mercoledì, Settembre 22

Autismo, nuove misure di aiuto alle famiglie

0
1 2


Nei giorni scorsi è stata approvata dalla Camera, dopo un iter legislativo che ha visto coinvolti entrambi i rami del Parlamento e le relative commissioni, un disegno di iniziativa parlamentare in materia di ‘Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie’.

Questo provvedimento, spiega la prima firmataria Paola Binetti, metterà finalmente un po’ di ordine a un quadro legislativo frammentario, racchiudendo quanto è stato compiuto negli anni scorsi  e abbinando le proposte di legge dei deputati Biondelli, Faraone e Argentin. Aggiornerà i livelli essenziali di assistenza (LEA) con l’inserimento di prestazioni di diagnosi, cura e trattamento dei disturbi dello spettro autistico definendo alcuni compiti delle regioni e delle province autonome. A distanza di quattro mesi il disegno ha concluso il suo percorso legislativo. Ci si aspetta che venga al più presto recepito in legge dal governo.

Il Ministero della Salute dovrà adeguarsi alle sue direttive in materia di inclusione sociale, ma soprattutto dovrà verificare che l’Istituto Superiore di Sanità entro ottobre 2015, aggiorni le linee guida sul trattamento del disturbo autistico, ferme all’ottobre 2011. Ne abbiamo parlato con la relatrice e prima firmataria del disegno di legge, la senatrice Paola Binetti.

 

A fine luglio è stato approvato alla Camera il disegno di iniziativa parlamentare in materia di cura, prevenzione, assistenza nei confronti dei pazienti affetti da autismo e delle loro famiglie. Che cosa prevede?

Questo provvedimento, che ha ottenuto l’approvazione da parte del Ministero dell’Interno, prevede una serie di cure in favore dei soggetti autistici che vanno dalla abilitazione allo sviluppo, il più precocemente possibile, di una serie di capacità e di competenze che riducano al minimo il disagio. Il primo livello di cura consiste nel garantire al bambino l’autonomia attraverso l’attività ludica. Dal gioco, infatti, potrà trarre tutta la forza e l’apprendimento possibile. Di qui l’inserimento nella scuola materna che li aiuterà a comunicare prima e meglio con la famiglia e con il mondo esterno. Tale inserimento scolastico dovrà avvenire secondo modelli diversi di apprendimento, puntando sugli aspetti motivazionali e comportamentali. Mi chiedo, però, se le scuole sono dotate o meno degli strumenti e delle competenze su un disturbo di cui si conosce ancora molto poco.

 

Insomma, sono abbastanza preparate per affrontare un inserimento scolastico dei ragazzi autistici?

Nella scuola sono presenti gli insegnanti di sostegno che devono aver fatto un percorso di formazione. Naturalmente, l’insegnante di sostegno si confronta non solo con l’autismo ma con molte altre patologie diverse tra loro. È responsabilità del docente cercare di approfondire con strumenti studiati ad hoc per ogni singola patologia. I nuovi criteri (LEA) impongono, inoltre, una maggiore interazione con il contesto scolastico attraverso attività di sostegno e di consulenza che coinvolgano non solo i soggetti autistici ma anche le famiglie, che alcune volte si trovano disorientate di fronte a un disturbo di cui conoscono ben poco. Altro aspetto rilevante sarà dotare le Asl degli strumenti socio-assistenziali adeguati per garantire il coinvolgimento di un’equipe specialistica e multidisciplinare che metta al servizio tutte le competenze adeguate per garantire ai ragazzi e alle loro famiglie tutti gli strumenti più adatti a un miglioramento delle loro condizioni di vita.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->