venerdì, Settembre 24

Auguri nonni … strategici, produttivi, essenziali

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Anziani, e magari nonni. Ieri, 1°ottobre, come ogni anno dal 1990, per iniziativa dell’ONU, è stata celebrata la Giornata Internazionale delle Persone Anziane. Oggi, 2 ottobre, in Italia si celebra la Festa dei nonni, introdotta (con la Legge 159) nel 2005, per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale.

Due giornate che, buoni sentimenti a parte, sono occasione per una riflessione strategica sul futuro del mondo. La conferma dai numeri.

Entro il 2020, per la prima volta, le persone di età superiore ai 60 anni saranno più numerose dei bambini di età inferiore ai 5 anni, mentre entro il 2050 la popolazione mondiale con 60 anni o più di età raggiungerà i due miliardi, da 900 milioni di oggi. Dati che vengono dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’Italia sarà il Paese con più anziani in Europa, e già entro il 2020 i senior supereranno in numero i bambini di cinque anni. Per numero di anziani il nostro Paese è già secondo solo al Giappone, ma primo in Europa davanti a Germania e Portogallo.
Il rapporto rivede -per altro seguendo la tendenza che già si è imposta da qualche anno- lo stereotipo degli anziani come persone fragili e dipendenti.

La popolazione dell’UE sta invecchiando per via della longevità e del basso tasso di natalità. L’analisi condotta dal think tank del Parlamento europeo dal titolo ‘The silver economy: Opportunities from ageing prevede che lUE passerà dall’avere quattro persone in età attiva (15-64) per ogni persona di più di 65 anni nel 2013 ad averne solo due nel 2060. Gli europei di oltre 65 anni hanno un potere dacquisto di oltre 3.000 miliardi di euro, secondo le stime della Commissione Europea, e questa fetta di mercato è in crescitaEuromonitor prevede che il potere d’acquisto globale degli ultrasessantenni raggiunga i 15.000 miliardi di dollari nel 2020. In base al rapporto ‘L’economia d’argento nell’Europa sudoccidentale‘ del progetto SilverSUDEO, «con 420 miliardi di euro in Europa, il mercato per l’economia d’argento rappresenta l’inizio di un’importante sviluppo».

Secondo una ricerca di Federanziani, il contributo dei nonni alle  famiglie italiane ammonta a oltre 29 miliardi di euro. I nonni sostengono le famiglie dei propri  figli con 5,4 miliardi di euro ogni anno, secondo la ricerca, sotto forma di  trasferimenti di denaro e acquisti di beni necessari a figli e  nipoti. A questa somma si aggiunge una quantità di denaro enorme  non circolante, corrispondente alle ore di lavoro gratuito. Una cifra stimabile in altri  24 miliardi di euro, se tali ore di lavoro fossero retribuite a una  tariffa di sette euro l’ora. Con il loro insostituibile lavoro di cura i nonni permettono a figli e figlie di accedere al mercato del lavoro,  di risparmiare sulla ‘tata’ e così poter pagare il mutuo.
Questo denaro, circolante e non, è il frutto di un esercito di quasi un milione di  nonne e di nonni impiegati a tempo pieno. Un numero che sale a tre  milioni se contiamo coloro che si dedicano ai nipoti in maniera  saltuaria.
In Francia, uno studio recente ha affermato che il 53% della domanda economica nel 2015 verrà dagli anziani (Fonte CRE‑DOC). In Germania, si stima che gli anziani abbiano un potere d’acquisto di 316 miliardi di euro.

Sono i numeri alla base della così detta ‘silver economy‘, o ‘economia d’argento‘.
La popolazione che invecchia può rappresentare una buona opportunità per aumentare la competitività dell’economia europea.

 

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