venerdì, dicembre 14

At&T alla guerra dello streaming contro Netflix La celebre società di telecomunicazioni si prepara al confronto

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At&T sta affilando le armi in vista dello scontro con il gigante Netflix. È quanto emerge dalle ultime manovre compiute dalla storica compagnia telefonica statunitense basata a San Antonio, che  ha messo a punto un nuovo servizio di streaming tramite il quale verranno trasmesse serie televisive e film prodotti da Time Warner. Quest’ultima, assieme alle controllate Turner Broadcasting System e Hbo, era stata infatti acquisita da At&T (e contestualmente ribattezzata Warner Media) durante la scorsa estate nell’ambito di un’operazione da circa 85 miliardi di dollari, grazie al nulla osta concesso da un giudice in risposta alle contestazioni mosse dal Dipartimento di Giustizia che ravvisava nell’inglobamento di Time Warner una violazione delle leggi a tutela della libera concorrenza. Time Warner annovera nel proprio ventaglio non solo Hbo (sul quale va in onda un telefilm di grande successo come Il Trono di Spade), ma anche Cnn, Cartoon Network e canali sportivi particolarmente seguiti dal pubblico.

Hbo, in particolare, rappresenta la punta di lancia del nuovo colosso aziendale, avendo incrementato costantemente il numero degli abbonati fino a raggiungere il record nello scorso febbraio. In questo modo, Hbo ha potuto garantire un considerevole apporto finanziario alle casse di Time Warner, che nel 2017 ha conosciuto un aumento complessivo delle entrate del 7%, a quota 31,3 miliardi di dollari. È indubbiamente alla luce del successo riscosso che John Stankey, storico dirigente di At&T recentemente nominato amministratore delegato della Warner Media, ha pensato di trasformare Hbo in una rete molto più capillare‘; in grado cioè di portare dal 35 al 40% i livelli attuali di diffusione nelle case statunitensi. Nelle previsioni di Stankey, l’obiettivo potrà essere conseguito rendendo Hbo molto più simile a Netflix, principale competitore che investe molti miliardi di dollari in più per la propria programmazione, senta tuttavia rinunciare agli elevati standard di qualità che contraddistinguono i prodotti Hbo. Nello specifico, il progetto prevede la ‘stratificazione’ del servizio di streaming su tre diversi livelli, con il primo che sarà limitato a una gamma predefinita di film, il secondo arricchito con ulteriori lungometraggi e contenuti originali e il terzo che, oltre a ricomprendere i contenuti previsti dai due livelli sottostanti, trasmetterà anche programmi per bambini.

Naturalmente, quello di aumentare esponenzialmente la quantità dei prodotti senza che ciò infici sul loro livello quantitativo si configura come un compito decisamente arduo, anche in considerazione del fatto che At&T non è certo l’unica azienda ad aver lanciato il guanto di sfida a Netflix. Negli ultimi tempi, si è infatti assistito alla discesa in campo di Walt Disney, che intende lanciare un nuovo servizio di streaming «nutrito dalle sue popolari proprietà televisive e cinematografiche, compresi i supereroi della Marvel. I quali appaiono infatti destinati a sparire da Netflix, dove oggi sono invece di casa». Per non parlare di Amazon, che da regina dell’e-commerce ha deciso di cimentarsi anche nello sviluppo di un proprio servizio di streaming.  Ciononostante, Stankey continua a dar sfoggio di ottimismo, probabilmente in considerazione del forte sostegno che gli garantirà la casa madre. Per il 2019, l’amministratore delegato di At&T Randall Stephenson ha infatti previsto un flusso di cassa pari a 26 miliardi di dollari, parte dei quali verranno stanziati al consolidamento del nuovo servizio di streaming. Nel caso in cui l’obiettivo di reggere il passo della concorrenza si dovesse rivelare più oneroso del previsto, lo stesso Stephenson si è inoltre detto pronto  a liquidare la sua partecipazione nelle reti Hulu e Sky Mexico, dal valore di circa 8 miliardi di dollari.

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