venerdì, Settembre 24

Aspettando il 28 maggio 2017 field_506ffb1d3dbe2

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Iniziata lunedì con la promessa di ‘magnifiche sorti e progressive’, nel corso della conferenza stampa con slide, la settimana del ‘giovane favoloso’ (come da film veneziano su Giacomo Leopardi) che guida il Paese, è proseguita di trionfo in trionfo. Anzitutto con quello dell’investitura del Ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, ad Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea (e vicepresidente della Commissione). La nuova ‘Lady Pesc’ succede all’inglese Catherine Ashton, Matteo Renzi dimostra che riesce a far succedere le cose. Ed è terminata (di fatto) con la presenza al vertice Nato di Newport, e le ‘photo opportunity’ che dimostrano come il nostro Presidente del Consiglio possa sedere legittimamente all’esclusivo tavolo con il francese Francois Hollande, l’ucraino Petro Poroshenko, il ‘padrone di casa’ (sempre e comunque) statunitense Barak Obama, il britannico David Cameron, la cancelliere tedesca Angela Merkel.

Nel mezzo lo strascico ed il rilancio sulla Questione Scuola. «Noi non facciamo l’ennesima riforma della scuola. Noi proponiamo un nuovo patto educativo. Conterrà alcune idee nel merito per rendere la scuola sempre più strumento di crescita per il giovane cittadino. Ma anche strumento di crescita per il Paese». In tale patto educativo «proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull’anzianità: sarebbe, sarà, una svolta enorme».

Ma dalla Conferenza Stampa dei Millegiorni (con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio ed il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi) per annunciare il piano del Governo per il proseguo della legislatura, emergono anche impegni su Pubblica Amministrazione, pensioni ed ancora Giustizia. E si evidenzia anche un altro dato metodologico importante. La velocità supersonica, che si sta rivelando impraticabile, viene sostituita, o almeno si coniuga, con la scoperta del passo dopo passo. Questo il ripensamento, o il rilancio, che forse indica un cambio di prospettiva, o una realistica presa d’atto. Sblocca-Italia, il piano di riforme che dovrebbe, in teoria, far ripartire l’economia italiana, viene riproposto per l’ennesima volta, anche se già bocciato (e ribocciato) da Confindustria ed Ance, così come da sindacati, altre forze sociali e molti Enti Locali. Ma Renzi lancia (rilancia) il cronoprogramma del Governo, da seguire sul sito apposito. «Sei mesi di governo sono pochi per distribuire pagelle. Ma non per analizzare quanto fatto finora e cercare di vedere quale futuro si prepara»: così, a sua volta, ‘L’Espresso’, che elabora un Dossier per cercare di capire se veramente il Paese sta cambiando verso, come da promessa e slogan elettorale (delle primarie).

Ma il vero dato sintetico è che ormai il ‘giovane favoloso’ (ché tale certamente si sente) fa quel che gli pare e supera una critica dietro l’altra infilando, appunto, un successo dietro l’altro. Senza incontrare resistenze, a parte le ubbie malmostose di Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema. Che, in questa fase, fanno più che altro la brutta figura dei rosiconi, dei gufi, dei frustrati (termini renziani doc).

Appuntamento dunque per la palingenesi del 28 maggio 2017, al termine dei Millegiorni. Il Paese, al momento, sembra che segua affatato. Anche al ritorno da vacanze poco felici pure per quei pochi che, tra difficoltà economiche e tempo infame, le hanno fatte: le presenze si sono ridotte drasticamente, e presto ne vedremo le conseguenze, anche a livello macroeconomico. Intanto agli stranieri che ci svillaneggiano Renzi replica che “l’Italia non sta morendo, ed io mi mangio il gelato”.

Per ora, internamente, è gloria. Se fu vera gloria vedremo. 

Si aprì una portiera, non ne scese nessuno…  Segnaliamo l’attività settimanale del laureato in legge siciliano che siede gloriosamente al Ministero degli Interni. Il nostro beniamino interviene sulle richieste delle Forze dell’Ordine sottolineando come «le richieste delle Forze di Pubblica sicurezza» siano «legittime, ma espresse con toni eccessivi». Specie «quando minacciano lo Sciopero Nazionale». E garantisce: «Sicurezza è una priorità assoluta di questo Governo». Poi annuncia un incontro con i rappresentanti sindacali. Che, accettato, si sono recati al Viminale, hanno atteso l’arrivo da Palazzo Chigi del Ministro. Arrivata la macchina, si è aperta una portiera, non ne è sceso nessuno. Era Angelino Alfano.

 

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