lei si trovava prima di morire. I colleghi continuano a smentire l’ipotesi del suicidio, chiedendo un’inchiesta internazionale. Più di qualcuno avrebbe potuto avercela con la Sutton, che aveva rivolto sempre una particolare attenzione alla vita delle donne di diversi gruppi religiosi ed etnici oltre che al sistema delle comunicazione dei media in Iraq. Ultimamente poi si stava concentrando alla lotta sul ruolo discriminatorio nei confronti delle donne da parte dell’Is. Da sottolineare poi le sue amicizie curde, particolare che in Turchia non è proprio da sottovalutare.

Ancora complicata resta anche la situazione in Libia. Il Parlamento di Tobruk «non ha né approvato né bocciato» il piano dell’inviato dell’Onu Bernardino Leon. A dirlo il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, aggiungendo che il presidente della stessa assemblea «ha deciso di non sottoporre la proposta al voto della Camera dei rappresentanti». Gentiloni ha precisato che il piano non è stato nemmeno proposto ai deputati: «Ciascuna delle parti e anche singole personalità hanno opinioni e aspettative diverse, ma la comunità internazionale spinge perché ci si pronunci. Nell’interesse dei libici bisogna arrivare a una decisione e l’unica soluzione politica possibile è quella di Leon. Mi auguro che le parti, al di là delle difficoltà di queste ore, prenderanno atto di questo. Non ci sono binari diversi». Intanto nuovo omicidio nel Paese: colpito stavolta il  colonnello Ataya al-Arabi, capo dell’intelligence militare ad Ajdabiya, nel nord del Paese. L’uomo è stato assassinato davanti alla sua abitazione. L’Is ha rivendicato l’omicidio con una nota diffusa su internet.

Nel cuore dell’Europa invece è la questione migranti a tornare alla ribalta dopo gli arrivi record degli ultimi giorni. Dopo la chiusura della frontiera da parte dell’Ungheria, i profughi si stanno dirigendo in massa verso la Sloveni, che al momento risulta la vera (e quasi unica, visto che solo stamane ha riaperto la frontiera croata) porta verso Germania e Austria. Le autorità slovene hanno però  fatto sapere di voler limitare l’afflusso a circa 2.500 migranti al giorno, in linea con le proprie possibilità, ma soprattutto hanno annunciato la mobilitazione dell’esercito per gestire la situazione. Solo ieri 8mila le persone che hanno oltrepassato la frontiera, mentre oggi addirittura la polizia slovena è dovuta intervenire sui migranti con spray al peperoncino per evitare la ressa sui bus diretti a Vienna. E il governo ha lanciato un appello alla UE per un maggiore solidarietà, definendo ‘deludente’ l’aspettativa che piccoli Paesi da soli possano affrontare la crisi umanitaria in corso.

Andando oltreoceano, negli Usa si fa frenetica la campagna elettorale in vista delle presidenziali 2016. Secondo un sondaggio di Cnn/Orc, tra i repubblicani Donald Trump e Ben Carson sono al comando rispettivamente con il 27% e il 22%. Contro Trump si muovono anche personalità di Wall Street, che starebbero spingendo per una candidatura, anche da indipendente, dell’ex sindaco di New York Michael Bloomberg. A parlarne è il ‘New York Times’, secondo cui però la candidatura pare per ora assai improbabile, ma che il pressing su di lui si sta facendo serrato. Il giornale però parla di un possibile successo di Bloomberg, che potrebbe raccogliere i ‘dissensi’ sia dei repubblicani, che temono Trump, ma anche dei democratici, che non vedono di buon occhio la virata a sinistra di Hillary Clinton. Non sembra invece convincere tra i democratici una possibile candidatura di Joe Biden: secondo la Nbc si piazzerebbe infatti solo al terzo posto, dietro non solo a Hillary Clinton ma anche al senatore Bernie Sanders. Per Biden solo il 15% delle preferenze contro il 29% di Sanders e il 49% della Clinton.

Infine chiudiamo con le elezioni federali in Canada, che hanno visto la vittoria dei liberali di Justin Trudeau contro i conservatori del premier Stephen Harper, in carica dal 2006. Secondo i primi risultati, i liberali avrebbero conquistato 154 distretti, i conservatori 88, il partito democratico dell’Ndp 21 e il Bloc Quebecois cinque.

 

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