domenica, 5 Febbraio
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ASEAN il catalizzatore d’area

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Bangkok – In prossimità della integrazione economica del 2015 nell’ASEAN la società di informazione globale e statistica Nielsen l’ha anticipato che l’ASEAN del 2015 sarà l’elemento catalizzatore per un cambiamento rapido e per una crescita sostenuta in tutta la regione. Tutto ciò aprirà nuove opportunità per le società che avranno la capacità di rimanere agili ed anticipare il cambiamento. L’ultimo report Nielsen ASEAN 2015 intitolato Guardando dietro l’angolo in un nuovo panorama asiatico, reso pubblico nella giornata di ieri, annota i trend più recenti ed attuali nel Sud Est Asia e che rappresentano una sostanziale opportunità in vista delle sfide del futuro. Il report sottolinea previsioni di un solido PIL complessivo dell’area, l’aumento della popolazione ascrivibile alla classe media con i consumi che caratterizzano quella parte delle società civili, un livello di forte fiducia da parte dei consumatori e investimenti significativi nelle infrastrutture quali fattori che giocheranno un ruolo notevole nel disegnare il futuro della regione.

Il nuovo report esamina i fattori chiave e le implicazioni dell’ASEAN del 2015, mettendo in luce le considerazioni critiche per il business e le strategie atte a implementare le opportunità ed il confrontarsi con sempre più forza con le sfide che si preparano all’orizzonte.

In una conferenza stampa patrocinata dalla Nielsen, Regan Leggett , Direttore regionale del Servizio Clienti per la Nielsen nel Sud Est Asia, l’Asia del Nord e l’area del Pacifico, ha affermato che nel frattempo il mercato si riempie di congetture e aspetti speculativi circa le capacità dei Paesi Membri di giungere preparati per la data ufficiale di inaugurazione ed operatività del 2015. Ma la linea di tendenza maggioritaria nel pensiero corrente degli uomini d’affari della regione e nel mondo è che l’ASEAN giocherà certamente un ruolo d’importanza sempre maggiore. Regan Leggett certo non si nasconde che sono ancora molti i temi e gli argomenti che permangono in un’area di incertezza, il che contribuisce ad innescare più di qualche nervosismo circa il reale e futuro impatto dell’integrazione del 2015. Nonostante le incertezze, vi è un ampio numero di strategie che le Società possono adottare per arrivare tutti pronti alla data dell’ASEAN del 2015 e coloro che saranno capaci di pianificare per tempo la propria progressione verso la integrazione –affermano gli esperti locali– potranno certamente beneficiare al meglio nel medio e nel lungo termine.

Il 25 Febbraio scorso, al Raffles Hotel di Singapore, Financial Times e Nielsen hanno svolto un lavoro di confronto ed analisi denominato C-Summit ASEAN 2015 nel corso del quale i convenuti si sono ritrovati d’accordo nello stabilire che la crescita d’importanza dell’ASEAN nell’economia globale è stata sottolineata ed avvalorata della sempre crescente forza delle performances conseguite via via dai mercati dell’area ASEAN. La integrazione economica regionale dell’ASEAN prevista per il 2015 si ritiene possa ancora mantenere la sua traiettoria di crescita e possa anche disegnare il passaggio ad una nuova era per il business nel circuito ASEAN.

Per il business nel Sud Est Asia il libero movimento dei beni e delle merci rappresenta insieme sia una dimensione di opportunità sia una dimensione di minacce, mentre un flusso libero di servizi, investimenti, lavoro specializzato e capitali rappresenta un flusso fondamentale nella direzione nella quale tutta l’area opererà nel futuro. Mentre vi è un totale di 10 Paesi Membri, vi sono due livelli tematici in gioco. Il primo consiste nei Membri fondatori originari i quali di fatto stilano l’agenda, la politica e gli accordi. Il secondo livello è relativo all’adozione di accordi da porre in essere mentre si implementano i cambiamenti verso la modernizzazione delle economie. Al di là dei 10 Paesi Membri, vi è un gruppo di sei Nazioni che ha costituito una serie di legami in ambito economico e nel commercio nei confronti dell’ASEAN, siamo cioè davanti ad una specie di ASEAN + 6 e queste Nazioni sono il Giappone, la Nuova Zelanda, la Corea del Sud, l’Australia, la Cina e l’India. Al di fuori del Gruppo ASEAN + 6 bisogna poi aggiungere il gruppo di Nazioni o entità geopolitiche terze, che si posizionano su un ring esterno, potremmo dire, e che comprendono Russia, Unione Europea, USA, Argentina, Canada, Cile e Pakistan. Al fondo degli accordi ASEAN vi è l’esistenza di alcuni fondamentali come la crescita del mercato, la combinazione delle crescite di popolazione, PIL e la nascita sempre più evidente dei consumatori tipici della classe media.

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico OECD  ha stimato la crescita del PIL derivante dalla Comunità ASEAN pari ad un sei per cento annuo all’incirca dal 2011 al 2016. Ciò che è più importante è come tutto questo si distribuirà nell’area e che cosa tutto ciò possa generare nel tempo. Nielsen afferma che nel 2012 vi erano all’incirca 190 milioni di persone in Sud Est Asia ascrivibili alla classe media, dotate della capacità decisionale basata sulle rinnovate disponibilità economiche. In termini di spesa questo si correla a un range che va dai 16 Dollari USA ai 100 dollari USA al giorno, elementi dovuti soprattutto alla crescita economica della regione. Per la Società Nielsen, si progettano ora le modalità di migliorata distribuzione della ricchezza entro il 2020 nelle popolazioni inseribili nella categoria di classe media del Sud Est Asia che potrebbe più che raddoppiare fino a raggiungere i 400 milioni di individui. Il livello dei numeri è importante anche perché se lo si considera in relazione ad alcune caratteristiche della classe media Sud Est asiatica, ne deriva un quadro estremamente interessante anche per le multinazionali della produzione di prodotti e merci a livello mondiale. I consumatori del Sud Est Asia, infatti –secondo i report Nielsen– sono quelli con i più alti livelli di fiducia (soprattutto l’Indonesia che si pone in cima alla classifica della fiducia dei consumatori precedendo India, Filippine e Cina), sono i consumatori tra i più coscientizzati al Mondo sulla identità dei Marchi, tra i più propensi alla valutazione massima del design ritenuto tratto essenziale al momento dell’acquisto, tra i più aperti mentalmente al Mondo a favore dei prodotti “green”.

 

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