domenica, Ottobre 24

ASEAN e timori delle PMI field_506ffb1d3dbe2

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Bangkok -Vi è una attenta valutazione dei pro e dei contro in vista della integrazione ASEAN  che giungerà alla sua ufficializzazione il prossimo anno, non molto lontano, quindi.

Allo stesso tempo, mentre gli economisti dell’area studiano i vari panorami che si generano in fase di studio delle opportunità e delle sfide che si presentano alle porte di questa importante fetta economico/finanziaria mondiale, vi è da considerare anche il vasto novero di preoccupazioni che gli operatori economici e finanziari dell’area stanno fronteggiando con sempre più grande intensità per la data del 2015.

Finora i Paesi membri ASEAN hanno “ragionato” in termini di “cartelli economici” oppure in termini di rapporti bilaterali, dove via via si sono studiate le varie forme di cooperazione interne all’area ASEAN. Da questo ne è conseguito, fino ad oggi, un pensiero economico e finanziario circoscritto all’area, dove si è cercato di darsi una mano –reciprocamente- mentre il Mondo “lì fuori” dai confini ASEAN s’è fatto sempre più preda delle logiche di Bilancio e dei tagli derivanti dalla crisi globale.

Ora però, cambia tutto, volenti o nolenti. A fronte di un mercato globale che si è fatto sempre più piccolo e spesso asfittico, l’ASEAN intende proporre una visione economica “altra” rispetto ai canoni finora imperanti, proprio portando con sé l’esperienza finora acquisita all’interno dell’esperienza ASEAN.

In particolar modo, ora si valuta quale possa essere il novero dei vantaggi e degli svantaggi che coglieranno l’apparato delle piccole e medie imprese in tutta l’area ASEAN.

Chi sarà il vincitore o il perdente, lo si saprà solo quando la Comunità ASEAN entrerà in piena operatività, recita laconicamente un recente report di settore. L’accresciuta competitività colpirà le imprese piccole e medio-piccole un po’ in tutta l’Asia del Sud Est.

D’altro canto, società che godono già di una robusta presenza regionale conseguiranno ancor più grandi benefici da una comunità economica realmente integrata, conferma lo stesso report analitico emesso dal Boston Consulting Group BCG .

La Comunità Economica ASEAN AEC AEC, che è stato pianificato entrerà in operatività alla fine del prossimo anno, ha lo scopo di creare un singolo mercato unico e con una produzione di base che comprenderà tutta la regione, con barriere minime nel commercio e negli investimenti.

Lo studio comprende una ricerca su più di 230 leaders nel campo del business ed ufficiali anziani di livello governativo sia all’interno della regione sia all’esterno, che sono stati intervistati a proposito delle loro singole visioni circa l’ASEAN.

Si evince che l’80% di coloro cui è stato somministrato il questionario della ricerca ritiene l’AEC una buona opportunità di business e crede anche che potrà accelerare la crescita nelle proprie industrie.

In ogni caso, la stessa percentuali tra coloro che hanno risposto afferma che sono parecchio in ansia per il livello presumibilmente alto di competitività che si libererà nel momento in cui la Comunità Economica ASEAN entrerà definitivamente in azione.

Al contempo, il 70% degli intervistati ritiene pure che un più intenso livello di competitività potrà incoraggiare le società in area ASEAN ad internazionalizzarsi e l’81%  afferma che essi s’aspettano che le piccole e medie imprese possano arrancare in questo processo di allargamento verso mercati più globali e che questo possa arrecare loro grandi difficoltà.

Il partner e direttore manager BCG Michael Meyer ed il suo partner anziano oltre che capo area Sud Est Asia, Vincent Chin, in colloqui con media locali, hanno affermato che le piccole e medie imprese hanno bisogno di raggiungere “una certa qualità” per potersi espandere a livello regionale.

Il dottor Meyer dice: «Se si opera in un mercato interno protetto, si potrebbe non avere le capacità manageriali ed un livello sofisticato di cui si ha bisogno per competere a livello internazionale». Le agenzie nazionali come l’agenzia di sviluppo imprenditoriale Spring Singapore e l’agenzia di commercio IE Singapore possono giocare un ruolo importante nell’aiutare le piccole e medie imprese a diventare resilienti a sufficienza per raggiungere i benefici di un’ASEAN più integrata, dice sicuro il dottor Chin.

I dottori Meyer e Chin sono co-autori del report con il partner senior BCG e direttore manageriale Bernd Waltermann e Evelyn Tan, analista guida con la sua area attuativa Global Advantage.

La ricerca ha anche comparato i livelli di ottimismo circa l’idea dell’AEC in tutte le Nazioni ASEAN. Le società della Malaysia sono particolarmente sensibili verso un accesso al più ampio mercato ASEAN, oltre le ridotte dimensioni della Nazione e del suo mercato con una popolazione di 28 milioni di abitanti. Ma le società indonesiane sono in apprensione a causa dell’afflusso anticipato di competitors nella Nazione, man mano che la regione diventa sempre più integrata.

Lo studio BCG, che sarà poi definitivamente lanciato il prossimo mese, ha anche identificato 50 Società ASEAN tra le meglio posizionate nel trovar vantaggi in un’ASEAN più integrata.

Compaiono 10 Società di Singapore nella lista compresa BreadTalk Group, UOB, CapitaLand e Swiber Honldings.

Le Società generano annualmente vendite all’incirca per un controvalore di 500 milioni di Dollari USA, sono in crescita e con buon livello nei profitti, si posizionano nelle posizioni più alte un po’ in tutta l’area ASEAN nelle loro rispettive aree industriali di competenza. Queste Società ed il resto del settore privato, guideranno il trend di crescita dell’integrazione ASEAN attraverso i propri sforzi nell’espansione regionale, come confermano gli stessi Autori del report.

Jimmy Koh, il capo delle relazioni del gruppo degli investitori presso UOB, ha affermato che le banche possiedono circa 500 settori differenti ed hanno uffici in tutta l’area del Sud Est Asia per supportare I propri clienti e spalleggiarli nel processo di espansione della regione.Gli istituti di credito sono in via di generare il 40 per cento dei propri profitti dall’esterno di Singapore a partire dal prossimo anno, ha affermato Koh. «Man mano che il nostro mercato matura, assisteremo ad una crescita sempre più lenta nel lunto termine e ciò rende la nostra strategia regionale ancora più cruciale».

 

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