domenica, Maggio 16

Australia: guerra agli zuccheri? Aumenta la prevalenza del diabete, è dibattito sulla tassazione delle bibite zuccherate

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Tasso di obesità tra gli adulti nel mondo

Tasso di obesità tra gli adulti nel mondo

L’Australia si trova ora nella complessa condizione in cui due studi scientifici arrivano, apparentemente, a due conclusioni opposte. Un secondo lavoro, pubblicato nel 2011 dalla rivista scientifica Nutrients (volume 3, numero 4, pp. 491-504), ha infatti reso celebre l’espressione “paradosso australiano”. La ricerca, dal titolo The Australian Paradox: A Substantial Decline in Sugars Intake over the Same Timeframe that Overweight and Obesity Have Increased, è a firma di  Alan W. Barclay e Jennie Brand-Miller, i quali hanno riportato che «Questi risultati confermano l’esistenza di un “Paradosso australiano”, ovvero un sostanziale calo nell’assunzione di zuccheri raffinati tra il 1995 ed il 2007, lo stesso lasso di tempo in cui l’obesità è invece aumentata. Le implicazioni sono che qualunque sforzo per ridurre l’assunzione di zuccheri potrebbe ridurne il consumo, ma potrebbe non ridurre la prevalenza dell’obesità».

La realtà è più semplice di quella che sembra essere una “guerra tra studi scientifici” e può essere spiegata con il fatto che le due ricerche si concentrano su variabili diverse fra loro, tutte correlate con la prevalenza del diabete ma in maniera differente e non sempre diretta. A prescindere dalle questioni più propriamente metodologiche, è indubbio che vi è un generale consenso negli ambiti scientifici ed accademici nei confronti di tale nuova forma di tassazione, nonostante non manchi chi è contrario alla sua introduzione. Tra questi figura Geoff Parker, amministratore delegato dell’Australian Beverages Council, il quale da riferito che «E’ troppo presto per trarre conclusioni riguardanti la tassa sulle bevande zuccherate. Non è stato trovato un impatto chiaramente riconoscibile di tali bevande sul tasso di obesità. Non credo che questa tassa contribuirebbe a salvare delle vite, perché lo zucchero, così come lo zucchero nelle bevande analcoliche, non è una causa unica del sovrappeso e dell’obesità».

La stima di un calo del 12,6% dei consumi in 25 anni non rappresenterebbe un danno particolarmente elevato per le grandi compagnie produttrici, soprattutto considerando che avrebbero molto tempo per diversificare la propria offerta. Quello che al momento risulta chiaro, però, è che vi è un generale andamento in tale direzione da parte di molti Paesi, tra coloro che hanno già introdotto una tassa simile a questa figurano infatti Danimarca, Francia, Norvegia, Regno Unito (appena approvata, operativa dal 2018), Messico, Sudafrica e Stati Uniti.

Altro dato estremamente importante per il Governo australiano: un recente sondaggio effettuato da Newspoll ha rivelato che 7 Australiani su 10 sono favorevoli all’introduzione di tale tassa, mentre il numero di intervistati favorevoli sale all’85% nel caso in cui i proventi di tale tassa fossero destinati alla lotta contro l’obesità infantile. Considerate le probabili elezioni federali del 2 Luglio, viene da chiedersi se il governo retto dal conservatore Malcolm Turnbull non sia in attento ascolto, nel tentativo di predisporre una campagna elettorale di sicuro effetto e di successo anche su temi come questo, meno lontani dalla scena politica ma evidentemente molto vicini alla vita quotidiana di tanti Australiani.

 

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