domenica, Ottobre 17

Aspettando il CdM Oggi vertice tra Renzi, Lupi e Padoan

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Si è tenuto oggi a Palazzo Chigi un lungo vertice tra il premier Matteo Renzi, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per discutere del problematico tema delle coperture del decretoSblocca-Italia che sarà presentato domani nel corso dell’atteso Consiglio dei Ministri. Oltre ai tecnici di Palazzo Chigi, dei Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture, all‘incontro hanno preso parte anche due stretti collaboratori del premier, ovvero il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

In serata, Renzi sarà ricevuto al Quirinale per riferire al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel merito dei contenuti del CdM del 29 agosto, con particolare riferimento alle coperture economiche dello Sbocca-Italia. Da giorni, ormai, le attese nei confronti del CdM crescono costantemente, fino ad accarezzare aspettative quasi messianiche. Questo clima di febbrile attesa non ha risparmiato neppure Napolitano, che all’uscita della Fondazione Pellicani di Mestre, dov’era in visita, è stato chiamato dai cronisti a esprimere il suo giudizio sul CdM prossimo venturo, in particolare sul decreto Sblocca-Italia, sulle riforme della Scuola e della Giustizia. Con la consueta sobrietà e asciuttezza, il Presidente ha risposto: «Lo vedrò e lo vedrete tutti, basta aspettare la riunione di domani del Consiglio dei Ministri e se ne vedranno i risultati».

Proseguendo la personale campagna mediatica sulle riforme avviata in questi giorni sui social network, Renzi ha dedicato questa mattina alcuni tweet a Scuola e Giustizia. Sulla Scuola, dopo aver dato la propria disponibilità a spiegare la riforma che sta mettendo a punto il Governo, il premier ha risposto a un follower che intravedeva alcuni aspetti critici nella riforma dell’Esecutivo chiedendo di attendere qualche tempo per muovere rilievi: «magari prima aspettate che presentiamo la riforma, no? Ancora non abbiamo presentato nulla. Buon lavoro». Sul tema Giustizia, invece, il Presidente del consiglio ha tweettato in merito alla riduzione a 20 giorni per le ferie dei tribunali: «è un simbolo, ma importante. L’arretrato si risolve in un altro modo. Domani facciamo un dl ad hoc su questo. #italiariparte». E in un altro tweet, in risposta a un follower che indicava il tribunale di Torino come un esempio da diffondere: «Sono d’accordo» ha scritto il premier «Mario Barbuto, che ha risolto i problemi della giustizia di Torino, è adesso a Roma a lavorare con Andrea Orlando».

Per lenire i lenire i morsi dell’attesa che in questo dì di vigilia del CdM attanagliano senz’altro anche il lettore, come non riandare alle parole di Rossella O’Hara in Via col vento?Dopotutto, domani è un altro giorno”, non dimentichiamocelo.

Dal palco del Meeting CL di Rimini, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha parlato della situazione occupazionale italiana. Il nostro, ha detto il ministro, «è un Paese abituato a pensare che vincono le rendite e non le opportunità». «Credo» ha più volte ribadito come un mantra «che l’impianto storico della relazione tra lavoro e impresa, basata su conflitto e contratto, oggi non funziona più». Prioritaria per il rilancio dell’occupazione, ha aggiunto, è l’attuazione delle riforme messe a punto dal Governo per il mercato del lavoro; ma non si tratta di un compito facile, perché «Cambiar la testa è un problema complicato, non cambiare le norme: se non cambiamo testa non cambiano neanche le norme». Tra i temi toccati da Poletti è rientrata anche la polemica delle scorse settimane innescata nelle file del governo dagli esponenti dell’NCD sull’articolo 18: «Impiantare un braccio di ferro sull’art.18 senza impiantare un approccio complessivo è un controsenso, e per questo abbiamo fatto la Legge Delega». Strategico nell’ambito di questo approccio complessivo, ha ribadito il ministro è un cambiamento indispensabile” nel mercato del lavoro: «Se non lo produrremo, faremo molte riflessioni, molte analisi ma non porteremo a casa risultati. (…) Tutte le volte che ci siamo infilati in una bella scazzottata sull’articolo 18 non abbiamo combinato niente, tante legnate ma risultati zero». «Se tutti insieme faremo questo sforzo» ha proseguito «e tutti ci prenderemo un pezzetto di responsabilità i risultati non potranno che arrivare». Parlando dell’introduzione di nuove forme contrattuali, Poletti ha portato l’esempio del contratto a tutele crescenti previsto da una legge delega collegata al Jobs Act: «un costo più basso quantomeno nella fase iniziale, altrimenti tutti gli imprenditori userebbero la formula più efficiente ed economica per le imprese». Adottando una prospettiva di concretezza, servono innanzitutto «caratteristiche diverse di flessibilità e costo»; eppoi serve una buona regolamentazione: quest’ultima, ha precisato il ministro, certamente «non crea posti di lavoro da sola, ma condiziona le decisioni delle imprese; è un elemento che pesa sulle scelte» relative a investimenti e assunzioni.

 

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