mercoledì, Settembre 22

Austria: domenica 15 ottobre, le elezioni legislative Come funzionano? Chi è il favorito?

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Domenica 15 ottobre si terranno in Austria le elezioni per il rinnovo sia del Nationalrat. Sono elezioni anticipate di un anno rispetto alla scadenza naturale della legislatura. Indette a seguito della disintegrazione della Grosse Koalition, ovvero l’ intesa tra l’ Oevp (Österreichische Volkspartei partito del popolo) e Spoe (Sozialdemokratische Partei Österreich, partito Socialdemocratico).

Il  Parlamento austriaco presenta due camere, di cui solo il Nationalrat è eletto direttamente dal popolo mentre l’altra, il Bundesrat, è una rappresentanza delle nove regioni austriache, che delegano i loro rappresentanti. La camera elettiva, il Nationalrat, formata da 183 membri, viene eletta ogni 5 anni. La soglia di sbarramento è posta al 4% dei voti. Da ricordare che a votare sono tutti i cittadini che hanno un’età superiore ai 16 anni. 6,3 gli elettori chiamati alle urne.

Il protagonista di questa tornata elettorale è l’ appena 30enne Ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz, nuovo leader del partito popolare. A destabilizzare definitivamente il già fragile governo del cancelliere Christian Kern, erano state le dimissioni del vicecancelliere Reinhold Mitterlehner, poi sostituito dal ministro della giustizia Wolfgang Brandstetter.

In pochi mesi, il giovane Kurz, è riuscito nell’ ardua impresa di rimettere in pista il Partito popolare austriaco, che veniva da più di un decennio di progressivo spegnimento. “Lista Sebastian Kurz – la nuova Övp”: questo è il nome che ha assunto il Partito popolare a guida Kurz.

33 sono i punti che gli vengono assegnati dai sondaggi. La questione non è insignificante. Non dimentichiamo che tutto questo avviene a due settimane dalle elezioni tedesche che hanno visto l’ enorme successo dell’ AfD, il partito di estrema destra. In Austria, il partito omologo, quello guidato da Heinz-Christian Strache, l’ Fpo, si attesterebbe al 27%. Solo il 22% riuscirebbe a conquistare il Partito socialdemocratico.

Difficili colpi di scena. Quindi, il prossimo cancelliere austriaco sarà Sebastian Kurz che ci ha già abituato, in passato, a forti prese di posizione sulla questione immigrazione: «fino a quando non saranno sicure le frontiere dell’Austria dovremo proteggerle» è lo slogan del leader del Partito Popolare che, insieme ad Orban, si era intestato la chiusura della rotta balcanica. Queste linee di pensiero potrebbero avvicinare, nell’ ottica di una possibile alleanza, l’ Oevp all’ Fpo, la forza populista di Stache, mandando nel dimenticatoio la Grosse Koalition con i socialdemocratici che, sul tema dei migranti, ha posizioni quasi opposte.

Una coalizione nero-blu, come quella degli anni 2000, quando il capo dei popolari Wolfgang Schüssel si era alleato con l’Fpö, all’epoca guidato dal governatore della Carinzia Jörg Haider, potrebbe essere lo schema del prossimo governo. Ennesima tegola sulle politiche di accoglienza che la Merkel aveva inaugurato nel 2015 e che, probabilmente, le sono costate una vittoria a metà.

«La Ue deve riacquistare la sua forza nelle grandi questioni e retrocedere dove i singoli Stati possono decidere meglio» ha risposto Kurz ad una domanda sull’ Unione Europea, la quale non potrà tener conto anche di questo risultato elettorale.

Sebastian Kurz

Coraggioso, distaccato, a detta di alcuni cinico, sempre, Kurz è figlio di un’insegnante e di un ingegnere. La sua carriera è stata più fulminea di quella di Manuel Macron. «Wunderwuzzi», il mago bambino, è il suo soprannome, potrebbe far breccia nell’ elettorato, soprattutto in virtù del suo tentativo di rottamare l’ inadeguata classe dirigente che, tra Partito socialdemocratico e Partito popolare, governa l’ Austria da più di settant’anni. Il taglio dei contributi sul lavoro oppure la creazione di una sola casse mutualistica dalle ben 21 che esistono al momento sarebbero alcuni dei punti del programma del giovane leader.

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