sabato, Maggio 15

Babysquillo: ma sono uomini, questi? Bambine-merce per uomini-ameba, senza spina dorsale

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Non si può tacere. Volgere lo sguardo dall’altra parte. Fingere di non capire.

Cos’è successo agli uomini? Me lo chiedevo, leggendo su ‘Il Messaggero‘ di ieri che gli inquirenti che indagano sulle cosiddette ‘babysquillo’ si sono accorti che il marito di Alessandra Mussolini o il figlio dell’ex candidato alla carica di Giudice Costituzionale, Donato Bruno, triturato in Parlamento, erano solo la punta dell’iceberg di una clientela espansa, sempre più espansa, di minorenni in vendita.
Prede consumistiche, ma anche prede di una compulsività nel desiderare beni di lusso che odora di marcio a mille miglia di distanza.

E le pagine dei giornali sono i sensori di questo fenomeno repellente. Anzi, ci vorrebbe qualcuno che, con pazienza certosina, collegasse le tante notizie locali che emergono dall’Alpi al Lilibeo e avremmo un affresco minimamente veritiero delle situazioni. E’ quasi frigidamente scientifico parlare di ‘fenomeno‘, manco fosse un dato da registrarsi acriticamente, da spettatori, come un terremoto o una ‘bomba d’acqua’.

Ma quale terremoto nelle pulsioni sessuali, quale ‘bomba d’acqua’ nella ricerca di emozioni forti si sono quasi trasformati in epidemia fra uomini, in teoria maturi, che, apparentemente, non dovrebbero avere problemi a relazionarsi, sessualmente ed emotivamente con donne mature?

Me lo sono chiesto e mi pare di avere una mia risposta. ‘Mia‘, non pretendo di parlare per tabulas. E’ avvenuto come un crollo strutturale, un’implosione del fattore umano (maschile).

Certo, anche molti anni fa c’era chi aveva quest’attrazione fatale verso le bambine (o i maschietti).
La viveva persino nel delitto, oltre che nel peccato, come avvenne a chi si macchiò, quasi cent’anni fa, dei delitti di cui fu imputato (e poi assolto, ma ciò non fu metabolizzato dall’opinione pubblica) Gino Girolimoni qui a Roma. Ciò talvolta avviene anche oggi. E dalla notte dei secoli ci sono stati turpi genitori/genitrici che vendevano la prole per assecondare le voglie di questi depravati.
Ora, però, si assiste ad un rivolgimento di fronte: la merce si mette in proprio, attratta dalle sirene di begli abiti, l’Iphone 6, la borsa griffata. A tredici, quattordici, quindici anni.
Con una freddezza cinica e pelo sullo stomaco, ragazzine seduttive si lanciano sul mercato e, mai come in questo caso, all’espansione dell’offerta, risponde una domanda sempre più ampia e ‘entusiasta’, sia pure col by pass di prosseneti adulti.

Tale tourbillon della prostituzione minorile è una delle facce della crisi della famiglia: genitori distratti, menefreghisti, impegnati a dilaniarsi fra loro, a inseguire problemi di lavoro grandi, piccoli, apparenti; una scuola distratta, menefreghista, povera e senza possibilità di rispettare il ruolo dell’educatore; un’amicizia che, ormai, più che altro esiste come icona virtuale di FB, oppure come complicità nel commercio dei corpi.

Ma non solo. Ci sono loro, i clienti. Che cercano coetanee delle figlie, o ragazzine persino più giovani, come nel caso di Mauro Floriani, il ‘signor Mussolini’.
In genere hanno mogli autorevoli, autoritarie, aggressive. E riequilibrano così la propria inconscia esigenza di essere maschio dominante. Uomini-ameba, senza spina dorsale. Non gli fa piacere trovarsi di fronte a chi, nel quotidiano, anche soltanto incrociando i loro occhi, gli ricorda che sono emotivamente delle nullità, dei fragili fuscelli la cui etica sta sotto i tacchi.
Si rifugiano, così, in un mondo irreale, il tempo di un incontro sessuale a pagamento. Con chi ha comunque reazioni infantili, che riescono a governare. Sono i ‘grandi’ che manipolano per un’oretta la vita di una bambina travestita da adulta.

Situazioni ricorrenti, e non solo in Italia.

Una quasi ex moglie amareggiata, negli Stati Uniti, ha registrato la confessione del marito che raccontava di aver avuto rapporti sessuali con una undicenne. Lui è l’attore Stephen Collins, protagonista conosciutissimo della serie tv ‘Settimo cielo‘, dove interpreta la parte del reverendo Eric Camden. Per due anni ha intrattenuto una relazione con questa bambina, parente della sua prima moglie. Poi ha smesso: che fosse diventata troppo ‘adulta’ per i suoi gusti? Ma pare che non fosse stata l’unica: altre due presunte vittime sarebbero state individuate.

Come si saranno sentite quelle ragazzine: lusingate? Usate? Avvilite? Costrette?

Tanti anni fa, si era negli anni ’90, abitavo in un appartamento del quartiere Flaminio  -non quello dove sto ora. Un palazzone di un ente previdenziale, con alcune cantine trasformate anche in accoglienti ‘scannatoi’. Più volte, attendendo l’ascensore, ho incrociato un noto e robusto giornalista sportivo, che saliva o scendeva le scale della porta verso le cantine, in compagnia di giovanissime, che certo non erano né figlie né nipoti.
Quando lo vedo in tv, non posso fare a meno di ricordarlo là, che parlava con il sussiego di un adulto verso una bambina, e la ragazzina che aveva il viso di chi faceva ‘una cosa da grande’. Un pizzico di ‘timor reverentialis’, ma anche l’atteggiamento di chi sta facendo una monelleria, una trasgressione adolescenziale.

E, altrove, c’è chi si ammazza per una cosa del genere. Trovo su ‘Il Corriere della Sera‘: «Dodici anni, dodici anni appena. Ricordatevi quanti anni aveva Rubina quando è morta. Sposa-bambina del Bangladesh, per sfuggire a quel marito “ricco”, questa estate ha deciso di impiccarsi con la sua sciarpa nel bagno della casa dei genitori che l’avevano consegnata a quell’uomo solo un mese e mezzo prima»

A fronte di ragazzine che si vendono per la borsa di Vuitton o il vestitino strafigo, c’è Rubina. Rubina che visse solo dodici anni. Intelligenti pauca. Li chiamiamo pure uomini, questi?

 

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