sabato, Dicembre 4

Autunno in salita per Renzi PIL negativo, consenso in calo. Ma il Patto del Nazareno proprio per questo tiene

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G20-Australia-Obama-e-Renzi

 

 

Gli esperti di Palazzo Chigi, quelli che sanno interpretare con un colpo d’occhio tabelle e grafici, hanno cercato di indorare la pillola, ma c’è poco da fare, il dossier mostrato a Matteo Renzi è impietoso: l’Italia procede come un gambero; il resto d’Europa traballa, barcolla, ma in qualche modo procede. Il nostro Paese resta al palo: il PIL nel terzo trimestre segna – 0,1, mentre ritrovano la crescita Francia e Germania; perfino la Grecia, segna un + 0,7. A questi dati sconfortanti, si accompagnano altri inquietanti campanelli d’allarme, come sondaggi che certificano vistosi cali di consenso. La fiducia nei confronti dl Governo nel suo complesso scende di oltre dieci punti, e quel che è peggio di una decina di punti scende anche il gradimento personale.

Laluna di mielecon Renzi sta finendo? Magari ancora no, ma il Presidente del Consiglio più di una volta nei suoi tour per il Paese è stato contestato, e tra i primati conseguiti, quello di guidare un Governo di sinistra-centro apertamente contestato dalla CGIL, che proclama lo sciopero generale. Uno scontro a sinistra che finora non s’era mai visto, in queste dimensioni. Il ‘Patto del Nazareno’ ad ogni modo è confermato, anche se procura mal di pancia sia nel centro destra che nel centro sinistra. Mario Mauro, ex Ministro della Difesa e leader dei Popolari per l’Italia, spara tiro alzo zero: «Il bilancio di Renzi più che negativo è nullo. Sono stati annunciati moltissimi titoli, anche troppi. Ma finora i capitoli affrontati sono incompleti e scritti male. Delle tante promesse neanche una, allo stato, è arrivata a compimento. Poi, di fronte all’economia che peggiora, pare che l’unica priorità del Governo sia la legge elettorale».

Da palazzo Chigi, in attesa che il Presidente del Consiglio torni dal vertice del G20 in Australia, fanno sapere che Renzi aveva promesso di cambiare ‘verso’, non di cambiare l’universo in tre mesi. Era tutto previsto, perché «la scommessa è per il 2015». Aveva promesso che avrebbe fatto il Sindaco del Paese. Intanto, nella Liguria flagellata dal maltempo e in ginocchio dopo un ventennio di incurie e speculazioni, non ci ha messo piede; e si è ben guardato dall’andare nelle periferie romane, esasperate da una criminalità sempre più arrogante e dilagante. Molto più tranquillizzante farsi immortalare assieme a Barack Obama, mentre parla con Vladimir Putin e ostentare dimestichezza con gli altri potenti del mondo…

Ma qual è la strategia renziana? «Mi dispiace che gli operai siano contro di me. Mentre invece l’ostilità dei centri sociali non mi dà nessun fastidio», confida ai suoi. E già questo è un indizio: Renzi tra Susanna Camusso e Maurizio Landini, sceglie quest’ultimo: come oppositore è l’ideale. Al tempo stesso getta la sua rete nel grande centro; delle minoranze del PD non si preoccupa: divise, incerte, fumose, le ha sapute dividere, e grazie a questo impera. Il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano è un cane che abbaia ma non morde; Forza Italia è allo sbando, divisa com’è tra velleità politiche e necessità di salvaguardare le aziende di famiglia i cui bilanci cominciano a presentare inquietanti in rosso. Il Partito della Nazione ancora non è costituito, ma le premesse ci sono tutte: da Scelta civica a Sel, sono tanti pronti a saltare sul carro del vincitore; non mancano parlamentari dei Cinque Stelle insofferenti dei diktat del duo Grillo-Casaleggio. Manca solo una legge elettorale che garantisca il 40 per cento alla lista e la soglia elettorale molto bassa, così da avere un grande partito e molte piccole opposizioni. Se poi non basta, c’è sempre il voto di fiducia (finora 28), e comunque il Parlamento da marzo 2013 a ottobre 2014, ha dovuto occuparsi, per l’84 per cento di leggi di iniziativa governativa.

In fin dei conti, il patto del Nazareno sottoscritto da Renzi e Berlusconi è questo, e Renzi alza ancora una volta l’asticella: spiega che l’Italia sta dimostrando di cambiare mentalità e che l’intesa raggiunta con i dissidenti, radunati attorno al capogruppo Roberto Speranza, rappresenta un grande passo in avanti. Obiettivo dichiarato è approvare la riforma del lavoro entro fine anno. Il Sottosegretario Graziano Delrio assicura che il Governo è già al lavoro sui decreti attuativi per consentire ad inizio 2015 a chi vuole assumere di godere delle agevolazioni del nuovo contratto a tempi indeterminato. L’esperienza, tuttavia, insegna che il condizionale è d’obbligo.

 

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