mercoledì, Dicembre 8

Aumento contagi COVID-19: la pedagogia di ronde, brigate e squadre di volontari Contro la nuova crescita dei casi di coronavirus, una scelta possibile è l’attivazione di un volontariato pedagogico e trasformativo con la generazione di comportamenti positivi e cautelativi per la sicurezza del sistema

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Circa 5 mesi fa, su questo giornale avevo sposato la tesi che 60.000 volontari potessero svolgere il ruolo di assistenti civici riguardo al distanziamento fisico e sociale nei luoghi pubblici,nelle strade,sul territorio. Si aspettava che uscisse un bando e la proposta era del ministro Boccia. Fu sommersa da critiche e da  sorrisi di sufficienza che fecero naufragare la proposta. Per me era una proposta funzionale ed efficace.

In parte fu una disputa istituzionale (quale ministero si fregiava del nastrino della ‘campagna del volontariato anti COVID19’), in parte era un modo di  evitare uno sforzo organizzativo che comunque avrebbe avuto un valore pedagogico riguardo alla sicurezza nel territorio, nelle strade, nei luoghi di forte aggregazione sociale quali le università, gli stadi (allora vuoti ed ora progressivamente affollati), ecc.

Il tema istituzionale era reale, molto di estetica, non di funzionalità e, francamente, non mi appassionava; era invece importante creare un rapporto di controllo e amicizia sociale’ dove l’uso delle mascherine (dpi), il distanziamento sociale, l’accesso regolato ai negozi ed ai bar sarebbero state una sorta di ’cartina da tornasole’ del livello di comportamenti in sicurezza e virtuosi. In questo caso l’approccio ‘pavloviano’ avrebbe potuto funzionare; già vedendo dei riconoscibili volontari-assistenti civici si sarebbero sviluppati comportamenti positivi.

Ora siamo ‘punto daccapo’: i numeri del contagio ci dicono che il tema e il problema del controllo  ritorna in modo evidente e si susseguono gli appelli all’uso delle mascherine, al distanziamento sociale, all’accesso ordinato ai negozi ed ai bar, alla logica che ‘se ti tuteli, tuteli gli altri’. Ci risiamo: fra le soluzioni l’incremento del numero dei militari per le strade ed il loro finanziamento (stanziamento di 6,3 milioni di euro per il pagamento delle ore di straordinario effettuate per lo svolgimento dei maggiori compiti per il contenimento della diffusione del COVID-19: in questo modo, sará possibile continuare a retribuire con 40 ore di straordinario ognuno dei 7.050 militari impiegati nell’operazione nel periodo dal 16 ottobre al 31 dicembre 2020).

E’ una specie di ‘terza missione’ dell’esercito. Con tutto l’affetto e l’ammirazione per i giovani militari di ‘Strade Sicure’, penso che la loro missione (come si dice oggi il loro ‘purpose’) è altroLa difesa dello Stato e il contributo alla pace e alla sicurezza internazionale sono i preminenti obiettivi dell’esercito. Il controllo delle strade e  la loro sicurezza, il bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità sono una seconda ratio del loro ruolo..

Quindi? Ritorniamo ai 60.000 volontari che potrebbero dare un livello di equilibrato controllo (non percepito come ‘occhiuto controllo’), di richiamo fra pari, di reprimenda sociale e non una multa che ‘faccia da esempio’.

Chiamatele ‘Ronde della solidarietà’ (da 20 anni nelle strade di Milano), ‘Brigate della Solidarietà’ (attività di Emergency), squadre dei City Angels oppure si pensi all’intervento di Associazioni di volontari, conosciute nei quartieri che organizzano questo servizio che non è un qualche cosa in più rispetto alla normalità, ma la normale gestione dell’emergenza (ormai circa 8 mesi fino a….?) e la filiera negativa di comportamenti .

Essi possono svolgere una funzione di ‘moral suasion’ (non di controllo punitivo) riguardo all’uso della mascherina, a come si indossa e si gestisce, al suo valore come ‘salvavita’ e non come accessorio, al distanziamento fisico e sociale, per l’applicazione del principio di precauzione e per altre attività di sollievo (in USA ‘relief advisor’).

Essi ‘mettono a terra’ le teorie che auspicano, ma che mancano di operatività. Quindi valore molto positivo e funzionale al raggiungimento degli obiettivi di gestione del territorio. Con la forza della volontà professionalizzata e gestendo la realtà, non le ipotesi.

Per ora (ovviamente oltre ai servizi sanitari) sono le uniche frecce nella nostra faretra. Riflessioni di un membro del CTS (Comitato Tecnico Scientifico):“L’errore più grande? Aver dato un messaggio sbagliato ai ragazzi: fate attenzione, ma voi non lo prenderete. Non è così,  ormai sono chiari i sintomi che permangono anche nei casi asintomatici”. “Cosa succede adesso? È prevedibile una stagione influenzale più bassa. Sarà ancora più marcata se ci vacciniamo tutti. Invece quali insegnamenti abbiamo tratto fino ad oggi? Non ci sono elementi preferenziali, questo virus va da per tutto, viaggia con le persone. E può uccidere e colpire chiunque. È nell’aria,  e ora sappiamo  come si trasmette”

“La disinformazione colpisce e fa vittime pari al virus, dobbiamo combatterla, perché purtroppo si amplifica”.  Una scelta possibile è l’attivazione di  un volontariato pedagogico e trasformativo con la generazione di comportamenti positivi e cautelativi  per la sicurezza del sistema

Pensiamo alle università ormai aperte, con corsi partecipati di presenza (‘in person classes’) o blended. Esse hanno un valore iconico e sono un riferimento; purtroppo il contagio si sta innestando e gli asintomatici possono essere scoperti solo con i tamponi (chi paga?).

La proposta è di affidare il controllo sociale, il monitoraggio dei comportamenti, l’ informazione-formazione per i colleghi a selezionati studenti volontari che offrono il controllo al di là delle guardie giurate della ‘security’.

Questi studenti, opportunamente formati, userebbero un linguaggio fra pari, sarebbero ascoltati dai colleghi, frequenterebbero tutti gli ambiti e spazi-luoghi dell’università, svolgerebbero un’esperienza di informazione-relazione che potrà essere utile per la loro professione.

Quindi non solo i volontari del Servizio Civile, ma anche i volontari dell’Associazionismo radicato nell’humus dei territori. Da un volontariato in prima linea ed emergenziale come Protezione civile, Medici senza Frontiere, Emergency, Anpas ,City Angels e varie Croci -Misericordie ad un volontariato strutturale nella continuità del servizio e nello sviluppo di interventi ‘calligrafici’ e sussidiari al sistema. La pedagogia del volontariato.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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