sabato, Ottobre 23

ASEAN poco protetta in tema di cyber sicurezza Si investe troppo poco per proteggersi da hacker, ormai sempre più esperti e tecnologicamente avanzati

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Negli ultimi anni, il Sud Est Asia è stato il territorio dove meglio e con maggiore spessore s’è visto crescere il mercato della comunicazione digitale, soprattutto per il miglioramento progressivo della connettività di Internet e la sempre più spiccata diffusione degli smartphone. Lo scorso anno, uno studio di settore aveva stimato che la crescita della Internet Economy in questa Regione sarebbe stata di circa 200 miliardi di Dollari USA in termini di controvalore monetario nell’arco di tempo che va fino al 2025.

Tutto questo comporta un ridisegno sostanziale delle modalità di comunicazione ma, allo stesso tempo, mostra le dimensioni “popolari” che sta assumendo via via questo settore, dove l’accesso è ormai consentito anche a fasce sociali ed economiche certo tra le non più agiate. Il che è il vero aspetto innovativo della questione a livello globale ed anche nell’area Sud Est Asiatica. Basti pensare a quanta rilevanza ha assunto, in questo modo, tutto il settore dei social.

Più persone collegate, però, significa anche un sempre maggior numero di minacce alla cyber-sicurezza e questo è un elemento negativo riconosciuto da tutti gli attori sulla scena specifica della crescita digitale. Le minacce, a loro volta, vanno facendosi via via sempre più complesse e difficili da gestire e richiedono investimenti, competenze professionali sempre più specifiche ed aggiornate per opporvisi. Gli esperti del settore della sicurezza via web e digitale riconoscono che un po’ tutti i rami della produzione e dell’Economia stanno sottostimando il livello del problema e conseguentemente investono nell’Area ASEAN in media meno di quanto sta accadendo altrove a livello globale.

Un report dello scorso anno mostra come, unitamente al problema dell’innalzamento notevole del numero di utenze e conseguentemente degli utilizzatori alcune Nazioni come Malaysia, Indonesia e Vietnam sono ormai considerati dei santuari delle attività via web sede sospette. Il che significherebbe – secondo lo studio di settore – che gli hacke dell’area stanno proprio utilizzando infrastrutture insicure e non adeguate di quelle Nazioni per lanciare i loro cyber-attacchi. Lo studio inoltre conferma che nel 2017 mediamente le Nazioni hanno speso lo 0.13 per cento dei propri PIL per la cyber-sicurezza. D’altro canto, l’intera ASEAN, considerata come blocco, spende solo lo 0.6 per cento del proprio PIL medio di tutta l’Associazione, cioè 1.9 miliardi di Dollari USA considerati collettivamente. Lo studio ha anche annotato che Singapore è l’unica Nazione nella regione intera che spende investendo in cyber-sicurezza più della media di tutta l’ASEAN e della media globale.

Secondo il report dello scorso anno di A.T. Kearney, si disegnano i contorni del problema e si pone anche qualche suggerimento o caldo invito, per il quale per porre rimedio alla situazione occorre che l’ASEAN prenda atto della necessità di investire in cyber-sicurezza più di quanto fatto finora, stimando che serva tra lo 0.35 e lo 0.61 per cento del proprio PIL collettivo, cioé circa 171 miliardi di Dollari USA tra il 2017 ed il 2025. Al minimo, si afferma nel report, si dovrebbe spendere almeno come nella media globale.

Secondo la società che si interessa professionalmente di cyber-security FireEye, bisogna innalzare la soglia di attenzione sull’intera questione, il livello delle preoccupazioni che si sono via via accumulate nell’area s’è progressivamente innalzato anch’esso. Ma mancano ancor oggi risposte adeguate. Secondo FireEye è proprio la inadeguatezza dei singoli sistemi giuridici e legali che dovrebbero regolamentare il settore della cyber-sicurezza ad essere estremamente lacunoso e inadeguato in relazione allo stato attuale delle cose. E secondo tale società esperta in cyber-sicurezza, questo sarebbe uno dei motivi principali per i quali i Paesi ASEAN investono così poco per difendersi da attacchi di hacker esperti. Viene annotata anche l’assenza di dati accertati e completi su un settore così magmatico e sfuggente. E’ un po’ un cane che si morde la coda, alla fin fine, sul terreno rimane la preoccupazione relativa ai cyber-attacchi e la debolezza del sistema di cyber-difesa sia a livello di singoli Paesi e inevitabilmente pertutti i Paesi Membri ASEAN.

Secondo gli esperti locali, cioé  dell’ASEAN, in altri contesti globali, le preoccupazioni ed i timori nei confronti dei cyber-attacchi sono state proprio il fattore propulsore che ha spinto tutti i più grandi nomi in campo di cyber security a muoversi con oculatezza e soprattutto rapidità. Contestualmente si tratta anche di creare una maggior cultura ed una soglia d’attenzione sempre molto alta in quanto a problemi connessi la cybersecurity, sebbene questo spesso sfoci solo in panico diffuso, il che certo non aiuta a risolvere il problema con l’atteggiamento giusto. La società Trend Micro, anch’essa particolarmente attenta e coinvolta in materia di cyber security, interviene in questo settore, sollecitata dai media d’area e fa notare che oggi è più importante che mai analizzare dove – nello specifico – l’ASEAN stia investendo in cyber sicurezza. E chiede: si sta risolvendo il problema specifico? Si sta investendo nella tecnologia adatta alle esigenze attuali dell’ASEAN? Si stano strutturando le giuste partnership per agire in modo più regolamentato e mirato? Si sta investendo con la giusta tecnologia? Secondo gli esperti, in generale, dovrebbero essere questi i temi strutturalmente più importanti coi quali i singoli Governi dei Paesi Membri ASEAN dovrebbero confrontarsi in modo più sistemico.

Il documento di A.T. Kearney ha consigliato caldamente che i singoli Paesi membri ASEAN lavorino collettivamente per creare una cornice d’azione regionale intorno a tutti i temi connessi con la cyber sicurezza. Essenziale anche lo studio e la conoscenza condivisa – nell’area ASEAN – in modo da diffondere al proprio interno il maggior novero di dati ed esperienze nella difesa della cybersecurity regionale e di ogni singolo Stato membro. La Ricerca e lo Sviluppo in materia di cyber sicurezza conseguentemente diventa priorità per la quale il livello degli investimenti volenti o nolenti dovrebbe aumentare.

Vi sono già diverse iniziative in merito e molte sono ancora in fase di studio, tutto è finalizzato ad allargare lo spirito di collaborazione nella intera Regione. Nel 2016 Singapore ha lanciato un programma allo scopo di offrire più risorse per la cyber sicurezza rispetto agli altri Stati Membri. Lo scorso mese di novembre l’ASEAN tutta ha affermato di voler operare congiuntamente per contrastare la cyber criminalità.

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