Autore Massimo Lavezzo Cassinelli

Massimo Lavezzo Cassinelli ha fatto parte del servizio diplomatico italiano dal 1982 al 2016. Dopo un primo periodo alla Farnesina presso la Direzione Generale Affari Economici, ha iniziato nel 1985 la sua prima missione all’estero, all’Ambasciata d’Italia in Ecuador. Successivamente ha prestato servizio presso le Ambasciate in Giordania, in Perù e in Egitto, oltre che come capo del Consolato italiano a Berna. E’ stato poi Rappresentante Permanente Aggiunto presso la FAO, il PAM e l’IFAD. Ha infine ricoperto le cariche di Ambasciatore d’Italia in Armenia e nel Principato di Monaco. Ha concluso la carriera al Cerimoniale Diplomatico della Repubblica.

Il nuovo Perù di Castillo alla prova dei fatti La Junta Nacional Electoral ha dato il via libera all’elezione di José Pedro Castillo, primo Presidente indigeno dichiaratamente di sinistra, anche se l’intensità del suo orientamento izquierdista resta ancora da verificare
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Per governare dovrà tenere a bada sia l’opposizione che il suo partito, Perù Libre, certamente di stampo marxista, e soprattutto il suo mentore, Vladimir Cerròn, fondatore e ideologo del partito

La Svizzera fra Dürrenmatt e l’Europa La decisione del Consiglio Federale svizzero di abbandonare, dopo sette anni di colloqui infruttuosi, il negoziato con l’Unione Europea per la conclusione di un Accordo Quadro, ben esprime il carattere svizzero
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La Confederazione ha mostrato ancora una volta di voler insistere nella sua navigazione internazionale di piccolo cabotaggio. Lo ‘Swiss way of life’ resta da vedere se continuerà a resistere inalterato anche dopo lo strappo con l’Europa

L’oro del Perù A partire da Alberto Fujimori, tutti i Capi di Stato succedutisi nel Paese sudamericano sono stati inquisiti per corruzione. Il ballottaggio presidenziale fra sua figlia Keiko e il marxista-populista José Pedro Castillo non sembra aver fornito ai peruviani un antidoto a questo grave declino
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La ormai quasi sicura elezione di Castillo, in realtà, sembra iscriversi in quella che può essere definita ‘alternanza’ fra destra e sinistra in America Latina: un’alternanza per così dire al ribasso

Libia: nell’ex ‘quarta sponda’ l’Italia ce la farà? La maggiore assertività italiana fa seguito alla presa d’atto da parte dell’Europa della sua sostanziale irrilevanza in Libia. Ma abbiamo i mezzi per una politica così assertiva?
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Avremo veramente il peso politico ed economico per evitare certi velleitarismi del passato e ottenere un effettivo riconoscimento dei nostri legittimi interessi nell’ex ‘quarta sponda’?