Autore Gianluca Pastori

Tempo di bilanci anche per Donald Trump Ora si tratta di passare dalle parole ai fatti; cosa che rischia di causare più di un problema a un’amministrazione che fatica a nascondere le sue fragilità.
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Con l’approssimarsi della fine dell’anno si può tracciare un bilancio di quello che sono stati i primi undici mesi di vita dell’amministrazione Trump e, se sì, di quelli che hanno costituito i suoi tratti salienti? Si tratta, quindi, di un bilancio totalmente negativo? Certo, la popolarità del Presidente rimane bassa.

La sfida di Pyongyang e i dubbi della Cina Le parole di Trump sono un segnale da non trascurare per capire in che senso si stanno muovendo i delicati equilibri della regione dell’Asia-Pacifico
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Una composizione stabile della questione coreana la priverebbe di un’importante leva negoziale. D’altra parte, essa favorirebbe anche una diminuzione delle tensioni regionali da cui il perseguimento ambizioni cinesi potrebbe trarre molti vantaggi

Gli USA e la Corte penale internazionale: un’incomprensione destinata a durare Il difficile momento che la Corte sta attraversando, con le critiche e le minacce di uscita di vari Stati africani, permette a Washington di ottenere i propri obiettivi senza prendere una posizione diretta
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La Corte ha competenza complementare a quella degli Stati e può intervenire solo se e quando gli Stati stessi non vogliano o non possano agire direttamente. Gli Stati Uniti si sono costantemente opposti a che la Corte possa esercitare la propria autorità su personale civile e militare nazionale

Trump, il Congresso e i ‘Gold codes’: la nuova puntata di uno scontro già visto Sembra essersi nuovamente coagulata la volontà bipartisan di limitare i poteri di un Presidente ritenuto a torto o a ragione 'difficile da controllare'
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Gli effetti di questo scontro non sono facili da valutare. Vale tuttavia la pena di notare come esso si inserisca in uno scenario sempre più caratterizzato dalla delegittimazione dell’avversario come strumento chiave della lotta politica

Trump in Asia: qualcosa è cambiato? Di certo c'è che per l’attuale amministrazione, il mondo dall’Asia-Pacifico non ha perso l’importanza che aveva per quella che l’ha preceduta
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Un secondo punto che sembra emergere è il consolidarsi di un rapporto positivo con la Cina, sulla linea dei riscontri emersi lo scorso aprile del vertice del Mar-a-Lago. Ma la Casa Bianca comunque non sembra avere intaccato davvero il ‘cuore’ dei problemi della regione

Trump in Asia e le sfide di una politica ‘a tutto campo’ Un appuntamento importante per un’amministrazione che fino a oggi, in questo come in altri campi, non ha brillanto né per attivismo, né per risultati
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Se la tappa a Pechino rappresenta il vero ‘core’ del viaggio, gli appuntamenti a Tokyo e Seoul non sono meno importanti, se non altro perché permetteranno di comprendere se il rapporto di Washington con i suoi alleati asiatici si articolerà sulle stesse basi competitive di quello con gli alleati europei

Carter e Trump: la strana coppia e i molti rischi di una politica ‘bloccata’ Le tensioni continuano ad attraversare l’amministrazione, ma ecco arrivare un appoggio inatteso
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Nonostante le differenze fra i due contesti, le ragioni dietro al voto dato a Carter e a Trump presentano, quindi, più di un tratto in comune ed esprimono l’ostilità latente in larghe fette della società statunitense nei riguardi della politica ‘di palazzo’

Trump e l’Iran: per il Medio Oriente un gioco ad alto rischio Il giudizio favorevole dell’IAEA sulla condotta di Teheran rischia di fare degli USA il vero 'Stato canaglia'
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La posta in gioco dietro al compromesso sul nucleare riguarda, infatti, il ruolo che l’Iran deve giocare negli assetti del ‘nuovo’ Medio Oriente; un ruolo che l’amministrazione Obama vedeva in termini di contributo (seppure competitivo) alla stabilizzazione della regione. Trump la pensa diversamente

Restare o lasciare? Donald Trump e i dubbi sul protocollo di Parigi Ancora una volta, le apparenti incoerenze dell’azione del presidente sembrano celare una logica di fondo
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Dati i costi politici che rischierebbe di avere un’uscita degli Stati Uniti e dati i vincoli formali che impediscono al Paese di uscirne davvero prima del 2020, resta il dubbio che vero obiettivo dell’amministrazione sia quello di ottenere una revisione in senso migliorativo degli impegni assunti da Obama