martedì, Giugno 15

Australia, Paese di ricchi e poveri field_506ffb1d3dbe2

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SydneyLa congiuntura economica internazionale degli ultimi anni può essere definita, nel migliore dei casi, come altamente imprevedibile e molto volatile, ma è proprio in tale scenario che si è distinta l’economia australiana. Con una crescita media del 3,4% all’anno nell’ultimo secolo, rappresenta uno dei modelli economici di riferimento per le economie di mercato, basato per il 70% sul settore dei servizi, con una crescita forte e costante e la più alta qualità di vita al mondo secondo l’OCSE.

E’ tuttavia inevitabile che con una crescita così forte, condensatasi negli ultimi 15 anni, possano essersi presentati dei problemi di equità sociale, laddove le sempre nuove ricchezze generate dal sistema Paese non si siano distribuite in maniera uniforme per tutti i ceti sociali. E’ con tali problematiche in mente che sono stati pubblicati 2 report sulla povertà e sulla diseguaglianza socio-economica in Australia da parte dell’ACOSS, l’Australian Council of Social Service.

Il primo, dal titolo Poverty in Australia 2014, è il più recente in ordine di tempo nell’analisi della povertà in uno dei Paesi più ricchi al mondo. Secondo quanto riportato, «nonostante 20 anni di crescita economica continua, diverse persone in Australia vivono senza uno standard di vita accettabile. Questo report fotografa lo stato di povertà in Australia negli anni 2011-2012, durante l’ultimo anno del governo precedente e tre anni dopo la diffusione della crisi economica globale, con un tasso di disoccupazione superiore al 5%. Laddove gli stipendi medi continuano a salire, una parte sostanziale della popolazione è rimasta esclusa dal lavoro pagato, mentre la disoccupazione giovanile è rimasta alta in maniera preoccupante. La situazione è rimasta particolarmente difficile per quelle persone che hanno maggiori handicap nel mercato del lavoro, come gli Aborigeni e i Torres Strait Islanders, coloro che hanno disabilità o che sono disoccupate da molto tempo; per queste persone è ancora più difficile compiere il primo passo nel mercato del lavoro. Nel 2012 un Australiano su sette, inclusi un bambino su sei, viveva sotto una soglia molto rigida di povertà, usata dai centri di ricerca internazionali, quella del 50% dello stipendio medio».

Ecco alcuni dei dati contenuti nel report sulla povertà in Australia: nel 2012, 2,55 milioni di persone (il 13,9% della popolazione totale) viveva sotto la soglia di povertà, dopo aver tenuto in considerazione i costi per la propria abitazione; 603.000 bambini (17,7% di tutti i bambini in Australia) vivevano sotto la soglia di povertà; il 40% di coloro che ricevevano assegni dal governo vivevano al di sotto di tale soglia; il 61% di coloro al di sotto della soglia di povertà si affidavano completamente agli assegni governativi per il proprio sostentamento; il livello di povertà era del 13,8% nelle città capitali e del 14% al di fuori di esse; la percentuale di persone in povertà è in aumento rispetto al 2010, con un aumento dello 0,9% in soli due anni.

 

Dove sono i più poveri in Australia

Dove sono i più poveri in Australia

 

Il secondo report, invece, tratta della diseguaglianza socio-economica in Australia. Quest’ultimo, dal titolo Inequality in Australia – a Nation Divided, è stato pubblicato nel 2015 sempre da parte dell’ACOSS, rappresentando un’utile guida per i più recenti sviluppi nello studio del divario socio-economico del Paese.  Si riporta che «in un Paese che si vanta delle proprie tradizioni egualitarie, la realtà della diseguaglianza del reddito e del benessere viene spesso appresa con stupore. […] Questo report certifica che c’è un grande divario sia nel reddito che nel benessere in diversi gruppi della nostra società. Chi rientra nel 20% più alto in termini di reddito percepisce 5 volte di più di chi rientra nel 20% più basso. Una persona nel gruppo del 20% con ricchezze maggiori – e questo è sbalorditivo – possiede in media 70 volte la ricchezza di chi sta nel 20% più inferiore della stessa classifica. Questo report ha inoltre riscontrato che tali divari stanno allargandosi. Negli ultimi 20 anni la proporzione di reddito per coloro che erano già in cima alla piramide economica ha continuato ad aumentare, mentre la proporzione di reddito per coloro a metà e in fondo alla stessa piramide continua a calare. Lo stesso discorso è valido per la ricchezza assoluta, laddove il ceto medio ed i ceti più bassi hanno perso terreno nei confronti dei ceti più abbienti. La ricchezza del 20% più ricco è aumentata del 28% tra il 2004 ed il 2012, mentre, tanto per fare un paragone, la ricchezza dei ceti più poveri è aumentata solo del 3% nello stesso periodo».

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