domenica, Giugno 20

Attenti a quei due che del mondo se ne fregano La differenza tra il mondo reale e ciò che accade in Italia è plateale, ma anche preoccupante

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C’è il mondo, poi c’è l’Italia, o meglio quei due, Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

IL MONDO

In Siria il Governo legittimo, benché orribile, annuncia di prepararsi ad attaccare Idlib, nel nord-ovest del Paese, dove la lungimirante azione delle Nazioni Unite e del suo rappresentante Staffan De Mistura concentrò iribelli’, in gran parte dell’ISIS, fatti allontanare da Aleppo dopo una battaglia terribile. Nel mio piccolo, in un libercolo sul tema mi domandavo che logica vi fosse nello spostare dei ribelli da un posto all’altro, invece di lavorare per la pace o almeno di farli espatriare. Ecco qui, il senso dell’annuncio è chiarissimo nelle sue implicazioni: non mettetevi di mezzo (vedi usa e alleati) e per dii più, attenzione, siamo aiutati dall’Iran e dalla Russia. Che, infatti, comincia a svolgere nel Mediterraneo la più imponente manovra navale russa mai vista. Come dire, attenti, ora ci siamo anche noi.
La battaglia, a meno di trovare improbabili soluzioni -tanto più che Israele ha attaccato (pare) l’aeroporto di Damasco giusto per abbassare la tensione- sarà lunga e sanguinosa, anche perché quei ribelli non hanno via di scampo (salvo la resa), e avrà due conseguenze immediate: la fuga di migliaia di profughi, in gran parte membri dell’ISIS, addestrati al terrorismo, e diretti, ovviamente, in Europa; l’avvicinamento del fronte allo schieramento turco in territorio siriano in funzione anti-curda.

In Iraq, la zona di Mosul è in agitazione, e anche lì la situazione è sull’orlo di altri scontri, tanto più che i curdi non hanno nessuna intenzione di rinunciare al loro sogno di uno Stato indipendente curdo, al quale hanno sacrosanto diritto. L’Italia, teoricamente è amica e alleata dei curdi.

Israele, oltre a bombardare la Siria in funzione anti-iraniana e in sostituzione degli usa, mantiene alta la pressione su Gaza (e sui territori palestinesi) che ogni tanto bombarda e a cui è perfino interdetta la pesca, e comunque continua nella sua politica aggressiva vero i territori palestinesi, in particolare dopo l’entrata in vigore della legge su Israele Stato nazionale ebraico.

La signora Angela Merkel fa viaggi nell’est europeo, nelle zone ex URSS spesso ostili alla Russia, verosimilmente perattirarliverso l’area europea: non le è bastato il successo del pasticcio ucraino e della Crimea.

La missione militare in Libano, cui partecipa l’Italia, viene rinnovata.

Tutte le notizie lasciano intendere che la guerra in Afghanistan, cui grazie a tal Giuseppe Conte noi partecipiamo ancora, durerà anni.

L’Ambasciata italiana a Tripoli viene bombardata e l’ambasciatore italiano viene dichiarato persona non grata dal generale Khalifa Haftar, per l’opposizione italiana alle elezioni generali in Libia, volute fortemente dalla Francia, in evidente opposizione all’Italia.

Beh … poi la epocale decisione della Commissione europea di lasciare liberi i Paesi che lo vorranno di fare l’ora legale che vogliono ha gettato nello scompiglio le cancellerie di mezzo mondo.

 

L’ITALIA

Superato lo choc del femore di Elisa Isoardi, che attesta come basta avere una buona relazione col potente di turno per essere invitati al festival di Venezia a passeggiare sul ‘red carpet’ (per noi ignoranti: tappeto rosso) … ma forse sono io a non conoscere i meriti cinematografici della predetta, nel qual caso mi scuso. Tal Ferragni (non so chi sia) sposa tal Fedez (neanche costui so chi sia) con abito di Dior (lei non lui), titola un giornale. ‘Al tramonto i Ferragnez hanno detto sì’ … sembra la conclusione dell’Iliade di Omero, poeta greco di qualche anno fa.

Il Ministro dell’Interno, che una ne fa e dieci ne pensa, annuncia la fondamentale decisione di dotare le forze dell’ordine di aggeggi elettrici non letali (bontà sua), che cambieranno radicalmente la sicurezza nel nostro Paese. Non è chiaro perché, ma tant’è.

Qualora il tribunale decida che la Lega deve restituire comunque i soldi che ha rubato (si può dire?) la Lega chiuderà o meglio … cambierà nome. Quando lo fanno gli imprenditori per non pagare i debiti o i dipendenti, vanno in galera.

Per non essere da meno il PD, dalla festa della defunta Unità, annuncia, per bocca del Segretario provvisorio, con l’entusiastico appoggio di Nicola Zingaretti (noto come il fratello di Montalbano), Matteo Orfini (il giovane turco) e Lorenzo Guerini (fedelissimo di Renzi, ma ora con pizzetto) che scenderà in piazza, a far che non lo dicono. Domanda ingenua: posto che sappiano per cosa scendere in piazza, quale è la compatibilità tra quei quattro?

Vari figuri della Lega dicono che si deve superare il limite del 3% del deficit, il che provoca un diluvio di dichiarazioni per lo più incomprensibili. In particolare Luigi Di Maio che afferma «prima il reddito di cittadinanza poi la flat tax», è una questione di principio: prima io, mai prima tu, a Napoli le chiamano le ‘pazzielle pe’ guaglioni’. Ma è bene essere precisi, perché il suo discorso è surreale dato che parlando dello spread a 300, cita la valutazione di Fitch che con lo spread c’entra come i cavoli a merenda, per dire: «dobbiamo scegliere tra il giudizio di un’agenzia di rating o gli interessi dei cittadini. Non possiamo pensare di stare dietro ai giudizi di un’agenzia ma poi pugnalare alle spalle gli italiani».  Che significa?

Alessandro Di Battista ritorna o almeno riscrive, non si è capito bene. Ma, pare, è una cosa minacciosa assai.

 

DIFFERENZA TRA IL MONDO REALE E CIO’ CHE ACCADE IN ITALIA

La differenza tra il mondo reale e ciò che accade in Italia è plateale, ma anche preoccupante. Il nostro Paese è tutto preso dalla politica spettacolo e dalla lotta furibonda tra i due pretendenti al trono –Di Maio e Salvini– per apparire in prima pagina. Ciò è risaputo e non stupisce. Stupisce, invece, che, a quanto pare, i due non si rendano conto di come funziona il mondo intorno a loro, a noi, o forse -terminologia di Di Maio- se ne fregano.
La brillante operazione di Di Maio in Egitto, che ha messo in bocca ad al-Sisi la frase orribile «Regeni è uno di noi» (vera o falsa che sia non importa), aveva, nel racconto di Di Maio, lo scopo geniale di rafforzare la posizione italiana sul fronte energetico, e guadagnare un maggiore appoggio dell’Egitto alla politica italiana proSarraj, proENI. La risposta mi sembra chiara e certamente è legata alle mire francesi sul petrolio libico, da ottenere, a spese dell’Italia, grazie all’appoggio ad Haftar, sostenuto dall’Egitto e amico della Russia … cioè proprio di quel Paese che nelle fantasie (erotiche?) dei due dovrebbe essere il privilegiato nei nostri rapporti internazionali. E, infatti, ci bombardano l’Ambasciata, …. perfetto!

In questo clima, mi permetto di aggiungere, l’unica cosa sicuramente da non fare è prendere a male parole Emmanuel Macron, oppure cercare di metterlo, per così dire, alle strette, sconfessarlo, insomma fare politica. Ma quale politica sanno fare quei due? Insulti e propaganda, e intanto gli altri fanno gli affari.

Egualmente sorprende il silenzio italiano sui viaggi della Merkel. Per carità, la Merkel va dove vuole, ma, nella misura in cui di fatto (lo voglia o meno) rappresenta l’UE e quindi anche noi, da un lato sarebbe logico chiederle conto di quello che fa e dall’altro sarebbe utile spingere la Mogherini a prendere le distanze. Ma di queste cose, noi non ci occupiamo.

Infine, la guerra in Siria e in Palestina. A parte che avere una posizione in materia è ciò che differenzia uno Stato dal nulla, ci si rende conto che dalla Siria ora arriveranno fuggiaschi, questa volta sì, per lo più combattenti dell’ISIS?

E sorvolo su Sophia, che non è la cugina della Isoardi.

Ultima cosa, che mi ha colpito. La settimana prossima la Lega (stavo per dire, perfino la Lega) si riunisce per discutere la propria posizione in materia di bilancio, sforamento, ecc. Sarà, forse, solo forma, ma almeno quella c’è. I 5S no, quel partito ha un ‘Capo’, fa tutto lui (e/o Casaleggio), finché non venga scalzato dal rientrante Dibba.

Questa è la democrazia, bellezza.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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