domenica, Aprile 18

Auto usate, si torna a sorridere

0

Il mercato dell’auto torna a sorridere in Europa. E in Italia, come scritto anche da ‘L’Indro‘ poco più di un mese fa, i numeri confermano questo trend. Secondo i dati pubblicati a marzo 2015 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a febbraio il mercato italiano automobilistico ha totalizzato 134.697 immatricolazioni, il 13,2% in più rispetto a febbraio dello scorso anno. E nel primo bimestre 2015 è + 12,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A confermare il trend positivo anche i dati di marzo, con un +15,06% sulle immatricolazioni rispetto a marzo 2014.
Il settore auto, dunque, ricomincia la sua crescita, anche se per parlare di uscita vera dalla crisi si dovrà aspettare ancora qualche mese. Dopo mesi di incertezze è tornato a mostrare numeri positivi anche quello delle auto usate, da sempre grosso traino del settore, anche in periodi di ‘magra’, come ricordato anche da Pierluigi Del Viscovo di Carnext a Motori.it. Secondo dati della Motorizzazione, il volume globale delle vendite (587.763 autovetture) ha interessato per il 27,44% auto nuove e per il 72,56% proprio auto usate. In calo anche i prezzi dell’usato, con una media che si aggira intorno all’1,4% rispetto allo scorso mese e un valore di vendita che si aggira ora sotto i 13mila euro. Secondo l’Aci, la ricerca da parte degli italiani si concentra soprattutto su mezzi gasolio, ad oggi i preferiti ( 1.204.715 unità), ma in netta crescita sono quelli a metano e Gpl (con aumenti che si aggirano rispettivamente tra il 35% e il 10%). Senza dimenticare i veicoli elettrici, che dopo anni di sviluppo lento sembrano cominciare davvero ad ingranare anche nel Belpaese.
Segno della crisi i dati sull’età media dei veicoli usati venduti, che si aggira ora sui 7,5 anni a livello nazionale, con una maggiore concentrazione dei mezzi più vecchi al Sud. Ma anche il sintomo che per molti è partita la caccia all’occasione, non solo nelle concessionarie. Infatti, la vendita delle auto usate corre sempre più sul web, dove aumentano le visite su portali specializzati come Noicompriamoauto.it, dove è possibile sia la vendita diretta che ottenere in alcuni casi preventivi ed essere reindirizzati anche alle filiali più vicine per constatare lo stato del mezzo che si vuole comprare. Secondo gli ultimi dati, a tirare il mercato dell’usato le auto con 3-4 anni di vita e con un chilometraggio massimo di 50-60mila km. Per UNRAE a marzo 2015 in Italia, è il gruppo FCA a dominare: la vettura più venduta rimane, con 13.500 immatricolazioni, la Fiat Panda, seguita dalla Fiat 500L (7.000 pezzi) e Lancia Ypsilon (5.300), che precede la 500 e la Punto. Prima delle straniere la Renault Clio (4.500 unità), al settimo posto. Si confermano le utilitarie le vetture più ricercate, anche a livello europeo, con il settore dell’usato che segue la stessa linea. Ad ottenere il maggior gradimento sono le tedesche: l’Audi A1 tra le piccole, tra le compatte la BMW Serie 1, la Volvo S60 / V60 nelle medie e tra quelle superiori la Mercedes-Benz Classe E. A sorpresa però anche il mercato dell’usato delle sportive e delle lusso vola. E anche qui la Germania domina, con la BMW Z4 e la Mercedes-Benz Glk tra le preferite. Ma in generale la richiesta di vetture usate con prezzo compreso fra i 40mila e i 250mila euro è cresciuta in un anno del 21,5%, con marzo 2015 che ha visto segnare un +53,5% rispetto allo stesso mese del 2014. Di fatto, però, la regina del mercato usato rimane la cara e vecchia Panda, con una media di 57mila km (valore medio 7mila euro) e un’anzianità di quasi 5 anni, seguita da Volkswagen Golf (del 2007 e anche 100mila km) e Fiat Punto (anche del 2005, con un costo medio di quasi 4mila euro). Insomma se il buongiorno per l’economia si vede dal mattino, lo si vede anche su quattro ruote.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->