venerdì, Maggio 20

‘Astro-Samantha’ Cristoforetti da oggi tra le stelle La nostra Sam torna per la seconda volta a bordo della grande Stazione Spaziale Internazionale, con un mezzo nuovo, il Falcon 9 di Elon Musk

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Samantha Cristoforetti è partita per la Stazione Spaziale Internazionale assieme agli astronauti della NASA, Bob Hines, Jessica Watkins e al comandante della missione Kjell Lindgren. La nostra Sam torna per la seconda volta a bordo della grande postazione a 400 chilometri di quota e con un mezzo nuovo. Non più a bordo degli angusti mezzi dell’ex impero sovietico, ma i più ergonomici e capitalistici Falcon 9 di Elon Musk che hanno ripreso la fetta di mercato dei vettori spaziali da trasporto umano per molti anni monopolio orientale. Come lei stessa ha detto, c’è una maggior privacy per andare in bagno nella capsula Dragon, ma ancora manca la privacy necessaria, soddisfacendo tutto quel pubblico che focalizza ogni attività degli astronauti con le proprie funzioni corporali.

La permanenza dell’astronauta italiana lassù è prevista per poco meno di sei mesi. Saranno veramente tutti? Lei ha riconosciuto, secondo le fonti, il valore della collaborazione pacifica oltre l’atmosfera ma non è facile prevedere che uso farà Putin della sua agenzia spaziale Roscosmos per spezzare le reni agli americani contro cui non sta combattendo direttamente, ma che comunque gli sono stati sempre odiosi.

Noi ci auguriamo che l’ex capitano dell’Aeronautica Militare mantega il suo programma e che porti a casa i risultati sperati, ovvero oltre i temi tecnologici che sono circa una quarantina di test, sono le sperimentazioni di biologia sui tessuti del sistema nervoso e sulle cellule ovariche, per osservare come l’assenza di peso, la microgravità, possa modificarne la funzione che interessano tanto la fisica umana. Argomenti nobili che da soli potrebbero giustificare l’importanza delle missioni spaziali e dei forti investimenti che si fanno per finanziarli: il biglietto che lo Stato italiano ha pagato per il viaggio della sua concittadina è circa sessanta milioni di euro. Del resto lo stesso presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia nel commentare il lancio è stato chiaro al riguardo: «Abbiamo voluto fortemente la presenza di Samantha Cristoforetti nella missione Minerva; la sua partecipazione rappresenta anche un driver per le attività spaziali italiane». C’è stato però qualche cambiamento che ha turbato un po’ lo spirito dell’euforia che nei primi mesi di quest’anno circolava nell’aria di Tor Vergata, dove ha sede la presidenza dell’ASI: a maggio del 2021 l’ESA aveva annunciato che la Cristoforetti, specialista di missione dell’equipaggio Dragon Crew-4, sarebbe stata comandante della Spedizione 68a. Ma poi il piano di volo della ISS è stato modificato, anticipando la data dell’avvicendamento tra gli equipaggi Crew-4 e Crew-5 e con questa variazione, la missione dell’equipaggio Crew-4 è accorciata e la spedizione 68a comincerà dopo la partenza di Samantha dalla ISS. Per tutto il periodo che trascorrerà a bordo,l’astronauta italiana avrà il ruolo di leader del Segmento Orbitale Americano (USOS), che comprende i moduli e i componenti americani, europei, giapponesi e canadesi della Stazione Spaziale. Pazienza. Non essere il capitano di squadra, come è stato Luca Parmitano qualche missione fa deve essere stato un boccone amaro non tanto e non solo per la Cristoforetti, ma anche per tutto il mondo delle quote rosa che vedono nell’affermazione dell’astronauta “de noartri” la rivincita della femminilità e non della professionalità concreta.

Recentemente non sono mancati i commenti degli idioti. Chi si occuperà dei figli di Sam per sei mesi? Il padre? Il mammo? Sciocchi, naturalmente, a cui nessuna risposta meriterebbe lo spreco del proprio fiato.

Ma poi c’è un’altra cosa che ci siamo domandati e che almeno al momento non avrà risposta. Nel 2015 Astro Sam partì per la SSI e vi rimase  circa 200 giorni. Fu un momento di grande popolarità per lei e probabilmente con l’aiuto delle Communications dell’AMI si seppero smorzare i rigurgiti di uno scandalo che stava impazzando in quel momento nell’Agenzia, dove lo stesso presidente fu incriminato con una procedura che poi ha solo infangato la credibilità di alcune azioni senza provare alcuna colpa. Ma che rivelò anche alcune mosse dei suoi sottoposti che offrivano posti di lavoro altamente qualificati a tangeros e roba del genere. Acqua passata.

Cosa ci sia di vero nelle scuse che hanno limitato il tempo di volo della Cristoforetti non si sa concretamente. Che non ci sia stato qualche rischio di un eccessivo assorbimento di radiazioni, assai pericolose per la sua salute ce lo auguriamo, così come confidiamo che la nostra ex ufficiale possa tornare serenamente a casa e godersi una lunga vita di attività terrestri. O forse chi sa, anche lunari. Buona permanenza, cap. Cristoforetti.

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