lunedì, Giugno 21

Aylan, Salvini: 'Renzi è un verme'

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Il racconto della settimana politica si apre con le scuse ufficiali de ‘L’Indro’ ai suoi lettori. Non pubblicando nel fine settimana, ci siamo colpevolmente persi quattro tappe fondamentali del tour elettorale permanente che il premier Matteo Renzi, perennemente in giro per l’Italia, sta offrendo ai suoi fans a reti unificate. Sabato, infatti, Matteo è planato direttamente in elicottero sul Forum Ambrosetti di Cernobbio per ricevere l’applauso a mani spellate dei ‘grandi’ imprenditori italiani. Domenica, poi, nell’ordine, la comparsata al Gran Premio di Monza di F1 per ‘salvarlo’ da Bernie Ecclestone, l’apoteosi del comizio in cravatta rossa alla chiusura della Festa dell’Unità di Milano (in cui, davanti a poche centinaia di ‘militanti’ e alla foto del piccolo Aylan, ha definito Matteo Salvini, senza nominarlo, una ‘bestia’ sulla questione migranti) e, ciliegina sulla torta renziana, l’incontro all’Expo con il suo mito Bono Vox, il cantante degli U2 divenuto da tempo icona radical chic dei diritti dei poveri che, nonostante il fervente impegno di Bono e di Matteo, sempre poveri rimangono. Oggi il numero uno leghista risponde utilizzando contro Renzi l’eloquente epiteto di «verme». A mettere d’accordo tutti ci pensa il segretario della quasi estinta Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, per il quale i due Matteo sono «due vermi inumani» perché responsabili «di una politica che favorisce i ricchi e, impoverendo il popolo, apre la strada alla guerra tra i poveri, di cui il razzismo è l’esito peggiore». ‘Viva la revolucion’, direbbe un certo Fidel Castro.

Da segnalare ci sono anche i prossimi appuntamenti legislativi nel Parlamento appena riaperto dopo le ferie estive. In commissione Affari Costituzionali del Senato riparte domani l’iter della riforma costituzionale, considerata dal renzismo la madre di tutte le battaglie. In coda al ddl Boschi, sempre a Palazzo Madama, c’è la legge sulle unioni civili che ‘Pinocchio’ Renzi ha promesso di approvare entro fine anno, Ncd permettendo. Alla Camera, poi, la maggioranza è attesa dalla riforma del processo penale, con bavaglio alle intercettazioni annesso, su cui il M5S ha già promesso un ‘Vietnam’. Il grillino Luigi Di Maio denuncia lo scandalo delle pensioni ai parlamentari: «Bastano 5 anni in parlamento perché i politici maturino la pensione a 65 anni». E il suo compagno di Movimento, Danilo Toninelli, parla di «dittatura costituzionalizzata». Secondo il deputato, Dem e gay, Ivan Scalfarotto, la legge sulle unioni civili verrà varata entro l’anno, «salvo cataclismi». Gli consigliamo vivamente di riprendere lo sciopero della fame in favore dei diritti lgbt.

Italia, anno 2015. La propaganda mediatica in favore di chi occupa le stanze del Potere, nel caso specifico Matteo Renzi e i suoi sponsor politici occulti, ha raggiunto vette di piaggeria talmente elevate che il MinCulPop, l’Istituto Luce, l’Agenzia Stefani e le Cronache di Regime di Roberto Forges Davanzati potevano solo sognarsi ai tempi di Benito Mussolini. In confronto alla macchina da guerra di tv, giornali e siti internet schierata con il ‘bomba’ di Rignano, il Duce fa la figura del dilettante allo sbaraglio. Il nostro racconto comincia da sabato scorso, quando il premier rompe con un rumorosissimo elicottero la quiete del lago di Como dove, a Cernobbio, si sta tenendo il Forum Ambrosetti, tradizionale happening dedicato al mondo dell’impresa che conta. La misura del clima che si respira intorno al Nostro ce la dà Gianni Riotta, il giornalista moderatore dell’evento che aspira ad essere (a giorni le nomine dei nuovi direttori di tg Rai) la penna più renziana tra i renziani. «Potete dare il benvenuto a Matteo Renzi», così Riotta ha arringato la folla in Rolex senza provarne alcuna vergogna, «siete testimoni del suo debutto al forum di Villa d’Este. Poi un domani ai vostri nipoti potrete dire ‘io c’ero quella volta’». Uno scioglimento di lingua che dovrebbe valere un sicuro premio per l’ex direttore di Tg1 e Sole24ore.

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