sabato, Maggio 8

Austria, il verde Van der Bellen batte l'estrema destra field_506ffbaa4a8d4

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Giornata storica per gli USA, perché dopo l’apertura a Cuba Barack Obama ha annunciato che, dopo oltre mezzo secolo, è stato tolto l’embargo sulla vendita di armi al Vietnam. L’annuncio storico è arrivato durante la visita del presidente ad Hanoi: «La decisione di eliminare l’embargo è dettata dal nostro desiderio di portare a termine il lungo processo di normalizzazione dei rapporti avviato con il Vietnam». La decisione da molti è stata interpretata come una scelta tattica in funzione anti-cinese, ma Obama ha negato, ma visti i rapporti tesi tra Hanoi e Pechino nel mar cinese meridionale a ben vedere qualcosa di vero potrebbe esserci. Ma non è tutto, perché Obama è tornato a parlare anche della morte qualche giorno fa in Pakistan grazie ad un drone USA del leader talebano Mullah Akhtar Mansour. Secondo il presidente «segna una importante pietra miliare nei nostri sforzi di lunga data per portare pace e prosperità in Afghanistan. Era il leader di un’organizzazione che ha continuato a complottare e a scatenare attacchi contro le forze americane e della coalizione, a condurre una guerra contro il popolo afghano e ad allinearsi con gruppi estremisti come al Qaeda». Mansur, ha continuato Obama, «ha respinto gli sforzi del governo afghano per impegnarsi seriamente in colloqui di pace e porre fine alla violenza che ha causato la morte di innumerevoli uomini, donne e bambini afghani». E lancia un appello ai talebani, che «dovrebbero cogliere l’opportunità di percorrere la sola vera strada per porre fine a questo lungo conflitto, unendosi al governo afghano in un processo di riconciliazione che porti verso una pace duratura».

Negli USA poi ovvio che a dominare il panorama politico sia sempre la corsa verso le presidenziali. In casa democratica nuove preoccupazioni per Hillary Clinton, visto che i recenti sondaggi vedono in recupero il rivale Donald Trump. Secondo ‘RealClearPolitics’, il magnate ha superato per la prima volta l’ex segretario di Stato con il 43,4% contro il 43,2%. Solo 0,2 punti di vantaggio, ma l’allarme c’è e a confermare la rimonta ci pensano anche ‘Wall Street Journal/Nbc News’, che vedono la Clinton in vantaggio di 3 punti sull’avversario (46% contro 43%).  Ma a preoccupare è anche il dato secondo cui uscirebbe sconfitta, sempre a livello nazionale, da uno scontro con Trump, mentre non sarebbe così se al suo posto ci fosse Bernie Sanders, che raccoglierebbe il 54% dei consensi in caso di duello con il repubblicano.

Andando in Libia invece ecco intervenire l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini: «Il primo ministro libico Serraj ha scritto per richiedere un rapido sostegno dall’Ue per contribuire all’addestramento della Marina e della Guardia Costiera libica, così come dei servizi di sicurezza». Una lettera scritta «in seguito agli utili colloqui di lunedì scorso a Vienna in cui sono state discusse un insieme di questioni sulla Libia. Questo è uno sviluppo importante che discuterò con i ministri nel Consiglio Affari Esteri di domani con l’obiettivo di essere operativi al più presto, in modo da dare sostegno ai libici nelle molte sfide che devono essere affrontate».

Continua il pressing della Farnesina sull’India sulla questione marò. Presentata oggi dall’Italia alla sezione feriale della Corte Suprema indiana la richiesta di attuazione urgente della decisione del Tribunale arbitrale de l’Aja del 29 aprile scorso, per consentire il rapido rientro in patria di Salvatore Girone. La data dell’udienza della Corte Suprema indiana fissata per l’esame della questione è giovedì 26 maggio.

Infine andando in Turchia è arrivato l’incarico formale per Binali Yildirim, alla guida del partito di maggioranza Akp, di formare un nuovo governo. L’investitura è arrivata dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Yildirim succede a Ahmet Davutoglu, che aveva rassegnato le sue dimissioni il 5 maggio scorso dopo l’ultimo confronto con il presidente, in particolare sull’introduzione di un sistema presidenziale. Nei prossimi giorni dovrebbe essere resa nota la squadra di governo.

 

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