venerdì, Luglio 23

Asia-Pacifico capitale della fame field_506ffb1d3dbe2

0

Regional Conference for Asia and the Pacific FAO

 

Bangkok – A prima vista potrebbe sembrare paradossale che nel 2014 vi sia ancora una così vasta e diffusa presenza della malnutrizione, così come potrebbe sembrare inaspettato che non sia in Africa la capitale della sottonutrizione e della fame nel mondo bensì in un continente che ospita alcune delle Nazioni a sviluppo più avanzato, persino rampante, sulla scena economica, produttiva e finanziaria mondiale, ovvero, l’Asia, e, nello specifico, l’area dell’Asia-Pacifico, dove ci vengono in mente subito grandi apparati produttivi e finanziari come Giappone e Corea del Sud. Eppure, la FAO ha spiazzato proprio tutti, nelle ultime ore, sciorinando dati e statistiche sconcertanti. L’Organizzazione per il Cibo e l’Agricoltura, infatti,  ha reso noto  lunedì scorso che l’area Asia-Pacifico ha il più alto numero di persone in condizioni di fame e ha chiesto alle Nazioni della regione di incrementare la produzione di cibo e di reindirizzare le politiche riguardanti la malnutrizione.

La chiamata generale volta a destare attenzione sul tema è giunta nel momento in cui 40 Membri delle Nazioni Unite hanno partecipato ad un incontro che si è tenuto nella Capitale della Mongolia, Ulan Bator, per esaminare lo stato del settore cibo nell’intera area Asia-Pacifico. Allo stato attuale la regione ha bisogno di incrementare il sistema stesso della produzione del cibo e la distribuzione tra i consumatori e  sfidare in modo più significativo i problemi della sicurezza alimentare entro la generazione corrente.
Alcune Nazioni a sviluppo avanzato della regione dovranno così incrementare la propria produzione di più del 77 per cento entro il 2050, quando la popolazione mondiale si stima possa raggiungere i nove miliardi di abitanti, stime peraltro riportare dalla stessa FAO. La regione sta certamente conseguendo successi nel ridurre la sotto-nutrizione, eppure vi sono ancora più di 550 milioni di persone sotto-nutrite.
L’obbiettivo del Millennio di ridurre la fame della sua metà entro il 2015 è già stato raggiunto nel Sud Est Asia. Questa regione annovera più del 90 per cento della produzione mondiale di riso e del suo consumo. La sicurezza nei cibi e la qualità di vita degli individui sono -in questa parte del Mondo- grandemente dipendenti dall’alimento riso. Per questo la FAO ha inteso produrre un proprio modello di strategia regionale nel settore del riso. L’agricoltura, la pesca e le attività del rimboschimento devono essere tutte aggiornate e modernizzate, oltre che essere trasformate in settori che producano più profitti. Così come tutte le Nazioni dell’area coinvolte dovranno fare passi spediti e ben meditati nell’evitare che una grande quantità di cibo vada persa o sprecata del tutto, una percentuale che attualmente si attesta tra il 30 ed il 50 per cento per quanto riguarda grani, frutti e vegetali.
La cattiva gestione delle risorse alimentari, oltre alla sua tutt’altro che equanime distribuzione, è uno dei fattori sui quali l’intera area Asia-Pacifico, attraverso i propri governi nazionali così come-scendendo più a Sud Est nel caso dell’ASEAN- dovranno adottare grandi sforzi di inventiva per porre freno a questa spirale negativa e dispersiva. 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->