giovedì, Ottobre 28

Attenti a Voteman Tante critiche per lo spot che "invita" a votare

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voteman

Cosa può spingere gli eterni reticenti ad andare a votare? Secondo il Centro d’informazione del Parlamento danese, la risposta a questo annoso problema potrebbe essere Voteman, un energumeno spregiudicato che tra una scena di sesso a quattro e una corsa a bordo di delfini (si, delfini) costringe con la forza bruta a recarsi alle urne.

Il cartoon danese si apre con l’immagine di un giovane dall’aria evidentemente annoiata che si dimentica di cogliere la chiamata al voto nel proprio Paese. Il non votare si rivelerà però un passo falso per la propria vita, viste le numerose ricadute che le politiche europee hanno su ogni Stato membro e i suoi cittadini, e dunque l’anonimo individuo si trasforma in un batter d’occhio in Voteman, supermuscoloso supereroe in gilet di pelle che si batte per “persuadere” i cittadini ad andare a votare per le elezioni europee. Nel cartoon si susseguono scene di nudo, di sesso di gruppo, atti di violenza brutali e altri atteggiamenti degni del peggior villan, ma come dicevamo costui dovrebbe essere l’eroe positivo che convince la popolazione dell’importanza del voto. E come dice la voce narrante che accompagna Voteman «So if you’re not going to vote, don’t try to run, don’t try to hide, because he will find you. And he will make you vote» (Se non avete intenzione di votare, non cercate di scappare, non cercate di nascondervi, perché lui vi troverà. E vi farà votare).

Anche se alla fine del cartoon nei sottotitoli in danese, si precisa: “Voteman è un personaggio di fantasia e le opinioni espresse sono unicamente sue. Nessun hipster è stato maltrattato durante le riprese”, lo spot ha fatto talmente scalpore che nel giro di pochi giorni è stato rimosso dal canale Youtube del Centro, sostituito da un messaggio di scuse alla popolazione. Secondo Mogens Lykketoft, speaker del Parlamento danese, il cartoon «è stato percepito come più serio ed offensivo di quanto si volesse fare intendere». La reazione sui social media si è subito divisa tra coloro che lo hanno ritenuto inaccettabilmente volgare, e coloro che, invece, hanno colto il lato umoristico del video, che comunque ha contribuito a puntare ancor più l’attenzione sulle elezioni del 25 maggio. 

Certamente l’idea iniziale di uno spot per attirare i cittadini al voto è lodevole, anche se la media dei votanti della Danimarca è già assolutamente superiore a quella degli altri paesi. Se nella gran parte del resto d’Europa ci si ferma intorno al 43%, nel 2009, alle ultime elezioni europee, a Copenaghen i votanti furono il 60% degli aventi diritto.

Come mai dunque il Parlamento danese ha deciso di spendere quasi 30.000 € per la realizzazione di questo discutibile video? A guardare il panorama danese non sembrerebbero esserci motivi plausibili: la maggioranza delle interviste e dei sondaggi ritraggono infatti una popolazione molto informata sui fatti concernenti l’Unione Europea e le sue politiche, e generalmente contenta di come la membership nell’UE abbia portato vantaggi all’economia danese. Analizzando le varie interviste e i dati raccolti però, emerge una strisciante paura di quanto possa costare l’Unione al Paese nel lungo periodo ed anche qui si stanno rafforzando i gruppi anti europeisti. Ancor più vi è il fatto che molti danesi ritengono le regole europee capaci di erodere i valori tradizionali del proprio Paese, e dunque incidere in un modo imprevisto sulle loro vite. Una disaffezione all’Europa Unita che potrebbe portare ad un calo di votanti. D’altronde è pur sempre vero che la Danimarca non si è lanciata nell’impresa europea senza remore, anzi, Copenaghen è diventata membro dell’Unione solo nei primi anni Settanta, e solo perché la Gran Bretagna, partner economico principale del Paese, aveva abbracciato la via europea.

Questo non è però il solo problema della Danimarca che si appresta al voto. L’euroscetticismo degli esordi, infatti, si sta oggi riproponendo ad opera dell’estrema destra danese del People’s Party, che ad ogni sondaggio pare accrescere i propri elettori e potrebbe ottenere ottimi risultati alle prossime elezioni. In particolare nell’ultima settimana le previsioni della Gallup hanno visto il PP raggiungere il 15% dei voti, mentre i Social Democratici (partito del primo ministro Helle Thorning-Schmidt) e il Liberal Party hanno raggiunto a stento il 13-14%. Per raggiungere questi risultati il People’s Party ha fatto leva sulle tematiche europee che hanno inciso negativamente sulla vita dei danesi, come ad esempio il taglio alle sovvenzioni per le famiglie numerose dovuto al crescente numero d’immigrati, con famiglie al seguito, che sono arrivati in Danimarca negli ultimi anni.

Ad ogni modo, ancora a pochi giorni dalle elezioni i sondaggi suggeriscono che approssimativamente un terzo dei danesi non ha ancora idea di chi votare, e nemmeno se recarsi o no alle urne. In questo quadro l’ “Operazione Voteman” ha indubbiamente raggiunto uno dei suoi obiettivi primari, ovvero quello di riportare l’attenzione sul voto, sulla sua importanza, sulle politiche che da questo potranno scaturire e sulle loro ricadute nel proprio Paese. Insomma, ancora una volta vale il detto “non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”… e possibilmente si vada anche a votare.

 

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