giovedì, Ottobre 21

Australia: elezioni anticipate? Possibile elezione anticipata al 2 Luglio: intervista al politologo Daniel Johnson

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Rimane dunque la forte incognita del tempismo più o meno favorevole per indire un’elezione, ma questo dubbio verrà sciolto agli inizi di Maggio al più tardi. Nel mentre, abbiamo chiesto al politologo australiano Daniel Johnson di presentarci i principali candidati alle prossime elezioni federali australiane.

Mr. Johnson, è sempre più accreditata l’ipotesi di un’elezione anticipata per quest’anno. Parliamo dei 3 candidati più importanti: chi è Malcolm Turnbull, e come descriverebbe i suoi primi sei mesi di governo?

Malcolm Turnbull è un imprenditore di successo e un politico di lungo corso, un personaggio molto conosciuto e chiacchierato in Australia, probabilmente meno all’estero. Nato nel 1954 a Sydney – questo è importante per le campagne elettorali – è figlio di una professoressa universitaria e di un broker del settore alberghiero. Turnbull ha avuto molto successo come uomo d’affari, alcuni dei suoi maggiori punti d’orgoglio sono stati il diventare Direttore di Goldman Sachs Australia e successivamente socio di Goldman Sachs International, così come tutti gli Australiani conoscono la sua esperienza nel campo di internet. A livello politico, poi, Turnbull è conosciuto come colui che tra i Liberali – conservatori, in Australia, al contrario degli USA – si è sempre dichiarato fervido repubblicano, sostenitore della necessità di dotare l’Australia di una nuova bandiera nazionale e favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, temi per i quali ha compiuto molte battaglie politiche. Da Primo Ministro, però, devo dire che con tutta probabilità ha deluso le molte e significative aspettative che si avevano nei suoi confronti. Un uomo col suo passato e con le sue idee è stato spesso considerato l’opzione migliore come Primo Ministro, ma, finora, le aspettative non sono state contraccambiate con azioni alla loro altezza. Probabilmente è troppo presto per decidere se si tratta di una promessa mancata in politica, ma possiamo dire senza dubbio che, qualora venisse eletto alla prossime federali, Turnbull dovrebbe dimostrarsi maggiormente all’altezza delle due aspirazioni e delle sue promesse.

Molto chiaro. Passiamo al leader dell’opposizione laburista, Bill Shorten. Chi è, e cosa potrebbe rappresentare per l’Australia se fosse eletto?

Per Bill Shorten è abbastanza sicuro affermare che vale, almeno in parte, lo stesso discorso fatto per il Primo Ministro. Shorten è una persona che ha dedicato tutta la sua vita professionale alla politica e all’azione sociale. Australiano di nascita, è figlio di un sindacalista e di un’avvocatessa, condizione che probabilmente lo ha spinto a gettarsi con passione nel movimento dei sindacati australiani. Ottenne la ribalta mediatica durante una brutta pagina della storia australiana, quella del crollo della miniera di Beaconsfield. Non molto tempo dopo venne eletto parlamentare e da lì continuò la sua carriera di politico. Ho detto che anche lui, in parte, potrebbe rappresentare una promessa mancata per il fatto che, quando Tony Abbott era ancora un contestato Primo Ministro, Shorten riusciva a parlare alla pancia e alla testa degli Australiani, a quei tempi aveva infatti un consenso personale molto alto. Con la nomina di Turnbull, però, non è riuscito a tenere testa mediaticamente al nuovo Primo Ministro, dal quale è stato quasi costantemente messo in ombra. Tuttavia adesso le cose stanno cambiando, la soddisfazione per l’operato del Primo Ministro è molto calata, in parte beneficiando proprio Shorten. I due partiti sono praticamente alla pari e, se anche il consenso personale di Shorten è ancora sotto rispetto a quello di Turnbull, quello del capo dell’opposizione è in ascesa, mentre quello del Primo Ministro è in calo. Se davvero sarà confermato che ci sarà un’elezione all’inizio di Luglio, questi pochi mesi che ci separano dalla urne saranno fondamentali per decidere chi sarà il prossimo Premier australiano.

Il terzo leader di partito, in ordine di importanza, è il capo dei Greens Richard Di Natale. Lo presenti ai lettori che ancora non lo conoscono.

Di Natale è un giovane politico che tutti gli analisti dovrebbero tenere d’occhio. Nato a Melbourne nel 1970, è un medico generico, oramai noto per aver aiutato alcune comunità aborigene nel Northern Territory e per aver contribuito alla prevenzione dell’AIDS in India. E’ figlio di due Italiani che si stabilirono nella stessa città in cui è nato, per cui rappresenta anche quella parte importante di Australiani che ha un passato che si origina all’estero. E’ un politico che dimostra passione ma anche buon senso, ed è telegenico, cosa che non guasta mai. Da quando è diventato leader dei Greens, è riuscito a mantenere stabile la proiezione del voto primario per il suo partito, attualmente al 12%, cosa che certamente non si può dire degli altri due partiti principali. Stabilità a parte, ad ogni modo, oggi i Laburisti siedono al 35% e i Liberali al 43%. Questi due tendono però ad avvicinarsi sempre di più, mentre i Greens guidati da Di Natale sono meno soggetti ad oscillazioni importanti nei sondaggi. Altra cosa da specificare, per chi non conoscesse bene la politica australiana, è che i Greens quasi mai si alleano con i Laburisti, motivo per il quale non si trovano al governo. Anche queste, però, sono considerazioni frutto delle previsioni basate sui sondaggi, non ci resta che vedere cosa succederà da qui alle prossime elezioni, a prescindere da quando queste avverranno.

 

 

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