domenica, Dicembre 5

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Bruxelles– Da pochi giorni la presidenza di turno è della Grecia. Le priorità sono la pesca, il mercato del lavoro e una nuova governance economica. Quasi simbolicamente, sarà durante il semestre ellenico che avverranno le elezioni per un possibile cambiamento dell’Unione Europea.

Ora tocca alla Grecia guidare per sei mesi l’Unione Europa. Il timone (il simbolo è una barchetta su sfondo blu) dovrà essere tenuto ben saldo se si vuole attraversare indenni questi sei mesi. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, la formazione di una maggioranza che designerà, grazie al nuovo trattato di Lisbona, anche il presidente della Commissione infatti impongono nuove sfide e una presidenza che riesca a portare entro maggio, maggiori risultati possibili. Doppia sfida per il paese simbolo della crisi economica, politica e sociale dell’Europa, commissariato dalla troika e con previsioni economiche che anche quest’anno  vedono in negativo sia per il prodotto interno lordo sia i dati sull’occupazione.

Il semestre di presidenza greco si apre con l’ingresso della Lettonia nella zona euro. Il paese guida della crisi economica , che è sotto controllo della troika per l’economia e il debito che cresce, è diventato anche l’esperimento europeo per uscire dalla crisi economica. Con la disoccupazione (soprattutto giovanile) più alta della zona euro, il primo ministro Antonis Samaras, che di recente è stato in visita ufficiale in Italia, insieme al ministro degli esteri Evangelos Venizelos, ha delineato le linee guida del turno di presidenza greca a Bruxelles. Il semestre è iniziato il primo gennaio e gli obiettivi di Atene sono tanti ma secondo il ministro degli esteri “fattibili”. In una dichiarazione fatta da Venizelos, leader del Pasok (Panhellenic Socialist Movement), al giornale Kathimerini e ripresa dall’Ansa, sono state espresse le priorità dell’agenda del governo greco presso le istituzioni europee: «Fra le priorità della Grecia vi saranno la creazione di posti di lavoro, l’approfondimento della governance europea – anche per la creazione di un’unione bancaria – e la lotta contro l’immigrazione clandestina».

Venizelos ha inoltre evidenziato l’interesse di Atene a sviluppare una ‘politica integrata marittima dell’Ue’, con l’intento di aprirsi una nuova strada economica attraverso l’estrazione di idrocarburi dai bacini sottomarini nell’ambito della propria piattaforma continentale e ha affermato che, oltre a indirizzare la politica di sicurezza marittima verso l’estrazione degli idrocarburi «c’è il perseguimento dell’adozione di una strategia di Sicurezza Marittima europea, così come la realizzazione di un ambito per la ‘crescita blu’ nei settori della pesca e del turismo, dei trasporti e della pianificazione dello spazio marittimo e di forme alternative di energia». Il motto del semestre della presidenza greca è ‘Uniti navigheremo oltre’. Il budget per il semestre è contenuto e non supera i cinquanta milioni di euro, e come riportato da molte agenzie ‘La principale sfida del governo di Atene nei prossimi sei mesi sarà quella di bilanciare i propri compiti in seno alla presidenza europea con le pressioni economiche interne e le trattative in corso con la troika (Ue, Bce e Fmi).’

Dunque, le priorità per la presidenza greca sono la creazione di nuovi posti di lavoro, la governance europea soprattutto in campo economico, la lotta contro l’immigrazione clandestina e una politica integrata marittima dell’unione europea. Infine l’apertura delle negoziazioni per l’adesione della Serbia all’Unione. Il 4 gennaio, il primo ministro greco ha incontrato il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso e i commissari. Per l’occasione il presidente della Commissione Europea ha auspicato un semestre di crescita per tutta l’eurozona e dando il benvenuto alla delegazione greca ha affermato che l’inizio del 2014 con la presidenza greca sia di buon auspico anche al paese ellenico. Dal canto suo il primo ministro greco, Samaras, si è detto fiducioso che la presidenza raccoglierà molti successi e che riuscirà ad ottenere risultati negli obiettivi che si è prefissata. La cerimonia di apertura ufficiale della presidenza avverrà domani 8 gennaio ad Atene. Recentemente,  il premier greco Antonis Samaras in occasione dell’inizio del semestre ellenico alla guida della Comunità Europea ha dichiarato che «sarà il 2014 l’anno  nel quale riprenderemo a finanziarci sul mercato senza bisogno della Troika ed usciremo dalla crisi». Secondo quanto illustrato del Ministro degli Esteri Evangelis Venizelos, la priorità di Atene per questo semestre di presidenza di turno della Ue saranno il lavoro e l’immigrazione, anche se grande importanza verrà data anche l’unione bancaria ancora da ultimare. Come già precedentemente detto, i dati economici non sono incoraggianti nemmeno per quest’anno. La Grecia, infatti, arriva a questo importante appuntamento con un bilancio finanziario in miglioramento ma una situazione sociale ancora estremamente difficile; altissima la disoccupazione, al 27%, ed un Pil che per l’anno corrente è previsto in calo di un altro 4%. Nel secondo semestre 2014 la presidenza dell’Unione Europea passerà all’Italia, che ha già dichiarato di voler porre all’Europa obiettivi congiunti, perché la presidenza di Atene e Roma, oltre che un’occasione per il Sud del Vecchio Continente diventi un anno di priorità comuni. Infatti i risultati di Atene si ripercuoteranno su Roma che tra i suoi obiettivi ha nuove prospettive sul mercato del lavoro (per ora è stato dichiarato ciò dalla Presidenza del Consiglio).

La lotta alla disoccupazione giovanile è tra i primi obiettivi ed è tra i più rischiosi perché il paese affronta quella più alta in Europa e quella dove l’emigrazione giovanile continua ad impoverire il futuro tessuto sociale. Inoltre non è stato ancora presentato un piano concreto sull’argomento anche se si comincia a parlare di ridefinire la fascia d’età per la prima garanzia lavorativa.  Sul cambiamento della governance in ambito economico, di certo la recente discussione sul rivedere i trattati e non interpretarli rigidamente aiuta questo paese ad iniziare una “rivoluzione” su come gestire la politica economica e come evitare che il modello “troika” si ripeta per altri casi simili a quello greco. Proprio la governance economica è una delle sfide che attendono la campagna elettorale. Gli antieuropeisti spingono su questo tema per ottenere consensi e gli europei riflettono anch’essi circa modifiche opportune ai trattati. La presidenza potrebbe giocare un ruolo fondamentale. Come anche sull’immigrazione illegale o il rafforzamento dei controlli alle frontiere. La Grecia è uno dei porti di approdo maggiori soprattutto dall’Asia o dall’africa del nord e insieme all’Italia chiede da tempo maggiore attenzione alle istituzioni a Bruxelles. Questo semestre sarà importante per capire se il paese ellenico riuscirà a ottenere, soprattutto in campo economico, importanti cambiamenti per riuscire a guardare oltre la crisi, che non è solo ellenica ma che ha messo in discussione l’intera struttura dell’Unione Europea.

 

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