domenica, Giugno 20

Australia: vince il sì al referendum per i matrimoni gay 61,6% i voti favorevoli; 38,4% i contrari

0

In Australia si è tenuto il referendum sui matrimoni gay.  E’ avvenuto via posta ed è costato 122 milioni di dollari. La partecipazione è stata del 79,5%, coinvolgendo ben 12,7 milioni di persone. I ‘Sì’ hanno vinto con il 61,6% delle preferenze, pari a più di sette milioni di voti. I ‘No’ si sono invece attestati al 38,4%. L’ esito non è vincolante e necessita la conversione in legge.

E’ comunque un risultato importante dato che in Australia i rapporti sessuali omosessuali sono legali solo dal 1994, mentre il matrimonio gay è proibito dal 2004, quando, il Premier conservatore John Howard cambiò l’ ‘Australian marriage act’ risalente al 1961: venne specificato che il matrimonio è “l’unione di un uomo e una donna con l’esclusione di tutti gli altri“.

L’ attuale Primo ministro Malcom Turnbull ha affermato: «ll verdetto è inequivocabile e praticamente unanime» e «gli australiani hanno votato sì per l’equità, per l’impegno e per l’amore. Ora spetta a noi fare il lavoro che ci hanno chiesto di fare». Sì perché adesso la palla passa al Parlamento che dovrà recepire il risultato, nonostante non manchino le divisioni anche all’ interno del governo sui contenuti di un disegno di legge in tale materia.

(Video tratto dal canale Youtube IBTimes UK)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->