domenica, Agosto 1

Astrologia, forma di influenza sull'uomo field_506ffbaa4a8d4

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Le stelle, il cielo, hanno sempre avuto sugli uomini dell’antichità un fascino irresistibile, facendo scaturire contemporaneamente domande sulla loro esistenza, portatoli a studiarne il corso, giungendo così a conoscenze importanti per la vita sulla terra.
Dal movimento del Sole, della Luna si è scoperta la connessione con la durata del giorno, del ciclo delle stagioni. Diverse sono state le civiltà che in passato sono riuscite a giungere alla determinazione esatta di queste informazioni come i Babilonesi, Maya, Egizi, grazie ai ritrovamenti archeologici.

In Europa, unico è il sito di Stonehenge in Inghilterra che rappresenta la testimonianza di quanto gli uomini antichi erano riusciti a comprendere degli astri ed il conseguente calcolo temporale delle stagioni.
In Egitto ed in Mesopotamia era appannaggio dei sacerdoti lo studio e l’osservazione di quanto mostrava il cielo, successivamente il contatto con la civiltà greca avvenuto per mezzo di Alessandro Magno, portò allo sviluppo delle conoscenze astronomiche confluite nell’astrologia ellenistica. In questo modo gli Egizi prima e successivamente i Greci diedero il via a quel processo associativo tra corpi celesti e divinità, che portarono all’attribuzione dei nomi degli dei ai corpi celesti, giunti fino a noi.
Uno dei personaggi che contribuì a mettere in chiaro alcuni punti dell’astrologia fu Tolomeo, vissuto nel II secolo d.C.. Egli svolse il duplice ruolo di astronomo ed astrologo attraverso la produzione di due opere fondamentali per l’epoca come l’Almagesto ed il Quadripartitum. La prima fissava la posizione degli astri nel cielo, dando vita alla concezione geocentrica, rivelatasi poi inesatta, mentre    alle problematiche astronomiche di quei tempi, divenendone l’opera fondamentale nell’astrologia dell’antichità. Secondo Tolomeo l’astronomia aveva una funzione puramente meccanica e di previsione geometrica, mentre l’astrologia diceva la verità definitiva sul mondo. Il trattato era un costante riferimento tra eventi del cielo ed eventi della terra, in una società basata sull’agricoltura questo era particolarmente importante in quanto subordinata ad eventi meteorologici. Questo era il motivo per il quale l’astrologia era considerata una scienza fondamentale perché lasciava prevedere in rapporto alla posizione degli astri il tempo che ci sarebbe stato, in un costante riferimento tra gli eventi del cielo e quelli della terra. Con Tolomeo i segni zodiacali assolvevano la funzione di orientamento nella sfera celeste e di rappresentazioni di peculiarità come ad esempio la forza nel segno del Leone.
Con la nascente fede cristiana, le predestinazioni degli astri sull’uomo si contrapponevano al disegno di Dio, quindi si giunse ad una tolleranza circa l’influenza degli astri sui cicli biologici e stagionali, lasciando all’anima la libertà di determinare il proprio destino .
La cultura persiana ed araba nell’Alto Medioevo preservarono la conoscenza dell’astrologia, sviluppandola maggiormente, con centri di istruzione sorti a Damasco, a Baghdad dove il Califfo abbaside al-Mansur creò un importante osservatorio con una biblioteca adiacente. Numerosi sono gli studiosi di quell’epoca come Albumasar o Abu Ma’shar (787 – 886) considerato il padre degli astrologi arabi e persiani, ed ancora intorno all’anno 1000 Abū Rayhān al-Bīrūnī. A loro sono dovuti l’introduzione dell’astrolabio, attraverso al-Fazari, lo strumento che serve ad osservare la posizione degli astri e a determinarne l’altezza sopra l’orizzonte, la cui invenzione però è attribuita ad Ipparco vissuto nel II sec. a.C. L’astronomo e astrologo persiano Qotb al-Din Shirazi (1236 – 1311) rivide persino il concetto di Tolomeo specie per quanto riguarda i contenuti de l’Almagesto.

L’astrologia aveva molta influenza sui popoli analfabeti, dove le frequenti malattie dovute a carestie, epidemie, mietevano vittime tra le colture e vite umane. L’Europa nel VIII secolo attraversava quelli che sono stati chiamati i secoli oscuri dell’Alto Medioevo, per questo ci si rivolgeva all’astrologo per avere una speranza sulle avverse difficoltà del vivere quotidiano, favorendo il moltiplicarsi di ciarlatani e di sedicenti personaggi di dubbia fama.

Diversi i personaggi famosi ed i re che si circondavano di astrologi sia nel Medioevo che nel Rinascimento, come il papa Silvestro II, l’imperatore di Germania Federico II ed Alfonso X di Castiglia. In Francia con la dinastia dei Valois, gli astrologi ebbero una carica permanente grazie a Carlo V che la denominò del medico-astrologo del re, essa perdurò fino al 1682 quando Luigi XIV la soppresse.

La Chiesa mise al bando l’astrologia con la bolla del 1586 Coeli et terrae ad opera di papa Sisto V nella quale proclamava solennemente che l’uomo non può presumere di elevarsi alla conoscenza degli eventi futuri, riservata esclusivamente a Dio, al cui solo sguardo ogni cosa è nuda e aperta.
Ciò non impedì tuttavia ad uomini di stato in diverse epoche storiche di servirsi delle previsioni di astrologi tra i quali i più famosi sono stati Napoleone, per giungere fino ad Evita Peron che suscitò un mare di proteste per aver scelto un primo ministro dedito all’astrologia. Proprio nel XX secolo c’è stata una crescente attenzione da parte di storici e persone riguardo l’astrologia, ampliata sempre più dai mezzi di comunicazione di massa. Per contro ci sono stati anche i detrattori di tale disciplina, già Marco Tullio Cicerone già citava il detto di Catone nel quale diceva di meravigliarsi quando un aruspice (indovino) incontrandone un altro non scoppiasse a ridere, commentando inoltre come gli sembrava strano che ci fosse ancora qualcuno che credeva «a coloro le cui previsioni si vedono ogni giorno essere smentite dai fatti e dagli eventi». Anche Dante ne fa argomento nella sua Commedia, o Pico della Mirandola, Savonarola, Giacomo Leopardi nel suo ‘Saggio sugli errori popolari degli antichi’, passando per Voltaire fino ad Albert Einstein.

In effetti l’astrologia può essere considerata una disciplina di confine, i cui principi sono basati su elementi e nozioni astronomiche e trigonometriche accessibili a chiunque, mentre l’associazione a questi elementi e nozioni dei significati simbolici presuppone la capacità di percepire, riconoscere ed interpretare lo spirito interiore nascosto nei simboli stessi.

In epoca recente ci sono stati numerosi studi circa la veridicità delle influenze astrologiche sull’essere umano. Nella ricerca pubblicata nel maggio 2006 nel numero di Personality and Individual Differences , Peter Hartmann, un ricercatore del dipartimento di psicologia dell’Università danese di Aarhus, ha affermato: «Quando consideriamo i parametri standard scientifici e li rapportiamo ai segni dello zodiaco, emerge chiaramente che c’è pochissima, o forse nessuna, verità nei segni zodiacali. Questo non significa necessariamente che tutta l’astrologia sia priva di fondo di verità, ma solo che l’effetto dei segni zodiacali è quasi certamente irrilevante. Secondo la scienza corrente, c’è più verità nelle vignette comiche che nell’oroscopo settimanale, basato unicamente sui segni astrologici».

Come ogni anno, la fine di dicembre coincide con la valanga delle previsioni astrologiche dell’anno in entrata, esiste chi controlla ciò che viene predetto, si chiama CICAP ed è un’associazione scientifica ed educativa,senza finalità di lucro, fondata da Piero Angela nel 1989 insieme a diversi studiosi e scienziati, svolgendo un lavoro di verifica delle notizie, indaga su casi insoliti e apparentemente misteriosi e diffonde pubblicamente i risultati del proprio lavoro. Essa fa parte dell’European Council of Skeptical Organizations. Ogni anno pubblica i risultati delle previsioni degli astrologi fatte ad inizio dell’anno, sconfessandone puntualmente i pronostici.

In Italia ci sono ben 23 milioni di persone che credono all’astrologia, ma ben pochi sanno che le osservazioni astronomiche sono falsate in quanto non tengono conto, anzi hanno sempre dimenticato una costellazione quella del Serpentario, sotto il cui segno dovrebbero stare i nati fra il 30 novembre e il 17 dicembre.

 

 

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