sabato, Maggio 15

Aumentano i super ricchi field_506ffb1d3dbe2

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singapore

Bangkok – Uno dei “segni” più vistosi della crescita economica di un Paese è certo la rete delle infrastrutture, la qualità della vita, gli indici di Borsa al rialzo. Ma vi è anche da considerare un altro indicatore: il numero dei ricchi o super-ricchi i quali, però, sottolineano sia l’aspetto della prosperità di una Nazione sia la veste più egoista ed individuale della cosa. In ogni caso, in base a recenti stime derivanti da studi locali, risulta che il numero dei miliardari a Singapore è cresciuto ancora passando a 26 dai 21 di un anno fa. Il totale della ricchezza nazionale s’è anch’esso innalzato secondo i dati emessi dalla famosa rivista di settore Forbes e resi noti nella giornata di Martedì scorso.

I tycoon del settore immobiliare Robert e Philip Ng della Far East Organization continuano ad essere sul top della lista dei ricchi di Singapore, aggiungendo ulteriori 2.2 miliardi di Dollari USA alla loro ricchezza netta portandola ad un controvalore finale stimato intorno ai 12.8 miliardi di Dollari USA. Segue il Capo della City Development Kwek Leng Beng e la sua famiglia con una ricchezza netta di 7.8 miliardi di Dollari USA; la famiglia Khoo del Gruppo Hotel Goodwood con 7 miliardi di Dollari USA ed il banchiere Wee Cho Yaw con 6.2 miliardi di Dollari USA. La famiglia Tay del dipartimento catena di vendite commerciali OG ha raggiunto l’ambito gruppo dei super-ricchi debutttando al posto n. 25 con 1.1 miliardi di Dollari USA di ricchezza netta detenuta.

La rivista Forbes afferma che la ricchezza totale di Singapore posseduta dai primi 50 più ricchi ha raggiunto un valore sommato di circa 96.9 miliardi di Dollari USA nell’anno corrente, dai circa 80 miliardi di Dollari USA dell’anno scorso.

Compresi i Tay, ci sono da segnalare sette nuovi ingressi nella lista dei primi cinquanta super-ricchi. Gli altri sei sono Lim Chap Huat con il suo Soilbuild Group, Pang Yoke Min della Pacific Radiance, Ho Kian Guan del Gruppo Keck Seng, Chew Gek Khim della Straits Trading, Eric Low della Oxley Holding e Primus Cheng della Prima Group.

Tutto ciò non sorprende più di tanto gli addetti al settore, come gli esperti di economia e finanza e tutti coloro che gravitano intorno ai settori bancario e degli investimenti finanziari. La Città-Stato Singapore, posta sull’estremità meridionale della costa della Malaysia, è di fatto il quarto centro finanziario al Mondo, ha una realtà interna variegata e multiculturale ma –in economia- predilige una linea diretta e più aperta sul versante Sud Est asiatico, spesso più “protezionista” sul versante delle intermediazioni e del commercio col resto del Mondo. L’Italia –ad esempio- ha spesso lamentato di veder aperti canali più verso forme di investimento puntiformi ed individuali che non di tipo massiccio ed integrato, Singapore infatti applica un sistema fiscale simile a quello dei cosiddetti “paradisi fiscali” (tanto che solo recentemente Singapore è stata sulla carta tolta la “black list” dei Paesi che applicavano forme eccessivamente protezionistiche verso gli investimenti diretti stranieri di origine italiana) ma tutt’altro –nei fatti- che vantaggiosa per l’imprenditoria italiana che voglia invesire nella Città-Stato asiatica.

 

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