martedì, Ottobre 19

Baby squillo: 40mila euro e passa la paura … Nessuna pietra tombale sulla vicenda delle 'babysquillo' ai Parioli: niente patteggiamento

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RED 

 

Sarà perché la vicenda si svolge a Roma e ne esalta la Grande Bruttezza, ma io da questa storiaccia delle baby squillo non riesco a staccarmene.

Avrei voluto condanne esemplari per queste bestie di genere maschile in abiti firmati, aria autorevole, affamate di carni fresche; avrei voluto una sollevazione popolare per metterli alla gogna.

Sembra, invece, che, un elastico diritto processuale li fiancheggerebbe, qualora ci fosse l’assenso della Procura -cosa che al momento non risulta, anzi è stato escluso con forza-, consentendo loro di scapolarsi il giusto fio e di cancellare le tracce, grazie al pagamento di 40mila euro per il cosiddetto ‘patteggiamento’.

Lo Stato consentirebbe, in una cattiva imitazione della cauzione, di quelle che vedevamo nei telefilm di Perry Mason, di cavarsela con ben pochi danni, se non al portafoglio: un paio di ricchi e famosi rimarrebbero invischiati come specchietti per le allodole, mentre tutti gli altri ‘clienti’ delle due ragazzine di 14 e 15 anni, ribattezzate dai media ‘baby prostitute’ (ma erano davvero solo due, mi chiedo?), dei quali, sbalorditivamente, in un Paese in cui escono fuori tutti i nomi possibili e immaginabili, rimane ignota l’identità, se la caverebbero con un esborso neanche tanto oneroso, vista la gravità sociale del loro agire…

E’ come se si fossero pagati un centinaio di ‘distrazioni’, ma col vantaggio che avrebbero cancellato le impronte mediatiche, che avrebbero potuto essere, per loro, motivi d’imbarazzo e di dispregio.

Non credo, comunque, che costoro, persino qualora passasse quest’ipotesi ‘salvifica’, rinunceranno a cercare altre prede e altre carni fresche da comprare; né penso che potrebbe innescarsi quell’intelligente meccanismo, che lo Stato potrebbe adottare, di far scattare un’indagine fiscale riguardo a questi bellimbusti consumatori finali di adolescenza.

Chi è frequentatore compulsivo di squillo, più o meno baby, frequent buyer di cocaina ed altre sostanze esaltatrici deve comunque avere un ‘tesoretto’ sempre in ricostruzione a cui attingere e del quale potrebbero essere opache le origini

Facciamoci un po’ di conti: quasi quasi lo Stato verrebbe ad avvantaggiarsi di tale procedura, piuttosto che tenersi in carcere i 52 finora emersi aficionados di Azzurra e Aurora    -ma pare che, nei pochi mesi in cui le due avrebbero operato nello scannatoio di Viale Parioli, la clientela avesse raggiunto quota 100 e più.

Semplificando, moltiplichiamo 40mila euro per 50 e ci troviamo di fronte a un gruzzoletto di due milioni di euro. Quanto lavoro per Equitalia o per le Fiamme Gialle sarebbe necessario per recuperarne l’equivalente?

Tutti felici o comunque appagati: il Ministro dell’Economia che riscuote senza colpo ferire un po’ di soldini per irrorare le casse esauste; i satiri paganti che evitano il ludibrio del pubblico processo e la sadica passerella dinanzi alla torma dei giornalisti, che si avventerebbero su di loro, volendo informare i lettori sull’identità dei mostri.

Nel passato, qualcuno di questi strani soggetti avvezzi a pratiche indecenti si era lamentato di una presunta attività di voyeur dei cronisti, in quanto i propri figli avevano appreso dai TG o dai quotidiani le loro poco commendevoli imprese. E non scoperte in virtù di una efficiente e complessa attività investigativa, bensì semplicemente emersa da una flagranza di reato.

Consapevole di essere magari un po’ ingenua; di non avere considerazione e contezza delle anse misteriose della mente umana, che creano pulsioni ingovernabili negli individui; di ragionare da quella borghesuccia provinciale quale io sono, ma mi chiedo: scusate, ma ‘prima’ di reclutare minorenni o trans e consumare cocaina, costoro i figli non ce li avevano? E le mogli? Erano talmente obnubilati dalle loro pulsioni accecanti da credere di essere avulsi da qualsiasi etica, morale, laica o religiosa che fosse? Per un raptus irrefrenabile si sentivano legibus solutus?

Una sfilata di punti interrogativi mi esulcera il pensiero e mi rende assai poco comprensiva verso costoro. Forse calpesto i principi sacri della mia religione, ma anche Papa Francesco, quando, alla Messa dei politici di qualche giorno fa, si è scagliato contro i corrotti ed è andato via senza neanche salutare quei presunti agnellini, non mi è parso granché animato dallo spirito del perdono. Come li bollerebbe questi ladri di adolescenza? Meno male che l’onorevole Sandra Zampa, vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza, si è pronunciata recisamente contro questa soluzione ‘Tarallucci e vino’. Una donna coraggiosa, che appoggio pienamente. Leggendo la composizione della Commissione, però, sobbalzo: non solo ne fa ancora parte Alessandra Mussolini; ma ne è componente anche il discusso Sen. Antonio Gentile e … sorpresa, il senatore Razzi, delle cui gesta, non certo da angelo custode dell’infanzia, bensì da rianimatore delle sex houses, vi aggiornerò di qui a poco

La mercificazione della donna mi è sempre sembrata un abominio ed è inutile che, a propria discolpa, coloro che sono ‘abbonati’ a tale maniera distorta di vivere il rapporto di genere, facendone il proprio modus vivendi, utilizzino la teoria che si tratta semplicemente di cogliere l’offerta.

Le leggi biecamente economiche testimoniano che, se non c’è domanda, manca l’offerta (e viceversa). Inoltre, è stato creato un brodo primordiale consumistico che favorisce l’ingolosimento dei soggetti che rappresentano l’offerta. Si sono promossi in maniera martellante certi oggetti di desiderio – la borsetta firmata, il gioiello, l’abito alla moda – anche presso le generazioni più giovani che le attraggono e le spingono nel gorgo del desiderio di far soldi per procurarseli. Il vizio chiama e paga il vizio, in un meccanismo perverso che non si interrompe.

E nei cui ingranaggi restano stritolate le ragazzine, private dell’innocenza a vantaggio di Minotauri che ne pasteggiano come con il caviale e lo champagne che veniva consumato in maniera decadente da una schiera di consiglieri regionali della Lombardia (almeno, al momento, sono loro a prendersi la nomea…).

Naturalmente, l’intera vicenda verrà insabbiata; ne emergeranno altre, che ripercorreranno il medesimo itinerario: non si riesce a interrompere tale orrendo ciclo di maschi che trovano una propria ragion d’essere suggendo dalle donne una perversa prevaricazione sessuale.

PS:  Mi avvedo che, sul tema, è spuntato un altro gancio piuttosto ghiotto: me lo lancia il ‘senatore’  (miracolato, sappiamo noi da chi) Antonio Razzi, che ha un grande avvenire da comico dietro le spalle. Per una mera (?) casualità, giusto il primo aprile viene diffuso il contenuto del suo disegno di legge n. 1.370, volto a istituire la figura professionale dell’OAS.

La sigla è ambigua. Perché l’OAS che mi ricordo io, l’Organisation Armée Secrèt, era un’agguerrita organizzazione terroristica di destra, fondata a Madrid, nel 1961, dal generale Raoul Salan, che, – in un antistorico tentativo di mantenere il dominio della Francia sull’Algeria -, provocò una spirale di morti e di attentati su entrambe le sponde del Mediterraneo.

Dubito fortemente che Antonio Razzi, che persino con l’alfabeto e la sintassi ha scarsa dimestichezza, abbia contezza di essere arrivato per secondo. La sigla OAS, per lui, sta a significare ‘Operatori di Assistenza Sessuale‘ e maschera una patente abolizione della legge Merlin (il che, nel diritto materiale è, di fatto, avvenuta, se stiamo qui a parlare di babysquillo e di escort) ed una professionalizzazione, Partita IVA compresa, dell’esercizio della prostituzione.

Il ‘Razzi delle Meraviglie‘ – ghost writer di Maurizio Crozza-, si esibisce in tutte le sue multiformi fonti d’ispirazione, arrivando persino a legiferare sui condom bucati e sugli ingorghi da concentrazione di soggetti adescanti. Basterebbe quest’unico disegno di legge a convincere noi cittadini, adoratori del bicameralismo perfetto, che l’abolizione del Senato non sia poi un’idea tanto peregrina.

 

 

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