venerdì, Luglio 30

Avvocati per la Libertà L’Ordine Forense protesta in strada contro una Legge che limita la libertà di pensiero e d’espressione

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Bangkok roghi

Bangkok – Diverse centinaia di avvocati e membri di organizzazioni non governative hanno marciato verso il Parlamento nella giornata di Giovedì nell’ambito della manifestazione “Cammina per la Pace e la Libertà 2014”, organizzata dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della Malaysia 

I partecipanti hanno cominciato a radunarsi intorno alle 10,30 del mattino al parcheggio auto di Padang Merbork, prima di avviarsi poi in marcia verso il Parlamento alle 11,40. Anche leader dell’opposizione quali Gobind Singh Deo, Darell Leikeng, N. Surendran, Wong Chen e Ong Kian Ming si sono poi via via aggregati anch’essi alla Marcia di protesta.

Delegati stranieri in rappresentanza degli Ordini Forensi e delle associazioni di avvocati come la Associazione Avvocati del Commonwealth, Consiglio degli Avvocati d’Australia, Lawasia , così come membri dell’Ordine Forense giapponese hanno tutti costantemente monitorato gli eventi e la marcia stessa. Prima dell’inizio della marcia di protesta, i membri dell’Ordine Forense hanno informato la gente affollatasi, il Presidente Christopher Leong ha invocato una maggiore apertura mentale tra i cittadini della Malaysia. «Noi crediamo nel dibattito forte, nella diversità delle opinioni così come nella libertà di parola e di espressione che saranno inculcate in ogni modo e fino alla fine e ci attiveremo per mantenere e proteggere la pace, l’armonia, l’unità ed il rispetto reciproco tra i cittadini della Malaysia», ha affermato nel corso delle manifestazioni.

Lo stesso Leong ha poi aggiunto e chiarito che la applicazione dell’Atto sulla sedizione è intimamente controproducente rispetto ai valori appena elencati : «L’Atto mina alle radici le aspirazioni dei cittadini benpensanti e moderati della Malaysia». Poi ha aggiunto: «Un atteggiamento inclusivo, così come avviato dal Primo Ministro Najib Razak , rappresenta il modo attraverso il quale la Malaysia aspira nel corso del suo sviluppo previsto per il 2020. Vogliamo che l’Atto sulla sedizione sia abolito. Vogliamo la pace vera ed un reale reciproco rispetto. Non vogliamo l’oppressione. Vogliamo temi realistici da sottoporre a discussione e dibattito tra tutti i cittadini della Malaysia», ha detto Leong.

Il quale ha anche citato il Sultano di Perak Nazrin Shah  il quale aveva affermato che «l’apertura mentale rende ognuno capace di rispettare le visioni degli altri, promuove la pazienza e la tolleranza ed è fattore che mette in grado di edificare l’establishment di una Nazione, di diversi Stati, etnie e lingue, cioé la Nazione che noi chiamiamo Malaysia».

Chris Leong, Presidente dell’Ordine degli Avvovati di Malaysia, ha anche affermato: «L’Atto sulla Sedizione è ripugnante poiché tale Atto comprime e restringe gli spazi democratici. Punisce l’uso della parola, Punisce la libertà d’espressione e di pensiero dei cittadini della Malaysia».

Questa è stata solo la quarta volta che l’Ordine degli Avvocati di Malaysia scende in protesta nei suoi 60 anni di storia che ha avviato e inscenato una dimostrazione della portata quale quella di Giovedì scorso. Ma l’Ordine Forense ha affermato che questa protesta era davvero necessaria per mettere pressione sul Primo Ministro Najjib Rakaz e sulla sua Amministrazione affinché metta in atto le sue promesse. Najib Razak aveva chiesto l’abrogazione dell’Atto due anni fa, un Atto che la Gran Bretagna aveva introdotto negli Anni Quaranta per limitare il dissenso contro la legislazione coloniale.

Ma sin da Marzo dello scorso anno, l’Ordine Forense ritiene che almeno 30 persone sono state sottoposte a indagini o accusate di sedizione. Una di queste persone è uno studente attivista, Adam Adli, il quale è stato condannato ad un anno di carcere per accuse di sedizione derivanti da commenti che aveva fatto durante un colloquio sulle tredicesime elezioni generali della Malaysia.

 

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