domenica, Maggio 16

Australia, continua la guerra ai bikers field_506ffb1d3dbe2

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Giovedì scorso, inoltre, sono state arrestate 3 persone a Melbourne, nel Victoria. La notizia è stata ripresa immediatamente dai maggiori media del Paese non solo perché tra gli arrestati figura un elemento di spicco dei Mongols, ma anche a causa di ciò che è stato sequestrato. Oltre ad armi, munizioni e droga, infatti, sono state rinvenute diverse componenti necessarie per produrre armi con stampanti 3D, uno strumento di cui gli arrestati erano in possesso. Sabato scorso, infine, sono state denunciate 16 persone in Tasmania, tutte apparentemente affiliate con la banda dei Bandidos, la quale sta tentando di radicarsi nello Stato insulare australiano.

Come sono nate, dunque, le bande di motociclisti ora illegali? Il fenomeno nacque negli Stati Uniti immediatamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, con particolare forza negli Stati meridionali, più lontani dal processo di modernizzazione e internazionalizzazione che stava vivendo il resto del Paese. Le prime bande in Australia e Nuova Zelanda si formarono negli stessi anni, ricalcando fedelmente struttura, organizzazione e impostazione di quelle americane. Il problema, difficile da controllare negli USA a causa della grandezza del territorio, comportò le stesse problematiche in Australia, Paese che si estende all’incirca sullo stesso territorio degli Stati Uniti, Alaska esclusa, ma con una densità di popolazione decisamente inferiore.

Tale fenomeno, unico sostanziale problema di sicurezza interna del Paese assieme al rischio terrorismo, è andato peggiorando negli anni fino a sfociare nel “Massacro di Milperra” del 1984, uno scontro armato tra le gang rivali Comancheros e Bandidos che si concluse con la morte di 6 membri, di 1 passante innocente e con 28 feriti. In seguito al pugno di ferro della Australian Federal Police la situazione tornò sotto controllo per diversi anni, fino al riaccendersi della tensione alla fine del 2008, un anno che segnerà una nuova ondata di illegalità e violenza legata alle bande illegali di motociclisti, arrivata fino agli eventi dello scorso fine settimana.

 

Le bande di motociclisti ufficialmente illegali in Australia

Le bande di motociclisti ufficialmente illegali in Australia

 

Oggi il Governo federale, con il forte supporto dei Governi statali e territoriali, ha raffinato le strategie di contrasto sviluppate negli anni, arrivando a creare un’intera rete il cui unico scopo è lo smantellamento di tali organizzazioni. Si stima che queste ultime (abbreviate con la sigla OMCGs, ovvero Outlaw Motor Cycle Gangs), siano circa 40, forti di circa 6.000 membri, questi ultimi oggetto di grande attenzione da parte di un numero importanti di agenzie e progetti finanziati con soldi pubblici, tra cui figurano: Australian Crime Commission, Australian Gangs Intelligence Coordination Centre, Highest Risk Criminal Targets Special Investigation, Outlaw Motor Cycle Gangs Special Operation e la ormai defunta Attero National Task Force, precedente l’attuale Operazione Morpheus.

Mai come in questo caso, dunque, appare di fondamentale importanza la prevenzione, una linea di pensiero che, complici le prossime elezioni federali del 2 Luglio, è spesso sottolineata dai principali politici del Paese.

 

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