venerdì, Settembre 17

ASEAN: reddito di cittadinanza? Innanzitutto le donne Una recente ricerca mostra che, a dispetto della identità minoritaria di genere delle donne nella regione, meglio dare un Reddito di Base Incondizionato alle donne piuttosto che agli uomini

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Il dibattito sul cosiddetto reddito di cittadinanza, qui denominato Reddito di Base Incondizionato (Universal Basic Income UBI) ha raggiunto oggi il centro delle attenzioni degli studiosi del Sud Est Asia. I politici si sono molto accalorati sul tema un po’ in ogni angolo del Pianeta ed i Governi nazionali si sono parecchio divisi sulla nozione della distribuzione e/o allocazione di un certo ammontare di denaro su base regolare, senza che vi sia una particolare condizione nel legare tali cifre alla presenza o meno di una attività lavorativa.

Ovviamente, l’affascinante idea per la quale la società diventi più inclusiva e che non espleti più attività eccessivamente marginalizzante o basata su diseguale distribuzione delle risorse monetarie sul territorio del proprio Paese è diventata facilmente molto popolare, soprattutto perché consente di immaginare un più esteso affrancamento dalle esigenze vitali e di sopravvivenza dei molti e non più a favore di classi ristrette e verticistiche. Inoltre, ha prevedibilmente incontrato i favori dei Governi più libertari e progressisti. Altrettanto ovviamente, da quella fascinosa idea deriva anche un immaginabile ulteriore progresso sociale più ampio, l’innalzamento della produttività a fronte di maggior capacità di spesa e la riduzione delle ineguaglianze su base nazionale e interna.

A fronte di tutto ciò, il fronte degli economisti e dei politici più conservatori contrappone un atteggiamento che essi ritengono più pragmaticamente negativo, a causa degli ‘insostenibili costi’ che –a lor parere- il Reddito di Base Incondizionato esplica sui Bilanci nazionali. Sottolineano che l’idea stessa di un reddito di cittadinanza e affrancato dal suo calcolo correlato alla categoria economica del lavoro, sia nella sua stessa natura impossibile da ottenere nelle Economie attuali.

La fattibilità economica di questa idea è diventata rapidamente una questione di carattere critico per ogni programma di Governo, come era facile immaginare, anzi, centrale nel Mondo in continuo mutamento, in specie nei Paesi in via sviluppo, in quanto il Reddito di Base Incondizionato viene lì prefigurato come uno strumento necessario per lo sviluppo stesso del proprio Paese e della Economia nazionale intesa nella sua interezza.

Una ragione per la quale le Nazioni del Sud Est Asia, per fare un esempio, hanno combattuto per implementare la parità di genere (nonostante i proclami pubblici tutti indirizzati ufficialmente verso l’ottenimento di questo obbiettivo) è la aumentata insicurezza economica che ha reso più ampia la differenza tra uomini e donne ed ha allontanato le donne dalle pari opportunità nel proprio Paese. Ecco perché tra gli economisti e gli studiosi di Scienze Sociali oggi ci si chiede se in Sud Est Asia il Reddito di Base Incondizionato possa essere l’unico metodo che possa sia migliorare sia le condizioni di vita e lavoro delle donne sia diminuire la povertà nella intera Regione.

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