Autore Gabriella Peretto

Haiti occupata de facto La piaga haitiana: la costante interferenza americana dall'inizio del XX secolo che prosegue, così evidente anche nell'assassinio presidenziale, connessa con l'ingerenza degli organismi finanziari internazionali
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Ora dopo l’assassinio del Presidente, Haiti si trova di qualche metro più in fondo del pozzo in cui da decenni si dibatte, e per l’ennesima volta è costretta a sperare nell’aiuto americano e della comunità internazionale, gli stessi attori che nel pozzo ce l’hanno buttata

Iran: Hemmati, un banchiere per Presidente Al voto di domani potrebbe ripetersi quanto accaduto nel 2013, e l'outsider tecnocrate moderato potrebbe essere ritenuto un candidato 'accettabile' da quegli elettori moderati e riformisti che non hanno intenzione di votare per un candidato 'intransigente' religioso
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Il suo programma elettorale punta sull’attenzione per le fasce della società iraniana che stanno patendo la crisi economica fino a prevedere un reddito di base universale. E si è detto disponibile incontrare il Presidente USA, fatto senza precedenti

UE – USA: questione di feeling La riuscita del vertice UE-USA dipende dalla capacità dei due attori di accogliere e governare la percezione pubblica del valore dell'alleanza transatlantica che sta cambiando
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Nei decenni scorsi, l’opinione pubblica ha svolto un ruolo secondario nelle relazioni transatlantiche, considerate una ragion di Stato dalle élite politiche. Negli ultimi anni, e ancor di più dal 2020, gli stati d’animo pubblici hanno conseguenze politiche

Un ‘tuono’ su Israele: Ra’am, l’opportunità storica per i palestinesi israeliani Il governo Bennet-Lapid segna un cambiamento storico: l'accettazione dei partiti arabi nella politica israeliana e il riconoscimento dei partiti politici arabi come partner legittimi nella politica e nella condivisione del potere in Israele
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Mansour Abbas ha proposto di cambiare il modo in cui i partiti arabi trattano i partiti ebraici e la politica in Israele, e Ra’am ha portato a termine con successo il piano strategico di Abbas, quello di essere il primo leader del partito arabo ad aderire a un governo israeliano