martedì, Novembre 30

‘Avanti’ Renzi, ma con chi, dove e come?

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Lo si deve proprio acquistare ‘Avanti’, il piu’ volte annunciato libro di Matteo Renzi, e finalmente in uscita? Se si deve giudicare dalle numerose e simultanee anticipazioni offerte da quotidiani e settimanali, parrebbe che quei 15 euro che costano le 240 pagine del libro, si possano investire in altro modo: che non c’è nulla che già non si sappia, e anche il personaggio Renzi descritto da se medesimo, è quello che da sempre si conosce, piaccia o no. Nessuna novità, nessuna ‘notizia’: solo e semplicemente un ‘monumento per io’, come del resto sono quasi sempre i libri scritti da politici in ‘servizio’ effettivo. E fin dal titolo: quell”Avanti‘ che vuol tanto ammiccare all”En Marche‘ del presidente francese Emanuel Macron. La traduzione letterale sarebbe stata cosa smaccata, così si opta per un ‘Avanti’, che come tutte le cose che voglion dire tutto non spiegan niente. Avanti dove? Avanti come? Avanti chi e con chi?

Vedremoavantitra qualche mese: a novembre ci sarà un ennesimo test, le regionali in Sicilia. Vero è che il fino a non molto tempo fa accreditatissimo Movimento delle Cinque Stelle ogni giorno di più mostra i suoi evidenti limiti e le sue sostanziali carenze. Ma gli avversari del movimento di Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono ancor più deboli e carenti di loro. Si può, al momento, prevedere solo un alto numero di astensioni.

Ad ogni modo, il Segretario del PD ed ex Presidente del Consiglio Renzi, prima assume come modello Tony Blair; poi barackobameggia; adesso prende a riferimento Macron… Un provincialismo che rivela assai più di quanto non dica.

Più in generale. Dagli anni ’90 in poi sembra affermarsi una sorta di regolad effe: ad ogni nuova legislatura la maggioranza uscente è sconfitta dall’opposizione: nel 1996 Prodi batte Berlusconi; nel 2001 Berlusconi batte il centrosinistra; nel 2006 vince di nuovo Prodi; nel 2008 il centrosinistra è sconfitto da Berlusconi. Significa che ogni Governo scontenta l’elettorato che reagisce come può: votando quella che sulla carta sembra essere l’alternativa all’esistente che si rifiuta. Un’alternanza (di per s’è cosa non negativa, anzi, il ‘ricambio’ è una caratteristica della democrazia), che però nulla ha a che fare con il bipolarismo da molti invocato e auspicato. In Italia una Margareth Thatcher non ha la possibilità di governare per sedici anni consecutivi, o un Tony Blair di farlo per dieci. E non è neppure possibile un’esperienza come quella della tedesca Angela Merkel.
È in questo contesto che si registra il successo del Movimento 5 stelle: consenso di un elettorato frustrato, rabbioso, deluso, che non coglie la differenza di due coalizioni troppo spesso facce della stessa medaglia.

Tira il fiato fin che puoi, Italia, in questa torrida estate. L’autunno e anche dopo sarà di sangue, sudore e lacrime. Tutti i nodi verranno al pettine.

A primavera prossima, quando si voterà per Camera e Senato, in omaggio alla legge del pendolo di cui s’è detto prima, il centro sinistra, e il PD renziano in particolare, ne dovrebbero uscire con le ossa rotte, stretto tra Silvio Berlusconi e Grillo. E’ di questo futuro prossimo venturo che dovrebbe vederlo occupato, per individuare antidoti e rimedi, e -anche- cosiddetti ‘piani B’. Vero è che Renzi non sa vincere. Ancora meno sa perdere. That’s all folks.

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